Max Giusti: “Dalla tv al teatro, è il periodo più bello della mia carriera”

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(Adnkronos) –
Max Giusti arriva in Adnkronos sorridente, come se avesse appena scambiato due battute con il pubblico invece che con il traffico romano. Del resto, è la prima notte che trascorre a Roma dopo un periodo intenso a Milano per registrare 'Caduta Libera', il game show su Canale 5 che gli sta dando notevoli soddisfazioni, anche in termini di audience, e -ospite del nuovo episodio del vodcast dell'Adnkronos, disponibile in versione integrale sul sito www.adnkronos.com e sul canale YouTube dell'Adnkronos- si racconta a tutto tondo in una fase professionale particolarmente rosea. "E' stato bello dormire nel mio letto. Anche se a Milano il cappuccino costa poco e ti danno l'acqua gratis", ironizza il comico romano alludendo ai prezzi meneghini non proprio sindacali. Un ritorno a Roma che lo vede protagonista, dal 14 gennaio, al teatro Sistina con 'Bollicine Update', una rivisitazione del suo celebre show che ha portato in giro per tutta l'Italia per due anni. "Ci saranno molte novità -rivela senza anticipare troppo-. Lo show è cresciuto, come quando sei adolescente poi diventi un uomo. Ci sono tante cose che cambiano, e tante cose nuove, a partire dal fatto che sono sbarcati in 'Bollicine' alcuni dei personaggi che mi hanno reso popolare". Si parla "di Alessandro Borghese, Pierluigi Pardo, Antonino Cannavacciuolo, Aurelio De Laurentiis che racconta la sua vita in America, anche se non posso svelare ancora nulla", dice. E sorride: "È un periodo pieno, forse il più bello della mia carriera", sottolinea l'attore e comico. E mentre racconta, passa con naturalezza dal palcoscenico alle emozioni del quiz che ha appena finito di registrare a Mediaset. "'Caduta Libera' è stato faticoso dal punto di vista produttivo -rivela Giusti- Ma molto soddisfacente dal punto di vista dei risultati di ascolto, dato che è stato un crescendo e ora li stiamo consolidando". E, spiega, "cambiare editore, infilarti in una fascia così competitiva e riuscire a farcela, a diventare una certezza per gli ascoltatori è bello". E ammette che gli ascolti sono un tema che lo 'stressa': "Ma certo, chi lavora in televisione e vi dice che non lo stressano gli ascolti è un bugiardo, ci sono delle fasce in cui non puoi non sapere di essere sotto alla lente di ingrandimento -dice- Le tv sono delle aziende, devono portare dei ricavi, quindi per me è importantissimo aver mantenuto una media di ascolti come quella che stiamo facendo adesso ", dice. I tempi della Gialappa's, che l'hanno reso noto al grande pubblico, gli mancano per un aspetto: "Mi manca soprattutto Gialappa's Night, mi divertivo come un pazzo perché era completamente in diretta quindi io avevo delle cose preparate ma potevo essere libero e dire qualsiasi cosa mi venisse in mente, ed è stata una sensazione bellissima", dice al vodcast di Adnkronos. Oggi, i figli adolescenti lo aiutano a restare ancorato al mondo di oggi, specie quello musicale e cinematografico. "La cosa che mi piace è che sono orgogliosi, già che non si vergognano del padre è già tanto, anche perché in alcuni momenti mi concio in certe maniere…", scherza. E rivela di accompagnarli ai concerti di rapper e trapper, da Travis Scott a Capoplaza, ma che lui ha un solo sogno: "Io andrei a vedere Vasco", assicura. E sul clamoroso successo del film di Checco Zalone, il caso cinematografico degli ultimi anni, dice secco: "'Buen Camino' l'ho visto con i miei ragazzi, bello, semplice, dritto, lineare, il successo se lo merita tutto. Ho fatto tre, quattro risate a scena aperta, perché questo è il bello di Zalone, riunisce tutti e permette di vedere un film con tutta la famiglia". Le battute tanto criticate sul fronte del politically correct "francamente non le ho trovate così 'uncorrect', perché comunque mentre le dice lui non è Luca Medici, è Checco Zalone, è quel personaggio che dice delle cose e in quel personaggio ci stanno", spiega. E tra il palco del Sistina e le telecamere di Mediaset, c'è spazio per un commento sulla sua grande passione, il tennis, in un momento in cui quello italiano raggiunge vette stellari mai toccate prima. "Il fatto che Sinner e Musetti siano entrambi tra i primi cinque al mondo mi rende felice come un cerbiatto nel periodo degli accoppiamenti -dice con ironia, ma senza scherzare troppo -. Il tennis in Italia ha avuto un pazzo visionario che si chiama Angelo Binaghi che ha sempre voluto di più, anche in progetti che sembravano folli. Ci ha creduto, ed oggi il tennis italiano ha raggiunto questi livelli".  
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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