(Adnkronos) –
Donald Trump sta perdendo la pazienza per la guerra in Iran e valuta l'ipotesi di attacchi sempre più massicci. Il presidente degli Stati Uniti, come riferisce il New York Times, nelle ultime ore ha riunito i consiglieri principali e alcuni membri del suo gabinetto per esaminare la situazione. Il numero 1 della Casa Bianca appare sempre più scettico sulla possibilità di una via di uscita diplomatica e, nel quadro parallelo delineato dal Wall Street Journal, sta entrando in 'modalità vendetta' nei confronti della leadership iraniana. "L'Iran non è ancora pronto a concludere un accordo. Io non ho fretta. Non ho deciso se lanciare un grande attacco", glissa Trump davanti alle domande dei giornalisti. "Possiamo continuare a fare quello che stiamo facendo, distruggendo pezzo per pezzo. O possiamo fare un accordo: stiamo parlando, ma loro non sono ancora pronti". Alcuni dei consiglieri temono che questa guerra – che sta provocando l'aumento dei prezzi della benzina, e non solo, il crollo del tasso di popolarità e la morte di 18 di soldati americani, quattro solo negli ultimi giorni – possa logorare la presidenza e danneggiare le prospettive dei repubblicani alle elezioni di midterm del prossimo novembre. Secondo le fonti consultate dal WSJ, il presidente crede sempre di meno alla possibilità che i negoziati possano portare ad una pace duratura, e sempre più convinto del fatto che l'unica cosa che Teheran comprende sia la forza militare. E per questo, concludono le fonti, non vede altre opzioni che continuare i raid contro l'Iran, e si detto convinto di poter piegare l'Iran e costringerlo ad accettare le sue richieste attraverso la massiccia campagna di bombardamenti che continua a minacciare. Trump recentemente si è mostrato meno preoccupato per l'impatto che la guerra potrà avere sulle elezioni di novembre di quanto lo siano i suoi consiglieri e i repubblicani del Congresso. E per quanto riguarda il prezzo della benzina, durante una delle ultime riunioni convocate alla Casa Bianca per discutere come fare scendere il prezzo della benzina prima del voto, Trump avrebbe sollecitato pressioni sulle società petrolifere e sui rivenditori affinché riducano i prezzi. Se Trump pare orientato verso la linea dura, non sono più concilianti le posizioni attribuite a Mojtaba Khamenei, Guida Suprema dell'Iran. Le agenzie di intelligence statunitensi ritengono che l'ayatollah sia più interessato allo sviluppo di un'arma nucleare rispetto a suo padre e predecessore, Ali Khamenei. Mojtaba Khamenei, evidenzia il New York Times, non ha mai chiesto pubblicamente all'Iran di dotarsi di armi nucleari, ma le valutazioni dell'intelligence americana indicano che il leader e il governo più intransigente, insediatosi dopo che Israele e gli Stati Uniti hanno ucciso molti dei precedenti leader iraniani, vorrebbero potenziare le capacità nucleari della repubblica islamica. Molte informazioni relative a Mojtaba Khamenei sono state raccolte prima dell'inizio della guerra. Il leader, ferito negli attacchi condotti da Usa e Israele, secondo l'intelligence continua a guidare il regime ma non ha l'autorità o l'influenza assoluta del padre, capace di governare per oltre 36 anni. Teheran, in base ai rapporti, non ha compiuto recentemente passi concreti per riavviare il suo programma nucleare ma si è attivato per proteggere le strutture da eventuali attacchi. Secondo funzionari americani, l'Iran ha trasferito alcune centrifughe in un complesso sotterraneo, che gli Usa collocano sotto Pickaxe Mountain. Potrebbe trattarsi del primo passo per riprendere l'arricchimento dell'uranio ma, in base ai report, l'Iran al momento appare più interessato a preservare le apparecchiature senza utilizzarle.
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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