Venerdì 27 febbraio alle 20.45, nel suggestivo contesto che vede allestita in Basilica la Raggiera dei maestri Caniana, è in programma a Gandino levento artistico-musicale Lux Aeterna. Prevede la presentazione del libro dedicato a Vincenzo Antonio Petrali, «Principe degli organisti», con particolare riferimento al suo rapporto con il Triduo dei Morti a Gandino. Verrà proposta unelevazione con brani eseguiti da Tobia Sonzogni (organista) e Schola Cantorum Luigi Canali, diretta da Marco Guerinoni. In programma gli interventi di Diego Ambrosioni, autore del libro, e di Francesco Rizzoni, rettore del Museo della Basilica, che presenterà la Raggiera.
Levento intende offrire uno sguardo, tramite un percorso artistico-musicale, su Vincenzo Antonio Petrali (Crema, 22 gennaio 1830 – Bergamo, 24 novembre 1889), noto come uno dei maggiori organisti italiani della seconda metà del XIX secolo. Oltre alle mansioni di organista nel Duomo di Cremona e nella Basilica di Santa Maria Maggiore in Bergamo, fu maestro di cappella del Duomo di Brescia, del Duomo di Crema e insegnante dapprima presso il Pio Istituto Musicale a Bergamo e in seguito presso il Liceo Musicale Rossini a Pesaro. Acclamato come uno dei più brillanti e celebri collaudatori dorgano dellepoca, fu altresì valente pianista, direttore dorchestra e operista.
Il suo rapporto con Gandino fu molto stretto e duraturo nel tempo. Il 14 e 15 agosto 1858 Petrali collaudò il nuovo organo Adeodato Bossi Urbani della Basilica, dichiarando che «lorgano stesso è riuscito alla perfezione a tutta prova, sia per robustezza, eguaglianza e dolcezza dei Ripieni, come per la perfetta imitazione dei molti istrumenti che lo compongono, per cui dal lato armonico nulla lascia a desiderare, e corrisponde col più gradito effetto allampiezza e maestosità di questa insigne Chiesa».
Tra il 24 ed il 26 febbraio 1866, Vincenzo Petrali prese parte al Triduo dei Morti, come direttore dei «Contrappunti», gruppi vocali e strumentali con organici anche di trenta, quaranta esecutori, che si univano allorgano per solennizzare le feste più solenni. In tale occasione diresse unorchestra composta da diciotto professori, più cinque voci soliste. Petrali si recò nuovamente a Gandino dal 24, al 26 febbraio 1873, sempre in occasione del Triduo dei Morti. Un consistente corpus delle composizioni sacre di Vincenzo Petrali è conservato presso il Fondo musicale della Basilica. Tale patrimonio è stato ampiamente utilizzato da Andrea De Giorgi (1836 – 1900), compositore e organista della Basilica dal 1859 al 1899, nonché amico di Petrali.
Nel corso della serata, verrà presentata e sarà disponibile la recente monografia pubblicata presso leditore Libreria Musicale Italiana di Lucca dal titolo Vincenzo Antonio Petrali – il Principe degli organisti, con biografia, epistolario e catalogo delle composizioni. Il felice incontro dei due autori del libro, Aldo Salvagno (musicologo e direttore dorchestra) e Diego Ambrosioni (studioso e organista bergamasco) ha dato vita ad un volume di 902 pagine articolato in due parti, con documenti inediti trascritti per la prima volta, provenienti dallarchivio privato degli eredi del compositore. A fare da trait d’union alla presentazione, ci sarà una parte musicale, in cui verrà proposta una selezione della produzione per organo di Petrali a cura di Tobia Sonzogni, organista che dal 2019 accompagna la Schola Cantorum Luigi Canali.
La formazione per loccasione eseguirà il Lux Aeterna di Petrali, communio dalla Messa da Requiem, proveniente dal fondo musicale della Basilica di Gandino. Il Lux Aeterna, inedito e in prima esecuzione moderna, entrerà a far parte del repertorio del coro e andrà a impreziosire la musica delle nostre liturgie, già a partire dal Sacro Triduo.
Levento intende offrire uno sguardo, tramite un percorso artistico-musicale, su Vincenzo Antonio Petrali (Crema, 22 gennaio 1830 – Bergamo, 24 novembre 1889), noto come uno dei maggiori organisti italiani della seconda metà del XIX secolo. Oltre alle mansioni di organista nel Duomo di Cremona e nella Basilica di Santa Maria Maggiore in Bergamo, fu maestro di cappella del Duomo di Brescia, del Duomo di Crema e insegnante dapprima presso il Pio Istituto Musicale a Bergamo e in seguito presso il Liceo Musicale Rossini a Pesaro. Acclamato come uno dei più brillanti e celebri collaudatori dorgano dellepoca, fu altresì valente pianista, direttore dorchestra e operista.
Il suo rapporto con Gandino fu molto stretto e duraturo nel tempo. Il 14 e 15 agosto 1858 Petrali collaudò il nuovo organo Adeodato Bossi Urbani della Basilica, dichiarando che «lorgano stesso è riuscito alla perfezione a tutta prova, sia per robustezza, eguaglianza e dolcezza dei Ripieni, come per la perfetta imitazione dei molti istrumenti che lo compongono, per cui dal lato armonico nulla lascia a desiderare, e corrisponde col più gradito effetto allampiezza e maestosità di questa insigne Chiesa».
Tra il 24 ed il 26 febbraio 1866, Vincenzo Petrali prese parte al Triduo dei Morti, come direttore dei «Contrappunti», gruppi vocali e strumentali con organici anche di trenta, quaranta esecutori, che si univano allorgano per solennizzare le feste più solenni. In tale occasione diresse unorchestra composta da diciotto professori, più cinque voci soliste. Petrali si recò nuovamente a Gandino dal 24, al 26 febbraio 1873, sempre in occasione del Triduo dei Morti. Un consistente corpus delle composizioni sacre di Vincenzo Petrali è conservato presso il Fondo musicale della Basilica. Tale patrimonio è stato ampiamente utilizzato da Andrea De Giorgi (1836 – 1900), compositore e organista della Basilica dal 1859 al 1899, nonché amico di Petrali.
Nel corso della serata, verrà presentata e sarà disponibile la recente monografia pubblicata presso leditore Libreria Musicale Italiana di Lucca dal titolo Vincenzo Antonio Petrali – il Principe degli organisti, con biografia, epistolario e catalogo delle composizioni. Il felice incontro dei due autori del libro, Aldo Salvagno (musicologo e direttore dorchestra) e Diego Ambrosioni (studioso e organista bergamasco) ha dato vita ad un volume di 902 pagine articolato in due parti, con documenti inediti trascritti per la prima volta, provenienti dallarchivio privato degli eredi del compositore. A fare da trait d’union alla presentazione, ci sarà una parte musicale, in cui verrà proposta una selezione della produzione per organo di Petrali a cura di Tobia Sonzogni, organista che dal 2019 accompagna la Schola Cantorum Luigi Canali.
La formazione per loccasione eseguirà il Lux Aeterna di Petrali, communio dalla Messa da Requiem, proveniente dal fondo musicale della Basilica di Gandino. Il Lux Aeterna, inedito e in prima esecuzione moderna, entrerà a far parte del repertorio del coro e andrà a impreziosire la musica delle nostre liturgie, già a partire dal Sacro Triduo.
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