(Adnkronos) – "L'errore che molte aziende commettono nell'approcciarsi all'Intelligenza Artificiale è quello della normalizzazione, ovvero trattarla come un qualsiasi software distribuito dalla funzione IT, limitandosi ad appiattire il potenziale su mere logiche di automazione e taglio dei costi che rischiano di generare lavori di bassa qualità. L'IA è una tecnologia che migliora in modo esponenziale e per sfruttarla al meglio occorre considerarla piuttosto come un nuovo farmaco: un elemento da inserire nell'organizzazione per amplificare le capacità di analisi, decisione, apprendimento e innovazione dei lavoratori. Per colmare il gap tra le potenzialità della tecnologia e la capacità di assorbimento delle imprese, è fondamentale riprogettare processi, ruoli, decisioni e modelli di lavoro, identificando le giuste condizioni e i cambiamenti necessari affinché l'IA potenzi le organizzazioni anziché produrre standardizzazione o perdita di responsabilità”. Lo afferma Paola Pisano, professore di Gestione dell'Innovazione all'Università di Torino e direttrice del laboratorio di ricerca sull'Intelligenza Artificiale, intervenendo al 5th World Yachting Sustainability Forum, promosso da IBI in collaborazione con Confindustria Nautica nell'ambito del 66esimo Salone Nautico di Genova, in svolgimento fino al 6 ottobre e intitolato ‘We are made of sea’.
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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