(Adnkronos) – "Il tumore ovarico non è tra i più frequenti, ma resta una malattia molto grave: ogni anno in Italia colpisce circa 5.500 donne, quasi 15 al giorno". A dirlo è Sandro Pignata, oncologo medico dell’Unità Tumori dell’Istituto nazionale tumori Fondazione Pascale e coordinatore della Rete oncologica campana, intervenuto al convegno per la Giornata mondiale del tumore ovarico, oggi a Roma nell'Auditorium del ministero della Salute. Nel corso dell'incontro è stata presentata la prima 'Agenda nazionale' di impegno per le donne con tumore ovarico, promossa dalla campagna Insieme di Insiemi. "L’incidenza della malattia – spiega l’esperto – è rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi anni, con un lieve calo recente". C'è poi il nodo diagnosi. "Uno dei principali problemi del tumore ovarico è la difficoltà nel riconoscerlo precocemente. Purtroppo l'80% dei casi viene diagnosticato in fase avanzata – sottolinea Pignata -. I sintomi, infatti, sono spesso vaghi e facilmente confondibili con altri disturbi: gonfiore addominale, alterazioni della funzione intestinale, senso di pesantezza o fastidi persistenti. Quando una donna percepisce qualcosa di diverso nel proprio corpo è sempre opportuno consultare un medico ed eventualmente sottoporsi a un’ecografia o a una visita ginecologica”, raccomanda l’oncologo". Nonostante le terapie sempre più innovative, "la mortalità resta alta. Il tumore ovarico è considerato una delle neoplasie ginecologiche più complesse da trattare – fa notare l'oncologo -. La cura richiede infatti una chirurgia altamente specializzata e terapie mediche innovative, sempre più basate sull’analisi delle alterazioni molecolari del tumore. È fondamentale che le pazienti vengano seguite in centri esperti, in grado di garantire tutto il percorso diagnostico e terapeutico nel modo migliore possibile". Nonostante i progressi della ricerca, va detto, oltre il 40% delle donne colpite dalla malattia non sopravvive a cinque anni dalla diagnosi". Tra i temi centrali della Giornata mondiale sul tumore ovarico, che si celebra oggi – 8 maggio – c’è la necessità di indirizzare le pazienti verso ospedali altamente specializzati. "Vorremmo che entro il 2030 quasi nessuna donna scegliesse il centro di cura per caso – afferma Pignata -. Servono percorsi organizzativi chiari all’interno delle Regioni, affinché le pazienti vengano indirizzate rapidamente verso strutture competenti". Da qui nasce il progetto 'Insieme degli Insiemi', promosso da associazioni di pazienti e clinici, con l’obiettivo di sensibilizzare le istituzioni e ottenere interventi concreti in tempi rapidi. "Questa malattia non può aspettare", conclude l’oncologo.
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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