(Adnkronos) –
"Devi aspettare, c'è ancora la pubblicità". I Mondiali 2026 passeranno alla storia (anche) per l'hydration break, l'interruzione forzata a metà del primo e del secondo tempo. In teoria, uno stop per consentire ai giocatori di bere e recuperare nelle giornate torride. In pratica, una pausa per consentire alle tv di piazzare un paio di spot. Negli Stati Uniti, è la prassi: basket Nba, football Nfl, hockey Nhl e baseball Mlb sono prodotti ideali per la television tra timeout, partite divise in quarti o inning, pause programmabili. Il calcio – o meglio, il soccer – negli Stati Uniti in particolare deve adeguarsi. Giocatori e ct non possono far altro che fermarsi, tra proteste più o meno esplicite. Il pubblico non gradisce e sottolinea l'inizio dei break con fischi eloquenti. Il leader dell'opposizione è senza dubbio Marcelo Bielsa, ct dell'Uruguay. "Giocare 4 tempi e non 2 modifica la concezione culturalmente costruita per intepretare il calcio. Non aggiunge nulla, toglie molto. Quando si è deciso di dividere una partita in 4 fasi, non si è pensato all'effetto che questo avrebbe avuto sul calcio come sport che appassiona la gente. Si è pensato ad altri aspetti che non discuto o analizzo", dice Bielsa, come ricorda il New York Times. Antonee Robinson, difensore degli Stati Uniti, ha fatto i conti con le rigide regole della tv durante il match con il Paraguay. Voleva rientrare in campo dopo il break, ma ha anticipato i tempi: "Gli arbitri mi hanno detto 'No, hai ancora tempo. E' a posto, la pubblicità è ancora in onda'", dice Robinson.
Le interruzioni scattano a prescindere dalle condizioni meteo. La Fifa ha introdotto ufficialmente la novità presentandola a dicembre. Motivo? "Garantire condizioni eque per tutte le squadre in tutte le partite". "In questo stadio i giocatori non hanno bisogno di bere dopo 20 minuti", la sentenza di Hugo Broos, ct della Svizzera, dopo il match giocato a Atlanta contro il Sudafrica nel Mercedes-Benz Stadium, al coperto. A Toronto, durante Ghana-Panama, l'hydration break è stato comico. "D'accordo, bere fa bene. Ma bisogna decidere in quali partite serve il break. Non faceva davvero caldo, diluviava…", dice il difensore ghanese Gideon Mensah. "A volte le interruzioni sono positive, a volte no", dice il ct della Croazia, Zlatko Dalic. "Il break interrompe il flusso della partita. Se sei in difficoltà e hai bisogno di rifiatare, lo stop è positivo", dice. I giocatori evidenziano anche la difficoltà di tornare immediatamente in clima partita dopo lo stop. "Da quello che ho visto, ci vuole tempo per riprendere il ritmo del match. Noi abbiamo subito il gol contro la Scozia 3-4 minuti dopo lo stop. Non voglio cercare scuse, ma c'è voluto un po' per tornare nel flusso della partita", dice Sebastian Migne, centrocampista di Haiti. La Fifa tira dritto e, anche dopo le prime 'perplessità' di giocatori e ct, ha ribadito la propria linea: "La ragione principale è legata al caldo. Avere un momento di riposo è molto importante", la posizione del presidente Gianni Infantino. La Fifa non incassa "assolutamente nulla" con l'introduzione dei break. "Non ci sono ricavi ulteriori, tutti gli accordi commerciali sono stati firmati con ampio anticipo. Non è una questione finanziaria per noi. E' solo una questione sportiva". Sarà…
—sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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