L’agricoltura che guarda al futuro

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Dalla gestione intelligente delle risorse all’agricoltura di precisione, passando per intelligenza artificiale, ricerca e nuove tecnologie applicate ai campi e alle stalle: l’innovazione è oggi una leva strategica indispensabile per affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico e garantire un futuro sostenibile alla produzione agricola. È questo il filo conduttore del convegno promosso da Coldiretti Brescia, che si è svolto venerdì 16 gennaio 2026, nell’ambito della 68ª edizione della Fiera regionale Agricola artigianale, commerciale di Lonato del Garda, dal titolo “L’agricoltura guarda al futuro: ricerca, formazione e innovazione.

Dopo i saluti del sindaco del Comune di Lonato del Garda Roberto Tardani e dell’Assessore all’agricoltura Massimo Castellini, l’apertura del convegno alla presidente provinciale di Coldiretti Laura Facchetti: “l’innovazione in agricoltura oggi è una scelta necessaria per affrontare le grandi sfide legate al cambiamento climatico e all’utilizzo consapevole delle risorse, utili a rendere le imprese agricole sempre più efficienti e i prodotti agricoli sempre più sani e sicuri. Ma l’innovazione non è solo macchinari, è soprattutto ricerca, una ricerca utile ai campi e alle stalle, capace di dare risposte immediate ai problemi reali delle aziende. Per noi l’innovazione giusta è quella che rafforza le aziende, migliora la qualità dei prodotti e tutela la salute dei consumatori”.

Di rilievo gli interventi tecnici che si sono susseguiti durante la mattinata: il dottor Mario Pezzotti, professore ordinario di Genetica Agraria presso l’Università di Verona ha posto l’accento sull’importanza della ricerca genetica sulle piante che avrà un ruolo determinante nell’agricoltura del futuro, consentendo lo sviluppo di varietà più resilienti ai cambiamenti climatici, permetterà di migliorare la resistenza a parassiti e malattie, riducendo la necessità di pesticidi, favorirà l’aumento dell’efficienza nell’uso dell’acqua e dei nutrienti, contribuendo a una produzione più sostenibile e aprirà la strada a colture con maggiore valore nutritivo e migliore qualità dei raccolti.

Alessandro Apolito – capo servizio tecnico e capo area innovazione e digitalizzazione di Coldiretti – ha invece parlato del Polo Digitale creato da Coldiretti: “crediamo nell’innovazione a servizio delle persone e per questo abbiamo creato un Polo Digitale, l’unico in Europa dedicato esclusivamente agli agricoltori. Il nostro lavoro è rendere più competitive le imprese, abbattendo i costi, utilizzando le tecnologie e la nostra piattaforma Demetra proprio per raggiungere questi obiettivi”.

Il direttore Generale CREA, Maria Chiara Zaganelli, ha concentrato il suo intervento sui cambiamenti climatici, sulla crescita della popolazione, sulla scarsità di risorse naturali, sulle esigenze di sostenibilità e sulla sicurezza alimentare come le sfide centrali che attendono l’agricoltura nei prossimi anni. Il CREA, in questo scenario, assume un ruolo centrale nell’evoluzione dell’agricoltura italiana verso modelli sostenibili, tecnologicamente avanzati e resilienti, grazie al suo approccio multi ed interdisciplinare, e alle sue aziende sperimentali, distribuite in tutta Italia, che lo contraddistinguono nel panorama della ricerca pubblica del Paese Italia.

Focus sui numeri dell’agricoltura 4.0 in Italia a cura di Chiara Corbo, direttrice dell’osservatorio smart agrifood Politecnico di Milano che ha parlato di quanto gli agricoltori stanno innovando, i benefici riscontrati e su cosa si può lavorare per migliorare l’adozione del digitale.

La conclusione della parte tecnica, a cura di Marcello Mongiardo, executive Consultant COBO spa, che ha trattato il tema dell’intelligenza artificiale, applicata in modo pratico e centrato sulle reali esigenze degli agricoltori.

Sessione finale dedicata agli interventi dell’assessore regionale Istruzione, formazione e lavoro Simona Tironi e Luca De Carlo, presidente della nona Commissione Agricoltura del Senato che hanno rispettivamente trattato di formazione quale chiave per un’agricoltura più innovativa, competitiva e attrattiva per i giovani dove il dialogo tra scuola, università, imprese e istituzioni permette di sviluppare competenze concrete e sostenibili, rispondendo ai bisogni del territorio e guardando al futuro e di ricerca, formazione e innovazione in grado di rendere l’agricoltura più competitiva e sostenibile, trasformando la ricerca in soluzioni concrete e accompagnando la transizione ecologica e digitale.

L’intervento conclusivo del presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini che ha posto l’accento anche sul tema delle TEA: “lo sviluppo delle TEA è fondamentale per tutelare la biodiversità dell’agricoltura italiana e, al contempo, migliorare l’efficienza del nostro modello produttivo. Coldiretti ha sostenuto per prima la diffusione delle Tea, con l’accordo sottoscritto nel 2020 con la Società Italiana di Genetica Agraria (Siga) per far tornare gli agricoltori protagonisti di una ricerca pubblica nazionale, in grado di sviluppare soluzioni su misura e renderle disponibili a tutti i produttori. Investire in conoscenza significa mettere gli agricoltori nelle condizioni di affrontare le sfide climatiche, economiche e sociali senza perdere identità, qualità e sostenibilità”.

Altro tema trattato dal presidente Prandini, l’accordo del Mercosur: “La firma del Mercosur senza reciprocità e le dovute garanzie sui controlli sarebbe un grave danno per cittadini consumatori e agricoltori, un pericoloso precedente per tutti i futuri possibili accordi che permetterebbero così di far entrare in Europa, anche per questo martedì 20 gennaio saremo a Stasburgo per chiedere al Parlamento Europeo di fermare il progetto distruttivo della presidente della Commissione Ursula Von der Leyen”.

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