Polizia Provinciale: dalla liberazione di caprioli a Paspardo alla denuncia di bracconieri tra Bassa Bresciana e Valsabbia

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Lunedì 26 ottobre 2026

Il Nucleo Ittico Venatorio della Polizia Provinciale di Brescia ha vissuto giorni di intensa attività, culminati nella liberazione di due caprioli curati presso il CRAS di Paspardo, in Valle Camonica, e nella denuncia di ben tre bracconieri. Due sono stati sorpresi nella Bassa Bresciana per uccellagione, mentre un terzo in Valsabbia per l’abbattimento illegale di un camoscio.

Negli scorsi giorni, gli agenti hanno reintrodotto in natura due giovani caprioli, un maschio e una femmina. Gli animali erano rimasti feriti in distinti incidenti stradali e avevano trascorso oltre quattro mesi al CRAS (Centro di Recupero Animali Selvatici) di Paspardo, dove erano stati portati e curati con dedizione. Una volta accertato il loro pieno recupero, i caprioli sono stati liberati in una foresta demaniale della Regione Lombardia, area dove vige il divieto di caccia.

Sempre in questi giorni, l’attività di controllo della Polizia Provinciale ha portato alla denuncia di due bracconieri nella Bassa Bresciana. I due sono stati sorpresi, qualche sera fa intorno alle 22.30, mentre praticavano l’uccellagione con l’uso di reti ‘mist’ lunghe 22 metri e alte 5 metri, coadiuvati da fonofil. Approfittando del buio, erano intenti in una battuta di frodo per procurarsi volatili destinati al commercio abusivo di uccelli da richiamo.

In Valsabbia, invece, è stato denunciato un cacciatore sorpreso insieme ai suoi cani segugi subito dopo aver abbattuto un camoscio. L’animale era stato colpito con munizione spezzata, non consentita per questo tipo di caccia, così come l’utilizzo dei cani. All’uomo è stato notificato il divieto di detenzione di armi e dovrà risarcire la Regione con 3.000 euro per il prelievo non autorizzato.

L’azione del Nucleo Ittico Venatorio della Polizia Provinciale di Brescia conferma l’alta attenzione per il rispetto delle regole, la tutela della fauna selvatica e dell’ambiente. Queste operazioni sottolineano inoltre l’importanza della costante collaborazione tra la Polizia Provinciale e il CRAS, essenziale per la conservazione delle specie animali presenti sul nostro territorio.

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