(Adnkronos) – Un violoncello davanti a un muro che cade. Le immagini di Mstislav Rostropovich che suona Bach davanti al Muro di Berlino hanno aperto, al Piccolo Teatro Grassi di Milano, la cerimonia della 66ª edizione del Premiolino, il più antico premio giornalistico italiano. Dallo schermo al palcoscenico, la musica è proseguita dal vivo con la violoncellista Nicoletta Mainardi: un passaggio tra memoria e presente per una serata dedicata alla libertà d’informazione, nella quale sono state svelate le motivazioni dei riconoscimenti e consegnate ai vincitori le tradizionali pergamene in lino del maestro Manzi. I sei premiati sono la storica ed editorialista della Stampa Anna Foa, l’inviata di Repubblica Gabriella Colarusso, la giornalista Floriana Bulfon, che collabora con Repubblica e Rai 3, Viviana Mazza del Corriere della Sera, Stefano Feltri, autore di Appunti e conduttore di Revolution su Rai Radio 3, e Sacha Biazzo, giornalista di Report, Rai 3. Il premio Pirelli per la scuola è stato assegnato a Rai Scuola, rappresentata da Fabrizio Zappi e Lorenzo Ottolenghi. A dare voce a questa stessa idea di libertà sono state le parole di Oriana Fallaci, prima donna a ricevere il Premiolino, pronunciate a Milano l’8 maggio 1961: "Ogni persona libera, ogni giornalista libero, deve essere pronto a riconoscere la verità ovunque essa sia". A raccogliere idealmente il testimone di Oriana Fallaci sono anche le vincitrici di quest’anno, quattro su sei premiati: un riconoscimento al loro lavoro e al contributo delle donne al giornalismo, che il Premiolino ha saputo valorizzare lungo la propria storia. Alla presidente della giuria Chiara Beria di Argentine si affianca da quest’anno Benedetta Tobagi, nel ruolo di vicepresidente, mentre Silvia Sciorilli Borrelli entra a far parte della giuria. I percorsi dei premiati raccontano quanto questa responsabilità attraversi il giornalismo contemporaneo. Nei loro lavori ci sono Gaza e l’Iran, gli Stati Uniti e le reti della criminalità, l’antisemitismo e i diritti delle donne. Ci sono la ricerca delle fonti, l’ostinazione nel verificare, la capacità di portare nel dibattito pubblico ciò che rischia di restarne fuori. E ci sono, come ricorda la motivazione per Floriana Bulfon, il peso delle minacce e una precarietà che può resistere persino all’eccellenza del lavoro. Il Premiolino è sostenuto da Pirelli dal 2023. Il rapporto tra informazione e conoscenza è al centro del Premio Pirelli per la Scuola, consegnato da Antonio Calabrò a Fabrizio Zappi, direttore della Direzione Cultura ed Educational Rai, e Lorenzo Ottolenghi, responsabile dell’unità Educational. La lettura conclusiva, dedicata a Joseph Pulitzer, ha riportato il discorso alla responsabilità pubblica del giornalismo. "Sapremo salvaguardare il primato della Costituzione, l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge e l’incorruttibilità della giustizia, oppure avremo un governo del denaro e dei disonesti?", si chiedeva Pulitzer all’inizio del Novecento. Una domanda che attraversa il tempo e arriva fino a un presente nel quale l’abbondanza delle notizie rende ancora più decisiva la qualità dell’informazione. Perché, nelle sue parole, "la nostra Repubblica e la sua stampa progrediranno o cadranno insieme". La giuria del Premiolino è presieduta da Chiara Beria di Argentine, con Benedetta Tobagi vicepresidente. Ne fanno parte Giulio Anselmi, Antonio Calabrò, Piero Colaprico, Francesco Costa, Ferruccio de Bortoli, Mattia Feltri, Milena Gabanelli, Enrico Mentana, Donata Righetti, Silvia Sciorilli Borrelli, Gian Antonio Stella e Carlo Verdelli.
—culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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