Iran-Usa, ancora nessuna intesa: Trump gela Teheran su Hormuz e sanzioni

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(Adnkronos) – La fumata bianca sembrava più vicina, con una bozza di accordo tra Iran e Usa – preannunciata da Teheran – per porre fine alla guerra e ridurre le tensioni nella regione. Ma a stretto giro è arrivata la smentita della Casa Bianca ("Una totale invenzione"), seguita dall'affondo da parte di Donald Trump che ha picchiato duro su due temi – le sanzioni e Hormuz – prima di lanciare un avvertimento all'Oman, 'sospettato' di offrire una sponda a Teheran nei piani per controllare lo Stretto. L'Iran ha acceso la giornata affermando di aver ricevuto una bozza preliminare del cosiddetto "accordo di Islamabad", come ha affermato riferito la tv di Teheran, precisando che nulla sarebbe stato ancora finalizzato. Secondo i punti principali della bozza, Washington si impegnerebbe ad alleggerire le restrizioni sul traffico marittimo iraniano, oltre a ritirare parte delle proprie forze militari dalle aree circostanti l'Iran. In cambio, Teheran ripristinerebbe entro un mese il traffico commerciale nel Golfo Persico e nel Golfo di Oman ai livelli precedenti al conflitto. Lo Stretto di Hormuz, tuttavia, non verrebbe completamente riaperto: controlli e gestione del transito resterebbero affidati all'Iran in coordinamento con l'Oman, mentre le navi militari statunitensi sarebbero escluse dall'intesa.  La risposta americana è stata lapidaria. "Nessuno dovrebbe credere a ciò che diffonde la televisione di Stato iraniana", il messaggio su X dell'account Rapid Response, vicino all'amministrazione del presidente Trump: con poche decine di caratteri, cancellata l'ipotesi di un'intesa preliminare tra Washington e Teheran.  E' toccato poi a Trump, nella riunione di gabinetto alla Casa Bianca, riportare i negoziati al largo se non in alto mare. "L'Iran è molto determinato, vuole davvero fare un accordo. Finora non ci sono riusciti. Non ne siamo soddisfatti, ma lo saremo". E ha quindi aggiunto: "O così, o dovremo semplicemente finire il lavoro", con riferimento a una ripresa delle operazioni militari coordinate dal segretario alla Guerra, Pete Hegseth. Trump ha però ribadito la propria determinazione a raggiungere un accordo favorevole per porre fine al conflitto. E poco importa se la Repubblica islamica provi a guadagnare tempo, sperando che il presidente degli Stati Uniti sia indotto ad accettare un'intesa al ribasso pur di archiviare la questione. La guerra rischia di pesare sulla campagna elettorale in vista delle elezioni di midterm, in programma a novembre negli Usa. "Non mi importa delle elezioni di metà mandato", ha tagliato corto Trump, apparentemente non preoccupato dei potenziali nuovi equilibri al Congresso. "Gli iraniani pensavano che sarebbero riusciti a mettermi fretta, sapete? 'Aspettiamo, ha le elezioni di midterm'", ha detto Trump durante la riunione di gabinetto. "Non mi interessano le elezioni di midterm. Guardate cosa è successo ieri sera, è stato un preludio alle elezioni di midterm. La gente capisce", ha aggiunto, riferendosi alla vittoria del candidato da lui sostenuto nelle primarie repubblicane per il Senato in Texas, Ken Paxton. Per Trump, è l'Iran ad avere le spalle al muro. Il presidente ha citato la ripresa dell'accesso a Internet nel paese asiaticocome segnale di indebolimento della posizione del regime: "L'intero sistema economico è in crisi. Vogliono semplicemente fare un accordo – ha affermato – Non credo che abbiano scelta". Dal canto suo il Segretario di Stato americano Marco Rubio, seduto accanto a Trump, ha riferito che si sono registrati "alcuni progressi e un certo interesse" nei colloqui con l'Iran. "Vedremo nelle prossime ore e giorni se si potranno fare progressi", ha aggiunto Rubio. Trump non ha invece risposto direttamente all'annuncio della tv iraniana sul memorandum. Ma ha affermato che "nessuno", Iran compreso, controllerà lo Stretto di Hormuz. "Gli stretti saranno aperti a tutti e non saranno controllati da nessuno. Saremo noi a vegliare su di essi", ha detto il tycoon, rispondendo a una domanda su un possibile controllo di Teheran e dell'Oman sullo Stretto di Hormuz e lanciando poi un avvertimento a Muscat: "Si comporterà come tutti gli altri, altrimenti saremo costretti a farli saltare in aria". Teheran è a caccia di soldi, ha evidenziato il presidente americano. Gli Usa, quindi, intendono usare la leva economica: "I beni congelati? Decideremo noi quando potranno riavere i loro soldi". E' possibile ipotizzare un allenamento delle sanzioni all'Iran in cambio della rinuncia al materiale nucleare. "No, no, assolutamente no. Nessun allentamento delle sanzioni, no", ha affermato Trump. 
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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