Sabato 14 marzo a Sellero si parlerà di presenza mafiosa in Lombardia attraverso gli studi di Andrea Carnì, ricercatore dell’Università degli Studi di Milano e membro di CROSS – l’Osservatorio sulla Criminalità Organizzata fondato da Nando dalla Chiesa.
L’Associazione culturale SMART – Spettacolo, Musica, Arte organizza infatti la presentazione del volume “Mafia ed economia. Il rischio criminale in Lombardia” (2025, Futura Editrice), scritto da Nando dalla Chiesa e Andrea Carnì. Alla serata sarà presente proprio Carnì, assegnista di ricerca e professore a contratto presso l’Università degli Studi di Milano, profondo conoscitore della presenza mafiosa nella nostra regione.
Attorno al libro dialogheranno Paola Cominelli, giornalista camuna e attivista di Libera contro le mafie, e Daniele Bressanelli, antropologo e membro dell’associazione SMART.
La vicinanza dell’evento al 21 marzo – data della Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie promossa da Libera – non è casuale: l’incontro vuole essere un momento di riflessione e preparazione in vista di una ricorrenza fondamentale per la coscienza civile del Paese.
La mafia non è solo un fenomeno del Sud
La mafia continua spesso a essere percepita, anche a causa dell’immaginario cinematografico e delle terribili stragi di fine Novecento, come un fenomeno esclusivamente meridionale. Da molti anni, però, la criminalità organizzata ha esteso i propri interessi al Nord, infiltrandosi in modo capillare nelle maglie del capitalismo lombardo.
Il libro di Carnì e dalla Chiesa affronta interrogativi centrali: quanto è presente il fenomeno mafioso in Lombardia? Qual è il livello di infiltrazione della ’ndrangheta nella regione più popolosa e produttiva d’Italia? Si può parlare solo di insediamento o addirittura di radicamento?
Le parole, spiegano gli autori, non sono mai neutre. Occorre utilizzarle con rigore scientifico e responsabilità intellettuale, alla luce dei dati e delle relazioni sociali emerse dalla ricerca.
Un capitalismo ibrido e il rischio criminale
“Mafia ed economia. Il rischio criminale in Lombardia” non cerca effetti sensazionalistici, ma sistematizza i risultati di un’ampia ricerca condotta dal centro CROSS dell’Università degli Studi di Milano in partnership con CGIL Lombardia.
Dallo studio emerge l’ascesa degli interessi e delle logiche mafiose in un’area che un tempo sembrava quasi immune. Si delinea così la sagoma di un capitalismo pericolosamente ibrido, in cui economia legale e interessi criminali rischiano di intrecciarsi. Un processo che, come sottolineano gli autori, può e deve essere contrastato.
Anche i territori di Brescia e Bergamo non risultano immuni. Il volume evidenzia la “commistione tra ’ndrangheta e alcuni elementi del mondo imprenditoriale bergamasco”, oltre a una serie di episodi estorsivi e incendiari nei parcheggi legati all’aeroporto di Orio al Serio. Nel Bresciano si segnalano crimini ambientali e timori di infiltrazioni nei grandi lavori infrastrutturali, come quelli della tangenziale di Tirano e nella città di Bormio in occasione delle recenti Olimpiadi Invernali. In Valcamonica risultano inoltre presenti circa venti beni confiscati alla mafia.
Per questi motivi l’appuntamento del 14 marzo rappresenta un’occasione importante per sensibilizzare la cittadinanza: la Lombardia non è soltanto un territorio “appetibile” per le mafie, ma una realtà in cui la criminalità organizzata ha già messo radici, talvolta anche grazie alla complicità di imprese e professionisti locali.
Informazioni sulla serata
L’incontro si terrà sabato 14 marzo alle ore 20:45 presso la Sala Polifunzionale delle Fornaci a Sellero.
Numerosi enti e associazioni hanno deciso di sostenere e patrocinare l’iniziativa: Libera contro le mafie, CGIL, Tapioca e K-Pax, realtà attive nella promozione della legalità e dell’impegno civile.
L’autore: Andrea Carnì
Andrea Carnì è assegnista di ricerca post-doc presso l’Università degli Studi di Milano (Dipartimento di Studi Internazionali, Giuridici, Storico-Politici) nell’ambito del progetto I nuovi scenari internazionali e la criminalità organizzata in Italia. La grande svolta degli anni ’80 e ’90 del Novecento.
Il 19 aprile 2021 ha conseguito il dottorato in Studi sulla criminalità organizzata discutendo la tesi storica “Ships of death. Il traffico internazionale di rifiuti tossico-nocivi e radioattivi italiani diretto in Libano, Nigeria e Somalia (1987-1992)”, premiata nel 2022 con il riconoscimento “Saperi per la legalità: Giovanni Falcone” della Fondazione Falcone di Palermo.
È membro del Comitato editoriale della Rivista di Studi e Ricerche sulla criminalità organizzata e dei Comitati tecnico-scientifici di Legambiente – Circolo di Reggio Calabria (dal 2018) e Legambiente Calabria (dal 2023). Nell’agosto 2025 ha ricevuto il Premio nazionale “Ambiente e legalità” per le sue ricerche sulle cosiddette “navi a perdere”.
Tra le sue pubblicazioni figura la monografia ’Ndrangheta totalitaria. Analisi filosofica dell’onorata società (Falco Editore, 2017), oltre a numerosi saggi dedicati alla criminalità ambientale, alle organizzazioni mafiose, alla politica estera italiana degli anni Ottanta e Novanta e ai temi della cooperazione allo sviluppo.
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