Maltempo in Lombardia, oltre 450 interventi dei Vigili del Fuoco e più di 400 persone evacuate tra Bergamasca e Bresciano. Dopo l’ondata di piogge eccezionali che ha colpito duramente soprattutto le valli di Bergamo e Brescia, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha chiesto al ministro della Protezione civile Nello Musumeci il riconoscimento dello stato di emergenza.
«Ho chiesto al ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, il riconoscimento dello stato di emergenza per i danni provocati dall’ondata di maltempo che si è abbattuta in varie parti del territorio lombardo», ha comunicato Fontana.
Il presidente ha incaricato gli assessori regionali Romano La Russa, con delega alla Protezione civile e Sicurezza, e Gianluca Comazzi, assessore al Territorio e Sistemi verdi, di predisporre la documentazione necessaria per formalizzare la richiesta.
Fontana ha inoltre riferito di avere ricevuto rassicurazioni dal ministro: «Ringrazio il ministro Musumeci, che mi ha garantito che sottoporrà al Consiglio dei ministri l’istanza della Lombardia non appena possibile».
Piogge eccezionali: fino a 270 millimetri sulle Orobie
I numeri restituiscono la portata dell’ondata di maltempo. Nel corso dell’evento le precipitazioni hanno raggiunto accumuli fino a 270 millimetri sulle Alpi Orobie e fino a 260 millimetri nell’area dell’Alto Lago di Como.
Sono stati oltre 450 gli interventi effettuati dai Vigili del Fuoco in Lombardia per fronteggiare frane, smottamenti, esondazioni, alberi caduti, allagamenti e situazioni di pericolo.
Tra le zone maggiormente interessate figurano la Bergamasca, con l’alta Valle Brembana e l’alta Val Seriana, e il Bresciano, in particolare la Val Camonica. Problemi e danni sono stati segnalati anche in Valtellina, Valchiavenna, nel Comasco e nel Lecchese.
Oltre 400 evacuati tra Bergamo e Brescia
Particolarmente pesante il bilancio delle evacuazioni tra le province di Bergamo e Brescia.
A Isola di Fondra, in Valle Brembana, circa 250 persone sono state evacuate dal campeggio San Simone. Sessanta sono state accolte nelle palestre comunali di Lenna e altre dieci a Piazza Brembana. Le restanti 180 hanno trovato sistemazione presso amici, parenti o in un condominio nelle vicinanze del campeggio.
Nel Bresciano, a Sonico in Val Camonica, nella serata del 20 agosto sono state evacuate 57 persone, successivamente ospitate nella Sala polifunzionale di Sonico e nell’ex scuola elementare della frazione Garda.
A Vione sono invece 70 le persone evacuate durante la notte dopo l’esondazione del torrente Vallaro: si tratta di 15 residenti e 55 turisti. Sono state accolte nella sede locale degli Alpini, da amici e parenti oppure in una struttura ricettiva nel vicino Comune di Temù.
Complessivamente, solo tra Isola di Fondra, Sonico e Vione, le persone evacuate sono state 377. Considerando anche gli altri allontanamenti disposti nelle zone colpite, il numero supera quota 400.
Sonico, crollato il ponte nella zona di Rino
Una delle situazioni più critiche si è verificata a Sonico, nel Bresciano, dove il maltempo ha provocato il crollo del ponte che collega la frazione di Rino.
A Sonico e Vione l’Ufficio Territoriale Regionale di Brescia sta avviando i primi interventi in somma urgenza per ripristinare la funzionalità idraulica del fiume Oglio alla confluenza con i torrenti Vallaro e Rabbia.
Sulla SS42 in Val Camonica sono al lavoro dalla notte i tecnici ANAS con l’obiettivo di ripristinare la circolazione.
A Ponte di Legno sono invece rimaste incolumi tutte le persone che si trovavano all’interno di una cabinovia, dopo che la centralina dell’impianto è stata colpita nella mattinata di venerdì 21 agosto da un fulmine.
Branzi, riaperta la SP2
Arrivano intanto segnali di miglioramento dalla Valle Brembana. A Branzi è stata riaperta la SP2, dopo i pesanti disagi provocati dal maltempo.
Le precipitazioni avevano determinato frane, smottamenti e problemi alla viabilità in diversi punti dell’alta valle, rendendo necessari numerosi interventi dei soccorritori e degli enti competenti.
In Val Seriana, a Gandellino, il sindaco ha invece disposto con un’ordinanza la chiusura della ciclabile comunale a causa del cedimento di un muro sovrastante. Non risultano persone coinvolte.
Protezione civile operativa 24 ore su 24
«La sala operativa della Protezione civile è attiva H24 e in costante raccordo con i sindaci, anche attraverso gli Uffici territoriali regionali», ha spiegato l’assessore Romano La Russa.
Secondo l’assessore, le situazioni più rilevanti riguardano proprio il Bresciano e la Val Camonica, la Bergamasca con le alte valli Seriana e Brembana e la provincia di Sondrio, territori nei quali si sono verificati i danni maggiori e le principali interruzioni della viabilità.
Una delle priorità resta l’assistenza alla popolazione evacuata e alle persone che hanno dovuto lasciare temporaneamente le proprie abitazioni per motivi precauzionali.
Sono stati potenziati anche i servizi sanitari e di emergenza attraverso AREU e le direzioni sanitarie competenti, con particolare attenzione alla necessità di mantenere percorribili le strade indispensabili per consentire l’arrivo dei mezzi di soccorso.
La situazione in Valtellina, Como e Lecco
Il maltempo ha provocato numerose criticità anche in provincia di Sondrio. A Teglio sono rientrate nelle proprie abitazioni le 30 persone evacuate precauzionalmente dalla frazione Bondone per il rischio di esondazione dell’omonimo torrente.
Ad Albaredo per San Marco una colata di detriti ha riempito una vasca di contenimento situata a monte dell’abitato. Per il rischio di nuovi distacchi sono state evacuate sei persone, ospitate in albergo.
Il torrente Frodolfo resta sotto osservazione a Santa Caterina Valfurva, mentre vengono monitorati anche il fiume Adda nelle zone di Bormio e Valdisotto. A Ponte in Valtellina sono stati segnalati smottamenti con conseguenze sulle strade comunali e sulla viabilità agro-silvo-pastorale.
In provincia di Como la Statale Regina SS340 è stata riaperta a doppio senso di circolazione nella tarda serata di giovedì 20 agosto.
Nel Lecchese rimane invece chiusa la SP67 tra Premana e Pagnona a causa della caduta di piante e materiale sulla carreggiata.
Ora parte la conta dei danni
«La situazione che si è determinata richiede una risposta adeguata alla portata degli eventi», ha sottolineato l’assessore Gianluca Comazzi.
Regione Lombardia è ora al lavoro con Comuni ed enti locali per completare la ricognizione dei danni, mettere in sicurezza le aree interessate e procedere al ripristino della viabilità e delle infrastrutture.
La richiesta dello stato di emergenza per il maltempo in Lombardia punta a garantire risorse e strumenti straordinari per affrontare le conseguenze di un’ondata di maltempo che ha colpito con particolare violenza le province di Bergamo e Brescia e le valli lombarde.
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