Piantedosi, “Controlli alla frontiera con la Spagna misura cautelativa”

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(Adnkronos) – “Non c’è nulla di grave. È una misura molto importante, ma cautelativa, che abbiamo assunto per un mese e che potrà essere rivista”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, intervenendo nel faccia a faccia con Andrea Pancani alla serata inaugurale della rassegna 'Sabaudia Incontra 2026', organizzata in collaborazione con il Comune di Sabaudia nella Corte Comunale di Sabaudia, rispondendo a una domanda sui controlli ripristinati alla frontiera con la Spagna dopo i recenti arrivi registrati nell’enclave di Ceuta.  “Si tratta di una misura che gli Stati dell’Unione europea possono adottare in determinate situazioni, ripristinando controlli mirati e specifici nei confronti dei cittadini di Paesi terzi”, ha spiegato Piantedosi. “Non viene messa in discussione la libera circolazione dei cittadini europei. I turisti italiani in Spagna e quelli spagnoli che vengono in Italia non subiranno nulla di diverso da quanto già accade”.  Il ministro ha ricordato che l’Italia applica già un analogo provvedimento da oltre un anno lungo la frontiera orientale con la Slovenia. “Sono controlli che consentono di verificare che non vi siano ingressi di cittadini di Paesi terzi che si avvantaggino della libera circolazione prevista da Schengen”, ha osservato. Piantedosi ha quindi spiegato di aver riunito il Comitato di analisi e informazione sulla sicurezza delle frontiere e per il contrasto all’immigrazione, con la partecipazione anche dei rappresentanti dell’intelligence. “È stata fatta una valutazione cautelativa rispetto ai motivi di sicurezza che potrebbero derivare da una possibile estensione degli arrivi sul territorio europeo”. “Non c’è nessuna frizione con il governo spagnolo”, ha affermato il ministro soffermandosi sulle misure adottate dall’Italia dopo i recenti sviluppi alla frontiera spagnola. “Abbiamo dato la disponibilità a collaborare insieme a tutta l’Unione europea. La presidente della Commissione europea sta adottando iniziative specifiche insieme agli altri premier per offrire alla Spagna un aiuto nella gestione della situazione che si è creata”, ha dichiarato. Piantedosi ha sottolineato che il ripristino dei controlli alle frontiere rappresenta uno strumento già utilizzato da diversi Stati membri. “Esistono precedenti tuttora vigenti in Europa. La Germania ha adottato questa misura su alcune frontiere terrestri, così come la Francia al confine di Ventimiglia”, ha ricordato. Il ministro ha inoltre riferito di aver avuto un confronto con il collega francese. “Abbiamo condiviso l’opportunità di rafforzare i pattugliamenti congiunti che già pratichiamo al confine”, ha spiegato. “Quando si verificano arrivi incontrollati è evidente che, nell’immediatezza, nessun Paese può sapere chi arriva e quali problemi possano esserci. Per questo si tratta di misure cautelative, destinate a restare in vigore finché la situazione non rientrerà sotto controllo”, ha detto, esprimendo la convinzione che “la Spagna sarà in grado di ripristinare la normalità in tempi brevi”. Rispondendo a una domanda sul provvedimento della maggioranza relativo all’utilizzo del riconoscimento facciale, ha detto: “Non si tratta di creare un Grande Fratello, né di introdurre strumenti svincolati dalla supervisione dell’autorità giudiziaria”. Il ministro ha definito le polemiche nate sul tema “una tempesta in un bicchiere d’acqua”, ricordando di aver illustrato il provvedimento già all’inizio di giugno, dopo il Consiglio dei ministri che aveva approvato il decreto legislativo di recepimento della normativa europea sull’intelligenza artificiale. “Si è creata un po’ di confusione. Probabilmente qualcuno non ha più argomenti per attaccarci e quindi si attacca su cose che non stanno né in cielo né in terra”, ha osservato. Piantedosi ha spiegato che il riconoscimento facciale rappresenta “un metodo di lavoro molto utile” per le forze di polizia, utilizzabile esclusivamente in relazione “a una lista di reati molto gravi, come il terrorismo”, oppure “per esigenze di salvezza di persone scomparse”, precisando che “è sempre tutto sotto legge e sotto la supervisione dell’autorità giudiziaria”. Secondo il ministro, si tratta di una disciplina “perfettamente coincidente e corrispondente a quella che è la regolamentazione europea”. Nel richiamare il tema dell’intelligenza artificiale, Piantedosi ha infine invitato a non avere “un atteggiamento di sfiducia pregiudiziale” verso le innovazioni tecnologiche. “I criminali questi limiti non ce li hanno e spesso dispongono anche di più risorse dello Stato per utilizzare queste tecnologie a beneficio delle loro attività”, ha affermato. “Non possiamo permetterci di consegnare alle organizzazioni criminali transnazionali l’esclusiva della disponibilità degli strumenti tecnologici”. Sul dibattito aperto nella maggioranza in merito a una possibile revisione della normativa sulla legittima difesa, il ministro ha risposto: “La legge sulla legittima difesa fotografa oggi la ricerca di un punto di equilibrio tra la necessità di una reazione e il principio di proporzionalità”. Secondo Piantedosi, alcuni casi di cronaca “scuotono la coscienza civile” perché pongono situazioni che “sembrano paradossali”. Il ministro ha richiamato il caso del gioielliere Mario Roggero, “una persona che ha difeso la sua famiglia e il suo lavoro” e che poi “si trova a dover consegnare tutto il patrimonio guadagnato con una vita di lavoro a quelli che dovevano essere i suoi aggressori”. “Obiettivamente è difficile trovare qualcuno che ritenga tutto questo corrispondente alla coscienza civile e a quello che è il diritto naturale”, ha osservato. Il titolare del Viminale ha comunque sottolineato la complessità della materia. “È difficile tradurre sempre queste sensazioni in una regola scritta”, ha affermato, ribadendo che l’attuale disciplina “è frutto della ricerca di un equilibrio” tra i diversi interessi tutelati. “Come tutte le cose, questa normativa va sempre salvaguardata nel suo equilibrio, ma è legittimo, in democrazia, discuterne”. Rispondendo poi a una domanda sul ruolo del generale Roberto Vannacci nel centrodestra: “Vannacci mi sembra un personaggio politico del momento, molto in voga anche perché ne parlate molto voi della stampa. È molto bravo dal punto di vista comunicativo”. Piantedosi ha evitato di entrare nelle dinamiche della coalizione. “Credo che sia una domanda da rivolgere ai leader politici che gestiranno questo dossier”, ha osservato, aggiungendo però che “bisogna capire anche Vannacci cosa potrebbe fare”. Secondo il ministro, molte delle posizioni sostenute dal generale coincidono con le politiche già adottate dall’esecutivo. “Se si riferisce ai rimpatri, noi li stiamo già praticando con numeri crescenti. Non so che cosa abbia in mente di diverso”, ha affermato.  Il titolare del Viminale ha quindi richiamato i risultati rivendicati dal Governo sul fronte dell’immigrazione e della sicurezza. “Noi stiamo facendo quello che avevamo detto. Siamo severi sui fenomeni di immigrazione incontrollata e abbiamo anche trend statistici che mostrano, almeno negli ultimi due anni, un calo progressivo dei reati”, ha dichiarato. Sulla percezione di insicurezza dei cittadini, nonostante il calo dei reati, Piantedosi ha sostenuto che “l’aspirazione alla sicurezza è permanente” e che non può essere soddisfatta “solo con la narrazione della statistica”. “L’unico modo per contrapporsi a una certa narrazione è citare i dati, il senso dell’attività e della dedizione a quello che si può fare in questa materia”, ha concluso. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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