(Adnkronos) – Il leader della Lega, Matteo Salvini, è tornato nel carcere di Bollate per fare visita al gioielliere Mario Roggero, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per l'uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo dopo l'assalto alla sua gioielleria nel 2021. Si tratta della seconda visita in due giorni. La Lega è in campo non solo per la richiesta della grazia per Roggero ma anche per cambiare la legge sulla legittima difesa. La Lega, a quanto apprende AdnKronos, punta a modificare la legge integrando quanto previsto dall'art. 52 del codice penale. Il partito di Matteo Salvini ha pronto un ddl che prevede la non punibilità di "qualsiasi reazione" nell'immediatezza di un'aggressione a mano armata in casa o in negozio, "indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta". Una norma, a prima firma del senatore Claudio Borghi, che di fatto scagionerebbe chi come il gioielliere piemontese ha agito al di fuori del suo negozio, in condizioni non ritenute compatibili con la norma attuale sulla legittima difesa. Nello specifico, all'art. 52 del codice penale ("non è punibile chi commette un fatto per necessità di difendere un proprio o altrui diritto contro il pericolo attuale di un'offesa ingiusta, a condizione che la reazione difensiva sia proporzionata all'offesa") si aggiunge un nuovo comma. "In caso di aggressione a mano armata all’interno del proprio domicilio o del proprio esercizio commerciale, professionale o imprenditoriale, qualsiasi reazione posta in essere nell'immediatezza del fatto da chi subisce l’aggressione è non punibile, indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta", è quanto si legge nel testo visionato dall'AdnKronos. Sulla legittima difesa, Forza Italia sceglie la linea della cautela e raffredda i toni della Lega. "Leggeremo con attenzione l'annunciata proposta di legge sulla legittima difesa, ma riteniamo che un legislatore scrupoloso non debba assumere decisioni sull'onda emotiva di fatti di cronaca", dichiara, interpellato dall'Adnkronos, il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Enrico Costa. Per l'esponente azzurro, "lo Stato di diritto richiede norme scritte con equilibrio e ponderazione, destinate a durare, e non estemporanee reazioni a vicende di rilievo mediatico". Un monito che suona come un vero e proprio alt all'iniziativa del Carroccio. "Consiglierei di evitare fughe in avanti, peraltro su un tema già ampiamente dibattuto in Parlamento nelle scorse legislature, nelle quali sono state apportate significative modifiche normative", conclude Costa. Il leader del M5S, Giuseppe Conte, dà l'affondo. "Il ddl della Lega cancella la legittima difesa. Se passasse questa norma non esisterebbe più la legittima difesa, esisterebbe il diritto di realizzare una vendetta – dice all'Adnkronos (VIDEO) – Salta la proporzionalità rispetto all'offesa, salta l'attualità, la persistenza dello stato di pericolo. Significherebbe cancellare dall'antico diritto romano a oggi un istituto che, ovviamente, pone lo Stato al centro con il monopolio della forza e della giustizia, attribuirebbe invece a ciascuno cittadino il diritto di reagire, eseguire nella pubblica piazza delle vendette. Soprattutto sarebbe il Far West totale. Una follia". "Salvini, per rincorrere Vannacci, propone un disegno di legge che più che legittima difesa introduce la licenza di uccidere in un delirante progetto di giustizia privata per tutti, mentre va a incontrare Roggero invece che occuparsi di treni e trasporti", dichiara Riccardo Magi. "A questo punto è sicuro che entro la prossima campagna elettorale, che è già iniziata, arriverà la proposta di reintrodurre la pena di morte nel nostro Paese. Intanto la destra di governo si porta avanti e intende introdurla come conseguenza accettabile della reazione di un privato cittadino. La verità è che siamo di fronte a una montatura indecente costruita con l'obiettivo di trascinare il Presidente della Repubblica in questa gazzarra", conclude il segretario di Più Europa. Come Conte, di Far West parla anche Angelo Bonelli. "Le sentenze definitive si rispettano – scandisce – In uno Stato di diritto non si possono trasformare le decisioni della magistratura in una campagna di propaganda politica, come stanno facendo Giorgia Meloni e la destra sul caso Roggero. Alimentare l’idea che la giustizia possa essere piegata alle convenienze del momento significa spingere il Paese verso il Far West e la giustizia fai da te". "Dopo quattro anni di governo, Giorgia Meloni invece di fare pericolose campagne propagandistiche dovrebbe rispondere del fallimento delle sue politiche sulla sicurezza. La destra al governo non è stata in grado di garantire sicurezza ai cittadini nelle città, consentendo che le forze di polizia restino con un sottorganico di 38mila unità", sottolinea il deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde.
—politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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