MOON BASE, il piano da 20 miliardi della NASA dopo Artemis II

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(Adnkronos) – A seguito del successo della missione Artemis II, la NASA ha illustrato i dettagli operativi del programma da 20 miliardi di dollari destinato alla realizzazione di una base permanente sulla Luna, con l'obiettivo di riportare l'uomo sulla superficie lunare nel 2028. A differenza dell'era Apollo, la strategia prevede la creazione di un insediamento stabile attraverso un approccio graduale suddiviso in tre fasi estese oltre il 2032.  Durante un incontro con la stampa, l'amministratore della NASA Jared Isaacman ha chiarito la complessità dell'impresa: "L'America sta tornando sulla Luna. Ciò che stiamo intraprendendo è estremamente impegnativo, e sappiamo così poco da quelle che sono un totale di 80 ore complessive di attività extraveicolare degli astronauti lunari tra le missioni Apollo, avvenute più di mezzo secolo fa".  Isaacman ha precisato la natura incrementale del progetto, evidenziando come non si passerà subito a una base lunare integrata come servizio fornito e ricordando quanto l'ambiente della Luna sia tanto affascinante quanto ostile, in riferimento alle escursioni termiche che variano dai 120 gradi centigradi diurni agli oltre 120 gradi sotto zero della notte, oltre all'assenza di un'atmosfera protettiva contro radiazioni e impatti meteoritici. Giustificando l'investimento, Isaacman ha spiegato che, pur di fronte alle frequenti domande sul perché si inviino astronauti in un contesto spaziale così duro, pericoloso, spietato e dai costi elevati, la scelta si fonda sul valore delle tecnologie che verranno sviluppate per arrivarci, sulla ricerca scientifica e su tutte le conoscenze acquisite capaci di migliorare la vita sulla Terra. L'obiettivo primario resta infatti far progredire l'umanità in questa esplorazione, ispirare le future generazioni e acquisire le competenze necessarie per le successive tappe dell'espansione spaziale.  

Rappresentazione artistica che illustra le attività logistiche concettuali sulla superficie lunare. Crediti: NASA

    
La Fase 1 del programma, già avviata e prevista fino al 2029, punta a dimostrare l'affidabilità dei sistemi di trasporto e della logistica commerciale, prevedendo 25 lanci, 21 allunaggi e la spedizione di circa 4 tonnellate metriche di carico nella regione del Polo Sud lunare. Come specificato da Carlos García-Galán, responsabile del programma Moon Base per la NASA: "La Fase 1 è già iniziata; da ora fino al 2029 lavoreremo per assicurarci che raggiungere la superficie lunare sia un'impresa ad alta affidabilità, con molti asset che possiamo consegnare lì, e sperimenteremo anche la scienza della sopravvivenza, come ha detto l'amministratore, testando ciò che sappiamo ci attende e di cui avremo bisogno per costruire un'infrastruttura permanente nella Fase 2 e un'abitazione permanente nella Fase 3".  Il modello operativo si fonda su contratti con aziende private: la società Blue Origin fornirà il lander Blue Moon Mark 1 Endurance per la prima missione commerciale programmata non prima dell'autunno 2026, mentre Astrobotic svilupperà un secondo modulo di allunaggio per trasportare oltre 500 chilogrammi di materiali. La terza missione del 2026 trasporterà strumentazione scientifica selezionata tramite l'iniziativa Payloads and Research Investigations on the Surface of the Moon, includendo moduli dell'Agenzia Spaziale Europea e dell'Istituto di Astronomia e Scienze Spaziali della Corea.  

Rappresentazione artistica che illustra le attività logistiche concettuali sulla superficie lunare. Crediti: NASA

   Per la mobilità di superficie, la NASA ha assegnato contratti per un totale di 439 milioni di dollari alle società Astrolab e Lunar Outpost per lo sviluppo di veicoli esplorativi a guida manuale e autonoma capaci di ospitare due astronauti, la cui consegna sulla Luna sarà affidata a Blue Origin con un accordo da 280 milioni di dollari. Nel quadro della missione Moonfall, l'azienda Firefly Aerospace realizzerà il vettore per il trasporto di quattro droni destinati alla mappatura delle risorse naturali e alla perimetrazione del sito dell'insediamento, con lancio previsto nel 2028.  
García-Galán ha ribadito: "Per la Fase 1, la base lunare è solo una dimostrazione di capacità, con la speranza che questo funzioni e che saremo in grado di far evolvere tale capacità verso aree specifiche di interesse scientifico". L'integrazione del settore privato risponde alla volontà di sviluppare un'economia spaziale autonoma, come concluso da Isaacman: "Non credo che avremo il tipo di mondo spaziale che potremmo aver immaginato da bambini leggendo libri di fantascienza se questo sarà perennemente finanziato dai contribuenti; è quindi di vitale importanza comprendere cosa generi valore, sia nell'ambiente unico della microgravità sia sulla superficie lunare, in misura superiore al costo necessario per raggiungerlo".   Immagine di cover
Crediti: NASA

  
—tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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