Medici e ingegneri clinici trasformano vetrini in dati condivisi, Aou Sant’Andrea Roma apripista

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(Adnkronos) – La patologia digitale non è più futuro, ma al Sant'Andrea di Roma è solida realtà. L'azienda ospedaliero-universitaria Sant'Andrea, grazie a un accordo con GE HealthCare, società leader mondiale nel settore della tecnologia medica, della diagnostica farmaceutica e delle soluzioni digitali per la sanità, si candida seriamente a fare da modello. "Attraverso la sinergia tra patologi e ingegneri clinici, l'ospedale romano ha avviato la transizione verso un ecosistema digitale integrato che sta ridefinendo i flussi di lavoro clinici e migliorando l’accuratezza diagnostica, in particolare in ambito oncologico. A guidare la trasformazione ci sono il professor Andrea Vecchione, direttore di Patologia morfologica e molecolare del Sant'Andrea, e l'ingegnere Carla Ciciarelli, direttore Uoc Sviluppo delle tecnologie biomediche e dell'ecosistema digitale e responsabile per la Transizione al digitale dell'Aou Sant'Andrea. "La patologia in senso tradizionale si è sempre basata sull'analisi microscopica di vetrini fisici. Un sistema che, di fronte all'aumento dei volumi dei casi e alla carenza di personale nel nostro particolare ambito medico, sta mostrando dei limiti sia nella capacità di gestione che nei tempi di esecuzione degli esami", spiega Vecchione. Grazie al software di digital pathology messo a disposizione da GE HealthCare, c'è stato un primo passo importante verso il digitale. Ma quali sono i vantaggi? "Prima di tutto velocità ed efficienza: l'accesso istantaneo ai vetrini digitalizzati riduce i tempi di refertazione. La maggiore sicurezza del dato conferita dall'eliminazione del trasporto fisico dei campioni ha azzerato eventuali rischi di perdita o deterioramento. Ogni attività è tracciata tramite audit trail strutturati. Un altro dato importante da sottolineare è la stretta collaborazione anche in smart working tra i patologi che sono in grado di richiedere consulti a distanza in tempo reale, superando i limiti fisici dei laboratori", aggiunge Vecchione. Un altro dato importante è l'abbattimento dei silos informativi. "Il vero punto di svolta del progetto del Sant'Andrea risiede nell'interoperabilità – illustra Ciciarelli – Invece di creare sistemi isolati per ogni reparto, l'ospedale ha centralizzato i dati di radiologia, cardiologia e patologia digitale all'interno di un unico archivio indipendente dai singoli fornitori, denominato Vna (Vendor Neutral Archive). Parliamo di una piattaforma aziendale di Enterprise Imaging per archiviazione e visualizzazione di dati radiologici, anatomopatologici, cardiologici e di medicina nucleare, consentendo l'utilizzo integrato di strumenti di intelligenza artificiale per il supporto diagnostico, la preparazione semplificata dei tumor board e la collaborazione clinica da remoto con decisioni più rapide e data driven nei casi oncologici complessi, per esempio. I medici possono unire i dati radiologici, patologici e genomici dello stesso paziente in una sola schermata, gettando le basi per una vera e propria medicina di precisione". Qual è il ruolo dell'intelligenza artificiale in questa iniziativa? "Sicuramente la nostra iniziativa è lo step propedeutico e indispensabile per l'integrazione di sistemi diagnostici assistiti dall'Ai, capaci di supportare e mai sostituire il medico nell'identificazione precoce delle patologie. I benefici tecnologici legati alla digitalizzazione dell'anatomia patologica sono davvero molteplici – aggiunge Ciciarelli – Il nostro obiettivo sin dal'inizio è stato quello di favorire una maggiore integrazione ospedaliera, azzerando la frammentazione dei reparti. In questo caso patologia, radiologia e cardiologia convergono in un unico archivio centralizzato e neutro rispetto ai fornitori chiamato Vendor Neutral Archive, una infrastruttura che si sposa con i sistemi già esistenti (Lis, Pacs e cartelle cliniche elettroniche)".  E dal punto di vista della privacy e della protezione dei dati? "La sicurezza informatica e la conformità alle normative sulla privacy sono componenti strutturali del nostro progetto. Tutti i dati sensibili possiedono una gestione degli accessi rigida e tracciabile. Senza contare che riunire i risultati in un'unica piattaforma abbatte i costi a lungo termine rispetto all'uso di singoli sistemi isolati", evidenzia il direttore Uoc Sviluppo delle tecnologie biomediche e dell'ecosistema digitale e responsabile per la Transizione al digitale dell'Aou Sant'Andrea.  Il progetto con GE HealthCare sarà esteso anche ad altri settori dell’ospedale? "Abbiamo scelto un partner tecnologico molto affidabile e con alti standard di cybersecurity ed esperienza; una volta testata e terminata la sperimentazione penseremo a un eventuale implementazione del servizio. Perché c'è un fatto evidente che non possiamo sottovalutare: la transizione digitale riguarda prima di tutto le persone. Per questo è fondamentale formare il personale e coinvolgere tutti i medici. Quello appena iniziato è una delle iniziative intraprese verso il cammino della transizione al digitale", conclude Ciciarelli. 
—salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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