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Bergamo, giovedì 6 agosto 2026 – L’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo è stato riconosciuto tra i “World’s Greenest Hospitals 2026”, la prestigiosa classifica mondiale stilata dalla rivista statunitense Newsweek in collaborazione con Statista. L’ospedale di Bergamo si distingue come l’unico ospedale pubblico italiano tra i quattro centri del nostro Paese inclusi nell’elenco di 250 ospedali globali, premiato per il suo forte impegno nell’efficientamento energetico, nella riduzione dell’impatto ambientale e nella sostenibilità. Il riconoscimento, alla sua prima edizione, ha analizzato circa 1.000 ospedali di 39 Paesi, valutando performance di sostenibilità, raccomandazioni di esperti e certificazioni. Il Papa Giovanni XXIII ha ottenuto un eccellente risultato, conquistando 4 foglie verdi su una scala da 3 a 5. Lo stesso punteggio è stato assegnato all’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano e al Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma. L’IRCCS Maugeri Pavia ha invece ottenuto 3 foglie verdi. L’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo ha intrapreso un percorso strutturato per integrare la sostenibilità in tutte le sue attività sanitarie, organizzative e gestionali. L’azienda aderisce a importanti network internazionali dedicati alla sanità sostenibile, come Global Green and Healthy Hospitals e SOSTERRETE. Per definire le strategie di sostenibilità è stato istituito un Green Team , con Stefania Barcella come Climate Manager e l’ingegnere Gianluca Santini nel ruolo di Energy Manager e Mobility Manager. «Tra le azioni più significative figurano la scelta di alimentare tutte le strutture con energia elettrica proveniente al 100% da fonti rinnovabili , dirette e compensate, l’installazione di impianti di autoproduzione e gli investimenti nell’efficienza energetica degli edifici», ha spiegato Gianluca Santini. Le Case di Comunità e l’Ospedale di Comunità consumano almeno il 30% in meno di energia rispetto al periodo precedente la ristrutturazione. Anche il secondo presidio ospedaliero gestito dall’azienda, l’Ospedale Civile di San Giovanni Bianco in Valle Brembana , ha ridotto il proprio fabbisogno di energia elettrica dell’ 11% . È stata inoltre completata una diagnosi energetica dell’ospedale Papa Giovanni XXIII che permetterà di introdurre misure mirate, anche grazie al nuovo impianto fotovoltaico da 365 kW . La strategia di decarbonizzazione interessa anche l’organizzazione dei servizi, attraverso una strategia sempre più digitale. La diffusione della telemedicina e la nuova centrale UNICA di Continuità Assistenziale hanno evitato complessivamente l’emissione di quasi 800 tonnellate di CO₂ , riducendo gli spostamenti dei pazienti. L’introduzione di pratiche di anestesia sostenibile ha portato alla pressoché completa eliminazione del desflurano, uno dei gas anestetici con il più elevato impatto climalterante. Questo percorso è stato costruito in stretta collaborazione con il territorio, come sottolinea Stefania Barcella: “L’ASST è tra i promotori del protocollo coordinato dall’Ordine dei Medici di Bergamo per ridurre l’impronta climatica dei servizi sanitari, da cui è nato anche un Manuale di best practices. L’azienda ha inoltre aderito al Climate City Contract promosso dal Comune di Bergamo nell’ambito del progetto europeo Net Zero Cities, che vede Bergamo tra le 112 città europee impegnate a raggiungere la neutralità climatica entro il 2030”. L’impegno green del Papa Giovanni XXIII era già stato premiato con il riconoscimento ottenuto come finalista agli European Sustainable Healthcare Awards 2025, grazie a un progetto condiviso con l’ASST Bergamo Est e l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. Francesco Locati, Direttore generale, ha commentato: «Essere selezionati tra i “World’s Greenest Hospitals” è motivo di grande orgoglio e rappresenta il riconoscimento di un percorso che ha coinvolto tutta la nostra comunità professionale. In questi anni abbiamo orientato le nostre scelte ai principi della One Health, che Regione Lombardia ha posto al centro del proprio modello sociosanitario, traducendo questa visione in azioni concrete a tutela della salute delle persone e dell’ambiente. Perché la migliore eredità che un ospedale possa lasciare è un futuro in cui prendersi cura della salute significhi anche prendersi cura del pianeta per le generazioni che verranno». Locati ha infine ringraziato il dott. Antonio Bonaldi, già Direttore Sanitario degli Ospedali Riuniti, per il suo contributo a queste progettualità.

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