Nuovo servizio di riabilitazione pediatrica a Treviolo (Bergamo): La Casa di Leo, Papa Giovanni XXIII e conGiulia ETS insieme per i bambini

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BERGAMO, 11 agosto 2026 – Un nuovo e fondamentale servizio di riabilitazione pediatrica è stato inaugurato a Treviolo, alle porte di Bergamo, presso La Casa di Leo. L’iniziativa, operativa già da martedì 4 agosto, è frutto di una stretta collaborazione tra La Casa di Leo (associazione EOS APS), l’ASST Papa Giovanni XXIII e l’associazione conGiulia ETS, e mira a offrire un modello di cura integrato unico nel suo genere ai bambini che necessitano di proseguire il percorso riabilitativo dopo la dimissione dall’ospedale.

Il progetto si rivolge a pazienti pediatrici che, dopo un intervento chirurgico, un trapianto o un lungo percorso di cura all’Ospedale di Bergamo, necessitano di completare il programma riabilitativo o di mantenere e consolidare le abilità motorie, funzionali, cognitive e respiratorie acquisite. Tutto questo mentre continuano i controlli e i follow-up specialistici nel vicino Ospedale Papa Giovanni XXIII.

Il cuore del servizio si trova nella nuova palestra de La Casa di Leo, dove due fisioterapiste esperte saranno presenti due pomeriggi alla settimana. Queste professioniste hanno maturato competenze specifiche nell’ambito ospedaliero pediatrico grazie al progetto “Muoviamoci Insieme” di conGiulia ETS, attivo dal 2018 nell’Oncologia Pediatrica del Papa Giovanni XXIII per accompagnare i bambini dalla fase acuta della malattia al reinserimento nella vita quotidiana e sportiva.

Sono previsti due percorsi distinti. Il primo è dedicato ai bambini ospiti de La Casa di Leo, che potranno proseguire il programma riabilitativo personalizzato avviato durante la degenza. Il secondo offre attività riabilitative di gruppo, con un massimo di cinque partecipanti, ai bambini già rientrati al proprio domicilio ma ancora seguiti dall’Ospedale. L’obiettivo è favorire il recupero neuromotorio, il ricondizionamento fisico e il ritorno alle attività ludiche e sportive.

I programmi, definiti sulle esigenze individuali, mirano a recuperare e mantenere le funzioni motorie e neuromotorie, migliorare forza, equilibrio e coordinazione, prevenire complicanze post-operatorie, favorire il recupero respiratorio e sostenere il raggiungimento della massima autonomia. Ove necessario, saranno inclusi l’addestramento all’uso di ausili e il graduale ritorno all’attività sportiva. Il servizio prevede momenti periodici di confronto tra le équipe cliniche e riabilitative e visite fisiatriche di follow-up per un monitoraggio costante e un percorso personalizzato.

Questo nuovo servizio rientra nella convenzione quadro 2024-2027 tra l’ASST Papa Giovanni XXIII e l’associazione EOS APS – La Casa di Leo. Tale collaborazione è nata dal progetto di ampliamento “Leo diventa grande”, che nel 2025 ha trasformato La Casa di Leo in una struttura di 3.600 metri quadrati (dai precedenti 700), con 15 camere di accoglienza, tre appartamenti protetti, spazi ludico-educativi, una palestra riabilitativa e un ambulatorio dedicato. Operativa dal 2018 a Treviolo, La Casa di Leo si conferma così non solo un luogo di ospitalità, ma anche uno spazio di continuità assistenziale tra l’ospedale e il domicilio.

Il modello, presentato lo scorso gennaio a Palazzo Montecitorio, rappresenta una delle prime esperienze in Italia di co-programmazione e co-progettazione strutturata tra un ente del Servizio sanitario pubblico e una casa di accoglienza pediatrica del Terzo Settore. Esso integra in modo innovativo accoglienza, servizi sanitari, riabilitativi e sociali, offrendo un sostegno concreto alle famiglie anche dopo la dimissione ospedaliera e ponendosi come un’esperienza potenzialmente replicabile in altri territori.

La convenzione tra ASST Papa Giovanni XXIII e La Casa di Leo prevede inoltre l’attivazione di ulteriori servizi sanitari gestiti dal personale dell’ASST, tra cui un ambulatorio infermieristico post-dimissione e la presa in carico integrata da parte del servizio sociale ospedaliero, con il supporto della Centrale Operativa Territoriale. Questo rafforza ulteriormente il ruolo de La Casa di Leo come “ponte” tra l’ospedale di Bergamo e il domicilio dei piccoli pazienti.

Dichiarazioni:

Susanna Berlendis, presidente dell’associazione EOS APS – La Casa di Leo, ha sottolineato l’importanza della sinergia territoriale: «La forza di un territorio si misura nella sua capacità di prendersi cura delle persone insieme. L’avvio dei percorsi riabilitativi e di mantenimento presso la palestra de La Casa di Leo rappresenta il risultato concreto della collaborazione con l’Ospedale Papa Giovanni XXIII e l’associazione conGiulia. Mettere insieme competenze, esperienze e umanità significa offrire ai bambini e alle loro famiglie un sostegno ancora più completo. Per noi è la dimostrazione che, quando si costruiscono reti autentiche, si possono realizzare traguardi che si pensavano irraggiungibili».

Antonio Gabrieli, presidente associazione conGiulia ETS, ha espresso il suo orgoglio: «Siamo particolarmente orgogliosi di poter contribuire a questo progetto, nel quadro di una collaborazione con il Papa Giovanni XXIII sempre più significativa e consolidata negli anni. “Muoviamoci insieme” è un’iniziativa che esplicita già nel titolo l’obiettivo di offrire ai giovani pazienti il supporto riabilitativo di cui necessitano, ma al tempo stesso evoca una virtuosa sinergia tra i vari interlocutori dentro e fuori dall’ospedale, con l’obiettivo di migliorare sempre di più la qualità dell’assistenza e delle relazioni. In quest’ottica è stato bello veder crescere La Casa di Leo e poi osservare che “Leo è diventato grande”».

Simonetta Cesa, Direttore Sociosanitario dell’ASST Papa Giovanni XXIII, ha evidenziato l’unicità del modello: «Con l’avvio di questo servizio compiamo un ulteriore passo nella costruzione di un modello di presa in carico che mette realmente al centro il bambino e la sua famiglia. Il Papa Giovanni XXIII è un centro di riferimento nazionale per la cura del bambino critico, per i trapianti pediatrici e per il trattamento dei traumi maggiori e di numerose patologie complesse, genetiche e rare. Proprio per la complessità dei percorsi di cura che molti piccoli pazienti affrontano, la possibilità di proseguire la riabilitazione nella Casa di Leo, in stretta connessione con l’Ospedale, rappresenta un’esperienza ancora unica nel panorama nazionale. È la dimostrazione di come una collaborazione strutturata tra il Servizio sanitario pubblico e il Terzo Settore possa garantire continuità assistenziale, qualità delle cure e un sostegno concreto alle famiglie anche dopo la dimissione».

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