Lavoro nel terziario, il 39% lo valuta come impiego temporaneo, ma il settore può essere attrattivo

Lavoro nel terziario, il 39% lo valuta come impiego temporaneo, ma il settore può essere attrattivo

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Bergamo, 20 gennaio 2026. Il settore del commercio, turismo e dei servizi può essere attrattivo e offrire opportunità interessanti per i giovani lavoratori, anche se viene ancora in parte visto come un comparto per un impiego temporaneo. Le imprese del terziario riconoscono che l’attrattività del settore per i giovani dipende sempre più dalla capacità delle aziende di valorizzare le persone, offrire condizioni di lavoro sostenibili e prospettive di crescita. Tuttavia, solo quattro imprese su dieci adottano strategie mirate per attrarre e trattenere i giovani, mentre permangono criticità legate a retribuzioni, orari e percezione di precarietà. È quanto emerge dalla ricerca condotta da Format Research nell’ambito dell’Osservatorio Congiunturale di Confcommercio Bergamo su un campione di 700 imprese della provincia, presentata oggi dal direttore Oscar Fusini, con la presenza delle rappresentanze sindacali Filcams- Cgil, con il segretario generale Nicholas Pezzè, Fisascat- Cisl, con il segretario generale Guido Fratta e Uiltucs- Uil, con la segretaria generale Anila Cenolli.
Il 41% delle imprese del terziario ritiene che i giovani considerino il settore attrattivo quando trovano impiego in aziende in grado di valorizzare il loro contributo. Tuttavia il 39% delle aziende segnala che molti giovani vedono il terziario come un settore in cui lavorare solo temporaneamente, mentre il 20% rileva una percezione negativa legata a lavori precari o poco stimolanti.
Tra gli aspetti che rendono il settore interessante per le nuove generazioni, le imprese individuano principalmente la flessibilità di orari e contratti (39%) e un ambiente di lavoro dinamico e inclusivo (35%). Seguono la formazione continua e l’affiancamento (26%) e le possibilità di crescita professionale interna (24%). A distanza appare, tra le voci, il welfare aziendale e attenzione al benessere (13%).
Gli ostacoli principali alla permanenza dei giovani nel terziario sono chiaramente identificati: orari lunghi e poco conciliabili con la vita privata (48%) e retribuzioni basse rispetto ad altri comparti (46%) le principali criticità. A questi si aggiungono scarse prospettive di carriera (32%), contratti poco stabili (24%) e mancanza di riconoscimento del merito (20%).
Le iniziative messe in campo
Solo il 43% delle imprese ha adottato iniziative specifiche per attrarre e trattenere giovani lavoratori. Tra queste, le azioni più diffuse puntano sulla creazione di un ambiente partecipativo e collaborativo (45%), mentre risultano meno frequenti gli interventi sulla formazione (23%) e sulle politiche retributive (18%). Il 14% ha introdotto programmi di stage e tirocini strutturati per coinvolgere nuove leve sin dai banchi di scuola.
Le imprese del terziario bergamasco chiedono un intervento deciso da parte delle istituzioni e delle associazioni di categoria. In particolare, il 74% delle aziende ritiene prioritari gli incentivi fiscali o contributivi per chi assume giovani in modo stabile e duraturo. Il 32% chiede sostegno al miglioramento della qualità del lavoro in termini di contratti, welfare e stabilità, mentre il 28% sollecita formazione mirata e continua, anche in collaborazione con scuole e università. Sono importanti anche l’informazione sui percorsi di carriera nel settore (15%) e i progetti di orientamento e mentoring (15%).
Per invertire questa tendenza e incentivare lo sbocco lavorativo dei più giovani, servono azioni coordinate tra imprese, istituzioni e mondo della formazione, in grado di rendere il terziario un ambito professionale stabile, innovativo e motivante. Le imprese vanno supportare nel valorizzare i giovani talenti, sviluppando percorsi di crescita, mentoring e valorizzazione delle competenze per costruire un senso di appartenenza e prospettive di carriera chiare. Ambienti collaborativi, modelli organizzativi sostenibili e welfare aziendale orientato all’equilibrio vita-lavoro sono alcuni tra gli asset strategici. Sul fronte della retribuzione, al miglioramento dei pacchetti retributivi, va affiancata l’introduzione di benefit e incentivi per trattenere i giovani nel settore e ridurre il turnover, oltre ad un investimento nella formazione continua.

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