Insegnante accoltellata a Trescore, il comunicato di Proteo Fare Sapere: “Servono investimenti, non repressione”

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TRESCORE BALNEARIO (BG) – Dopo il grave episodio avvenuto nei giorni scorsi all’interno di un istituto scolastico di Trescore, dove un’insegnante è stata accoltellata da uno studente, arriva la presa di posizione di Proteo Fare Sapere Bergamo, che interviene con un articolato comunicato dal titolo “Antidoti”.

Al centro della riflessione, la necessità di affrontare il cosiddetto “mal di scuola”, definito come il vero “veleno” che sta mettendo in crisi non solo il sistema scolastico, ma l’intera comunità educante.

“Un sistema in sofferenza”

Nel documento si sottolinea come la scuola sia oggi attraversata da un intreccio complesso di criticità che coinvolge tutti gli attori: studenti, insegnanti, famiglie e istituzioni. Una situazione che, secondo l’associazione, ha raggiunto livelli di guardia e che non può essere affrontata con risposte semplicistiche.

Secondo Proteo Fare Sapere, l’episodio di Trescore non può essere letto come un fatto isolato, ma deve essere analizzato nel suo contesto più ampio, tenendo conto anche della giovane età dello studente coinvolto.

Critiche alle politiche nazionali

Nel comunicato vengono criticate le risposte ritenute “repressive e ideologiche” avanzate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dal Governo. In particolare, viene contestato l’approccio basato su norme più stringenti e misure punitive, ritenute insufficienti ad affrontare le radici del disagio giovanile.

Nel mirino anche le dichiarazioni del ministro Giuseppe Valditara, giudicate dall’associazione come una risposta “demagogica e superficiale” a un fenomeno complesso.

“L’antidoto è investire nella scuola”

Proteo Fare Sapere indica invece una strada diversa: investimenti strutturali nel sistema scolastico, a partire dal personale e dalla formazione.

Secondo l’associazione, dopo anni di tagli è necessario restituire dignità a chi lavora nella scuola, promuovendo interventi educativi progettati direttamente dagli istituti e dalle comunità educanti, piuttosto che imposti dall’alto.

Fondamentale anche il rilancio di un piano di formazione e aggiornamento realmente legato ai bisogni concreti di studenti e insegnanti.

Un appello alla responsabilità collettiva

Nel comunicato si evidenzia come molti giovani oggi vivano una condizione di fragilità, privi di punti di riferimento e schiacciati da una società complessa che tende a scaricare proprio sulla scuola responsabilità sempre maggiori.

Per questo, conclude Proteo Fare Sapere Bergamo, è necessario un impegno condiviso tra istituzioni, scuola e società per affrontare alla radice il disagio giovanile e restituire centralità al sistema educativo.

Un appello che arriva in un momento di forte attenzione pubblica, con l’obiettivo di trasformare un fatto drammatico in occasione di riflessione e cambiamento.

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