“Là dove finisce il buio” a Endine Gaiano lo spettacolo su don Bepo Vavassori e don Antonio Seghezzi

“Là dove finisce il buio”: a Endine Gaiano lo spettacolo su don Bepo Vavassori e don Antonio Seghezzi

🔔 Vuoi ricevere le notizie di Montagne & Paesi sul tuo smartphone? WhatsApp WhatsApp | Telegram Telegram

ENDINE GAIANO (BG) – Una storia di fede, amicizia e resistenza che ha segnato profondamente la Chiesa bergamasca del Novecento. Sabato 28 febbraio 2026, alle ore 20.45, nella Chiesa della Santissima Trinità della Rova (frazione Piangaiano), andrà in scena “Là dove finisce il buio. Due uomini di fede al tempo della Resistenza”, spettacolo dedicato a don Bepo Vavassori e don Antonio Seghezzi.

L’iniziativa è organizzata dall’AFP Patronato San Vincenzo di Endine Gaiano, in collaborazione con le parrocchie di Endine Gaiano, Rova e Valmaggiore, per ricordare la figura del fondatore del Patronato di Endine Gaiano, don Bepo Vavassori.

Lo spettacolo, scritto da Marialuisa Miraglia, è interpretato e diretto da Stefano Panzeri, con le musiche originali eseguite dal vivo alla chitarra da Simone Riva. La produzione è firmata deSidera/Teatro de Gli Incamminati, in co-produzione con la Fondazione Adriano Bernareggi, con il patrocinio della Diocesi di Bergamo e il sostegno del Comune di Osio Sotto.

Una cella, il buio e la memoria

Dicembre 1943. In una cella del carcere di Sant’Agata a Bergamo, don Bepo – al secolo Giuseppe Vavassori – prega in ginocchio. Da cappellano conosce bene quel luogo, ma dopo l’arresto da parte dei nazisti tutto appare diverso, immerso nel buio.

Da qui prende forma un intenso monologo che è insieme diario e confessione. I ricordi si intrecciano: l’infanzia, la vocazione, la Grande Guerra, l’incontro sul fronte con il poeta Giuseppe Ungaretti e la nascita del Patronato San Vincenzo, punto di riferimento per migliaia di giovani.

Cuore del racconto sono però gli anni dell’occupazione nazista dopo l’armistizio del 1943 e la costruzione di una rete clandestina di sostegno a rifugiati e partigiani. In una cella vicina è rinchiuso l’amico don Antonio Seghezzi, assistente diocesano dell’Azione Cattolica, arrestato per aver aiutato i renitenti alla leva. La sua presenza, pur invisibile in scena, è costante e potente.

Seghezzi sarà deportato in Germania, dove morirà nel 1945. I due sacerdoti speravano di celebrare insieme la Messa di Natale in carcere: un desiderio spezzato dalla deportazione.

Teatro come atto di memoria

“Là dove finisce il buio” è un atto teatrale di memoria e resistenza. La scena è essenziale, sospesa tra luce e ombra, con un uso evocativo di suono e musica che accompagna e scolpisce la narrazione. Il tempo non è lineare: si frammenta, si ricompone, diventa esperienza emotiva.

Accanto alle figure di don Bepo e don Antonio emergono altri protagonisti della Resistenza bergamasca, come la partigiana Betty Ambiveri e don Mario Benigni, compagno di prigionia di Seghezzi nel lager di Kaisheim.

Uno spettacolo che chiede silenzio e ascolto, e che si propone come rito laico di memoria: perché ricordare, sempre, è un atto di resistenza.

Ingresso libero e gratuito.

WhatsApp Logo

📲 Ricevi gratis le notizie di Montagne & Paesi sul tuo telefonino!

Iscriviti al nostro canale WhatsApp ufficiale per restare sempre aggiornato su notizie e curiosità dalle valli.

👉 Clicca qui per iscriverti al canale

Telegram Logo

📢 Seguici anche su Telegram!

Unisciti al canale Telegram di Montagne & Paesi per ricevere tutte le news in tempo reale.

👉 Clicca qui per iscriverti su Telegram

Condividi:

Ultimi Articoli

Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie in modo che possiamo offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web ritieni più interessanti e utili. Puoi trovare maggiorni informazioni sul nostro trattamento dei dati personali nella nostra Privacy Policy