(Adnkronos) – Una nuova monografia dedicata a Michelangelo Buonarroti arricchisce la storica collana d’arte del Gruppo Menarini, giunta nel 2026 al traguardo dei settant’anni. Il volume, pubblicato da Pacini Editore e firmato dalla storica dell’arte Cristina Acidini, è stato presentato al Museo degli Innocenti, nel cuore di Firenze, alla presenza dell'autrice, della direttrice dei Muse Vaticani, Barbara Jatta, e dei vertici dell'azienda farmaceutica, gli azionisti e membri del board Lucia e Giovanni Alberto Aleotti e l'amministratrice delegata Elcin Barker Ergun. Il libro ripercorre la vita e l’opera di Michelangelo, nato a Caprese Michelangelo nel 1475 e morto a Roma nel 1564, offrendo una lettura completa della sua produzione artistica e della sua straordinaria versatilità creativa. Scultore, pittore, architetto e poeta, Michelangelo rappresenta una delle figure più emblematiche del Rinascimento italiano e un punto di riferimento imprescindibile per la cultura occidentale. L’autrice, Cristina Acidini – tra le maggiori studiose del Rinascimento e già soprintendente del Polo Museale della città di Firenze e dell'Opificio delle Pietre dure – guida il lettore in un percorso cronologico che segue le tappe principali della vita dell’artista. Attualmente presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, di Casa Buonarroti e della Fondazione Roberto Longhi, Acidini propone nel volume una sintesi aggiornata delle ricerche su Michelangelo, con particolare attenzione al contesto storico e culturale in cui maturarono le sue opere. La monografia prende avvio dagli anni giovanili trascorsi a Firenze, città nella quale Michelangelo compì la propria formazione artistica all’ombra della corte dei Medici. In questo periodo nascono alcune opere che già rivelano il talento straordinario del giovane artista, come il Crocifisso ligneo realizzato per la basilica di Basilica di Santo Spirito, la celebre Madonna della Scala e il rilievo marmoreo della Battaglia dei Centauri, considerati tra i primi esempi della sua ricerca formale. Il volume dedica ampio spazio anche ai primi successi romani, quando il giovane artista si affermò sulla scena artistica della capitale pontificia grazie a una delle sue opere più celebri: la Pietà, realizzata per la basilica di Basilica di San Pietro. La scultura, eseguita alla fine del Quattrocento, colpì immediatamente contemporanei e committenti per la perfezione tecnica e per l’intensa carica emotiva, segnando l’inizio della consacrazione di Michelangelo tra i grandi maestri del suo tempo. Tra i capolavori del primo Cinquecento analizzati nel libro figurano anche il monumentale David, simbolo della Repubblica fiorentina e oggi conservato presso la Galleria dell'Accademia, e il Tondo Doni, una delle poche opere pittoriche su tavola realizzate dall’artista, attualmente custodita alla Galleria degli Uffizi. Il racconto prosegue con le grandi imprese romane che hanno segnato in modo definitivo la storia dell’arte occidentale. Tra queste spicca la decorazione della volta della Cappella Sistina, realizzata tra il 1508 e il 1512 su incarico di papa Giulio II, un ciclo pittorico monumentale che comprende alcune delle immagini più celebri della tradizione artistica europea. Più di vent’anni dopo Michelangelo tornò nello stesso luogo per dipingere il Giudizio Universale (Michelangelo), imponente affresco realizzato tra il 1536 e il 1541 che rappresenta uno dei vertici della pittura del Cinquecento. L’ultima fase della vita dell’artista si svolse prevalentemente a Roma, dove Michelangelo fu impegnato anche in importanti progetti architettonici. Tra questi spicca la progettazione della grande cupola della basilica di San Pietro, uno degli elementi più iconici dello skyline della città e simbolo della monumentalità dell’architettura rinascimentale. Nello stesso periodo l’artista continuò a lavorare alla scultura, realizzando opere di intensa spiritualità come la Pietà Bandini, oggi conservata al Museo dell'Opera del Duomo di Frenze. Attraverso l’analisi delle opere e delle fonti storiche, il volume firmato da Cristina Acidini mette in luce anche la complessa personalità dell’artista, capace di dialogare con i protagonisti politici e religiosi del suo tempo – dalle famiglie principesche come i Medici ai pontefici romani – mantenendo tuttavia una forte autonomia creativa. Michelangelo attraversò quasi novant’anni di storia, assistendo ai profondi mutamenti culturali e religiosi del suo tempo senza perdere la propria straordinaria capacità inventiva. Alla morte dell’artista, avvenuta a Roma nel 1564, si diffuse una celebre espressione simbolica che sintetizza l’eccezionalità della sua figura: si disse infatti che non fosse morto un solo uomo, ma quattro, riuniti in un’unica personalità. Michelangelo, infatti, fu insieme scultore, pittore, architetto e poeta, incarnando in modo esemplare l’ideale rinascimentale dell’artista universale. La presentazione fiorentina della monografia ha visto l’intervento della storica dell’arte Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani, che ha sottolineato "il valore scientifico e divulgativo dell’opera". Il volume rappresenta infatti non solo un contributo aggiornato agli studi su Michelangelo, ma anche uno strumento destinato a un pubblico ampio, con l’obiettivo di avvicinare lettori e appassionati alla grande tradizione artistica italiana. Con questa nuova pubblicazione la collana d’arte del Gruppo Menarini conferma dunque la propria vocazione originaria: raccontare, attraverso studi autorevoli e accessibili, la grande stagione della bellezza italiana e i suoi protagonisti, offrendo al pubblico una chiave di lettura per comprendere l’eredità culturale che continua ancora oggi a influenzare l’arte e la cultura contemporanea. L’iniziativa si inserisce nel programma di celebrazioni per i settant’anni della collana editoriale promossa dal gruppo farmaceutico italiano, nata nel 1956 con l’obiettivo di valorizzare e diffondere la conoscenza dei grandi maestri della tradizione artistica nazionale. Nel corso dei decenni la serie ha raccontato figure fondamentali del Rinascimento e della pittura italiana, da Raffaello Sanzio a Leonardo da Vinci, da Sandro Botticelli a Cimabue, fino ad artisti come Giambattista Tiepolo, Jacopo Pontormo e Agnolo Bronzino. Con il nuovo volume la collana torna a confrontarsi con uno dei protagonisti assoluti della storia dell’arte universale. A proposito della collana d'arte, Lucia Aleotti ha deto: "Pensiamo che l’attenzione di un’azienda farmaceutica, che è sempre finalizzata a mettere la persona al centro e cercare terapie, si sposi veramente bene con chi la persona la guarda da un altro punto di vista, cioè quella della bellezza. Questa capacità artistica di Michelangelo, oggi, celebra degnamente i nostri 140 anni come azienda farmaceutica". (di Paolo Martini)
—culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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