BERGAMO – Un nuovo, fondamentale passo avanti nella medicina personalizzata e nella cura a 360 gradi per i giovani pazienti è stato compiuto all’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Ieri, venerdì 18 settembre 2026, è stato presentato il progetto multidisciplinare “Il futuro comincia oggi”, mirato a preservare la fertilità di bambini, adolescenti e giovani adulti che devono affrontare terapie potenzialmente dannose per la funzione riproduttiva. L’iniziativa, che si concentra sulla crioconservazione di tessuto ovarico e testicolare, è stata resa possibile grazie al determinante sostegno dell’Associazione conGiulia ETS, che ha finanziato attrezzature e materiali.
Il progetto si rivolge a pazienti pediatrici e giovani adulti candidati a trattamenti gonadotossici, come quelli per malattie oncologiche, genetiche, autoimmuni e ginecologiche gravi come l’endometriosi. L’obiettivo non è solo curare la malattia, ma anche assicurare una migliore qualità della vita futura ai giovani pazienti, offrendo loro la possibilità di costruire una famiglia domani.
All’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, l’iniziativa è frutto di una stretta collaborazione tra diverse specialità, tra cui l’Oncologia pediatrica, il Centro di Procreazione Medicalmente Assistita, la Pediatria, la Chirurgia Pediatrica, la Ginecologia e Ostetricia, e le professioni sanitarie del Dipartimento materno infantile e pediatrico. Questo ha permesso la creazione di un percorso altamente specialistico e multidisciplinare.
Francesco Locati, Direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII, ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa: “La missione di un grande ospedale è prendersi cura delle persone nella loro interezza, guardando non solo alla guarigione, ma anche alla qualità della vita futura. Con questo progetto compiamo un ulteriore passo avanti nella medicina personalizzata e nella presa in carico globale dei nostri pazienti. È il risultato della collaborazione tra professionisti di diverse discipline e del prezioso sostegno del territorio, rappresentato dall’impegno dell’Associazione conGiulia ETS, che ringraziamo per aver scelto di investire in un progetto capace di offrire una nuova prospettiva verso il futuro ai bambini e ai giovani che affrontano percorsi di cura particolarmente complessi”.
Il contributo di conGiulia ETS è stato determinante, coprendo i costi delle attrezzature principali per la crioconservazione, incluso un laser per la dissezione fine dei tessuti, e un contributo economico per l’acquisto dei materiali di consumo.
“Giulia ci ha insegnato a guardare sempre avanti, anche nei momenti più difficili – ha affermato Antonio Gabrieli, presidente dell’Associazione e padre di Giulia –. Sostenere questo progetto significa offrire ai bambini e ai ragazzi che affrontano una malattia la possibilità di immaginare il proprio futuro oltre la malattia e in un’ottica di vita dopo la guarigione. È un modo concreto di prenderci cura della loro vita di domani e siamo orgogliosi di poter continuare il nostro cammino accanto all’Ospedale Papa Giovanni XXIII”.
I progressi nelle terapie oncologiche hanno permesso a un numero crescente di bambini e giovani adulti di superare la malattia. Tuttavia, chemioterapia e radioterapia possono comportare rischi significativi, come infertilità maschile, menopausa precoce o riduzione degli ovociti nelle ragazze. La preservazione della fertilità diventa quindi un aspetto cruciale della qualità della vita post-guarigione.
Massimo Provenzi, responsabile dell’Emato-Oncologia pediatrica dell’ASST Papa Giovanni XXIII, ha aggiunto: “Oggi il nostro obiettivo non è soltanto curare il tumore, ma accompagnare i bambini verso una vita adulta il più possibile piena. Parlare di fertilità all’inizio del percorso terapeutico significa offrire una prospettiva di futuro alle famiglie in un momento estremamente difficile. È un messaggio di speranza che nasce dalla fiducia nei risultati sempre migliori delle cure oncologiche pediatriche”.
Francesco Fusi, responsabile del Centro di Procreazione Medicalmente Assistita dell’ASST Papa Giovanni XXIII, ha illustrato gli aspetti scientifici: “Il nostro Centro si occupa di preservazione della fertilità già dal 2011 attraverso la crioconservazione degli ovociti. Oggi ampliamo significativamente le possibilità terapeutiche introducendo la crioconservazione del tessuto ovarico, fondamentale quando non è possibile attendere prima di iniziare le cure o nelle bambine prepuberi, e quella del tessuto testicolare per i bambini che non hanno ancora sviluppato la produzione di spermatozoi. Si tratta di procedure che richiedono competenze altamente specialistiche e un’organizzazione multidisciplinare dedicata”.
Le procedure di prelievo del tessuto ovarico e testicolare saranno eseguite dai chirurghi pediatrici dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, guidati da Maurizio Cheli, per i pazienti fino a 17 anni. Nelle giovani donne, queste fasi saranno seguite dagli specialisti di Ostetricia e ginecologia, sotto la guida di Marco Carnelli.
“Il prelievo avviene per via laparoscopica nella bambina, mentre per i bambini è richiesto un approccio a cielo aperto – ha spiegato il chirurgo pediatra dell’ASST Papa Giovanni XXIII Giovanni Parente –. Nei maschi prepuberi, la presenza esclusiva di cellule germinali immature e l’assenza di spermatozoi rendono impossibile l’utilizzo delle tecniche standard di crioconservazione del liquido seminale. In questo contesto, la crioconservazione del tessuto testicolare, detta Testicular Tissue Cryopreservation TTC, rappresenta l’unica opzione potenziale, sebbene attualmente ancora sperimentale, per la tutela della fertilità futura”.
Marco Carnelli, Direttore dell’Ostetricia e ginecologia dell’ASST Papa Giovanni XXIII, ha evidenziato i rischi: “La chemioterapia comporta un elevato rischio di menopausa precoce o di riduzione degli ovociti presenti nelle ovaie per le bambine o giovani donne. Allo stesso modo anche la radioterapia può provocare simili conseguenze sulla fertilità. Altre patologie genetiche, l’endometriosi grave e patologie sistemiche autoimmuni, presentano un alto rischio di insufficienza ovarica prematura. La ripresa di un’attività ovarica dopo riposizionamento dei frammenti crioconservati si ha nel 95% dei casi e la funzione è mantenuta per una media di 4-5 anni. Ad oggi sono nati oltre 500 bambini nel mondo con questa tecnica che, uscita dalla fase sperimentale, sta dando risultati promettenti.”
Patrizia Ghilardi, responsabile per la Direzione professioni sanitarie e sociali del Dipartimento materno infantile e pediatrico dell’ASST Papa Giovanni XXIII, si è soffermata sull’importanza del lavoro di équipe: “La qualità dell’assistenza nasce dalla capacità di integrare professionalità diverse attorno ai bisogni della persona assistita e della sua famiglia. In questo percorso ogni figura professionale contribuisce a garantire continuità di cura, accompagnamento e sostegno, dalla presa in carico fino al follow-up.”
Le conclusioni sono state affidate a Lorenzo D’Antiga, direttore della Pediatria e del Dipartimento materno infantile e pediatrico dell’ASST Papa Giovanni XXIII: “La pediatria moderna deve saper guardare oltre la malattia. Preservare oggi la fertilità significa offrire ai nostri pazienti la possibilità di scegliere domani, quando saranno adulti, se costruire una famiglia. È questo il significato più profondo di una medicina che cura non soltanto il presente, ma anche il futuro.”
Il progetto “Il futuro comincia oggi”, grazie alla collaborazione tra la sanità pubblica di Bergamo e il volontariato, rappresenta un investimento concreto sul futuro dei giovani pazienti, offrendo nuove opportunità di cura e di speranza per tutta la comunità locale.
📲 Ricevi gratis le notizie di Montagne & Paesi sul tuo telefonino!
Iscriviti al nostro canale WhatsApp ufficiale per restare sempre aggiornato su notizie e curiosità dalle valli.
📢 Seguici anche su Telegram!
Unisciti al canale Telegram di Montagne & Paesi per ricevere tutte le news in tempo reale.





