Milano, 5 novembre 2026 – L’ex manager Enzo Primo Agosta presenterà in anteprima nazionale il suo toccante memoir, “Da Lugano a San Vittore. Quando una vita cambia in una mattina” (Mursia), martedì 24 novembre alle ore 18:30. L’evento si terrà a Milano, nell’ambito di Bookcity, presso la sede de Il Giornale d’Italia (Palazzo Nerino; Via San Maurilio 13). Il libro narra la sua incredibile e drammatica esperienza di 18 giorni trascorsi nel carcere di San Vittore, un repentino passaggio da una vita agiata a quella di detenuto, offrendo una potente testimonianza di rinascita e un monito universale.
Agosta, che per decenni ha operato nel settore finanziario in Svizzera, si è trovato da un giorno all’altro catapultato dietro le sbarre. «Questa è una storia vera. Lo definirei il diario di un fatto che mi ha sconvolto la vita… Come mi disse il colonnello della Guardia di Finanza: “Agosta, stasera si dorme a San Vittore”», racconta l’autore. Il memoir è una testimonianza di verità che non cerca giustificazioni, ma si addentra nella durezza della privazione della libertà e nella scoperta della propria fragilità.
Diciotto giorni in una cella sovraffollata del carcere di San Vittore: questa è la realtà vissuta da Agosta. La sua vita viene stravolta in poche ore: il giorno prima è un manager a Lugano, quello dopo si ritrova a dormire con trafficanti e rapinatori. «Eravamo sei persone rinchiuse in meno di dieci metri quadrati, di cui cinque rubati dai letti e dal tavolino. Non considerando il gabinetto, praticamente inesistente, erano ottanta centimetri quadrati a testa. Una follia indegna di un Paese che pretende di chiamarsi civile», denuncia l’autore, descrivendo condizioni disumane.
“Da Lugano a San Vittore” è il diario lucido e personale di quei diciotto giorni. Il libro apre le porte della cella per mostrare la cruda realtà del carcere: la perdita dell’identità, la scansione claustrofobica del tempo, la convivenza forzata e il peso del silenzio. Quello che inizia come il racconto di un crollo verticale si trasforma, pagina dopo pagina, in un potente viaggio di rinascita spirituale e umana, suggerendo che anche nel punto più basso dell’esistenza sia possibile ritrovare dignità ed empatia.
L’opera si configura anche come un monito e uno strumento di prevenzione, un invito esplicito a riflettere prima che sia troppo tardi. Agosta offre la propria storia affinché altri possano imparare dai suoi errori. Lo stile narrativo è diretto e coinvolgente, privo di filtri, capace di trasmettere emozioni vivide e un’assoluta autenticità, immergendo il lettore nelle atmosfere della detenzione e nei complessi rapporti umani tra i detenuti.
Enzo Primo Agosta (Milano, 1954) ha lavorato per decenni nel settore finanziario e oggi si occupa di consulenze aziendali nel campo della comunicazione. All’evento di presentazione a Milano interverrà a dialogare con l’autore Luca Greco, direttore de Il Giornale d’Italia. Un’occasione da non perdere per approfondire questa toccante e necessaria testimonianza sulla resilienza umana e la scoperta di sé.
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