Operazioni Carabinieri nella Bergamasca: arresto a Romano per maltrattamenti, denunce a Caprino per uccelli protetti

🔔 Vuoi ricevere le notizie di Montagne & Paesi sul tuo smartphone? WhatsApp WhatsApp | Telegram Telegram
Mercoledì 27 maggio 2026 – Due importanti operazioni dei Carabinieri hanno interessato la provincia di Bergamo negli ultimi giorni, portando all’arresto di un 32enne per maltrattamenti in famiglia a Romano di Lombardia e alla denuncia di un 80enne a Caprino Bergamasco per detenzione illegale di uccelli protetti e carcasse di fauna selvatica. A Romano di Lombardia , la notte del 23 maggio 2026, i Carabinieri della Stazione locale hanno tratto in arresto G.C., un 32enne residente in zona, ritenuto responsabile del reato di maltrattamenti in famiglia. L’intervento è scattato intorno alle ore 02:30, in seguito a una richiesta di aiuto giunta al Numero Unico di Emergenza 112 dall’abitazione della coppia. Durante la telefonata, improvvisamente interrotta, gli operatori della Centrale Operativa hanno percepito rumori di una lite in corso e richieste di aiuto provenienti dall’interno dell’appartamento. I militari della Compagnia Carabinieri di Treviglio, inviati sul posto, udivano forti urla e toni concitati provenienti dall’interno. Una volta entrati, si sono trovati di fronte a una situazione di forte tensione familiare. Secondo quanto ricostruito nell’immediatezza, il 32enne avrebbe aggredito l’ex compagna convivente al suo rientro, dapprima con pesanti ingiurie e minacce, per poi passare a un’aggressione fisica culminata, secondo quanto denunciato dalla donna, nell’utilizzo intimidatorio di un coltello da cucina. L’uomo avrebbe mantenuto una condotta aggressiva e intimidatoria anche nelle fasi successive, reiterando minacce comprese ripetute telefonate mentre la vittima formalizzava la denuncia in caserma. Nel corso della perquisizione personale, è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico della lunghezza complessiva di circa 19 centimetri, occultato all’interno degli indumenti e subito sottoposto a sequestro. Considerati gli elementi raccolti, la gravità dei fatti e il concreto pericolo di reiterazione delle condotte, l’uomo è stato tratto in arresto e, previa informazione al Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Bergamo , associato alla Casa Circondariale di Bergamo . Successivamente, il G.I.P. del Tribunale di Bergamo , all’esito dell’udienza di convalida, convalidava l’arresto disponendo nei confronti dell’indagato la misura cautelare della custodia in carcere. Un’altra operazione si è svolta a Caprino Bergamasco , dove i militari del Nucleo Carabinieri CITES di Bergamo , con il supporto del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale (NIPAAF) di Bergamo , hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Bergamo un 80enne italiano residente a Caprino Bergamasco. L’uomo è accusato di violazioni in materia di tutela della fauna selvatica e di specie protette. Nel corso delle verifiche eseguite presso il domicilio dell’uomo, i Carabinieri hanno rinvenuto in un congelatore ben 99 carcasse di esemplari di fauna omeoterma, appartenenti sia a specie cacciabili sia a specie particolarmente protette e non cacciabili, prevalentemente passeriformi. Tra gli esemplari rinvenuti figurano, tra gli altri, cinciallegre, martin pescatori, fringuelli, lucherini, verdoni, crocieri, merli, rigogoli, beccacce e tordi, oltre alle carcasse di un ghiro e di una faina. Sul terrazzo di pertinenza dell’abitazione, inoltre, sono stati scoperti 10 esemplari vivi di avifauna, appartenenti anch’essi a specie protette e non cacciabili, tra cui lucherini, fringuelli, zigoli gialli e pettirossi, detenuti in assenza dei prescritti titoli autorizzativi. Tra gli animali vivi sequestrati figuravano inoltre due esemplari di Leiothrix lutea, il cosiddetto “usignolo del Giappone”, specie particolarmente tutelata dalla normativa internazionale CITES, per i quali è stata accertata la mancanza della documentazione idonea ad attestare la legale provenienza e la lecita detenzione. L’uomo è stato pertanto deferito all’Autorità Giudiziaria per detenzione illecita di specie protette, in violazione della normativa nazionale e internazionale in materia di tutela delle specie a rischio di estinzione, nonché per violazioni della normativa sulla protezione della fauna selvatica omeoterma e dell’attività venatoria. Gli esemplari vivi sequestrati sono stati affidati in custodia giudiziale al Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) WWF Valpredina di Cenate Sopra ( Bergamo ), dove gli operatori hanno riscontrato buone condizioni generali di salute degli animali. I due esemplari di usignolo del Giappone sono stati invece sottoposti a sequestro ai fini della confisca e affidati temporaneamente a un allevatore autorizzato. Sono tuttora in corso ulteriori approfondimenti investigativi, anche in relazione agli anelli identificativi presenti su alcuni esemplari. Si ricorda che il fascicolo versa nella fase delle indagini preliminari e che nei confronti degli indagati sussiste la presunzione di non colpevolezza sino all’eventuale condanna definitiva.
image_print
WhatsApp Logo

📲 Ricevi gratis le notizie di Montagne & Paesi sul tuo telefonino!

Iscriviti al nostro canale WhatsApp ufficiale per restare sempre aggiornato su notizie e curiosità dalle valli.

👉 Clicca qui per iscriverti al canale

Telegram Logo

📢 Seguici anche su Telegram!

Unisciti al canale Telegram di Montagne & Paesi per ricevere tutte le news in tempo reale.

👉 Clicca qui per iscriverti su Telegram