Profanazione del feretro di Pamela Genini, simulazione dei Carabinieri nel cimitero di Strozza

Profanazione del feretro di Pamela Genini, simulazione dei Carabinieri nel cimitero di Strozza

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STROZZA (BG) – Proseguono le indagini sul caso del vilipendio del feretro di Pamela Genini. Nella mattinata di martedì i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Bergamo, insieme ai militari della Sezione Operativa della Compagnia di Zogno, hanno effettuato una simulazione tecnica all’interno del cimitero di Strozza per ricostruire le modalità con cui sarebbe stata compiuta la profanazione.

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bergamo, è stata svolta alla presenza del sindaco del Comune, di personale addetto alla manutenzione del camposanto e del titolare dell’agenzia funebre incaricata della tumulazione della donna.

Una bara identica per peso e caratteristiche

Per rendere la ricostruzione il più possibile fedele alla realtà, gli investigatori hanno utilizzato una bara con caratteristiche analoghe a quella della vittima. Il feretro è stato inoltre appositamente zavorrato fino a raggiungere un peso complessivo corrispondente a quello che Pamela Genini aveva in vita.

L’obiettivo era verificare concretamente la possibilità di estrarre e successivamente reinserire la bara nel loculo, ricostruendo le possibili modalità operative utilizzate dall’autore o dagli autori del gesto.

Le prove effettuate dai Carabinieri

Nel corso della mattinata sono stati eseguiti diversi test pratici. In una prima fase il feretro è stato movimentato con strumenti normalmente impiegati nelle operazioni cimiteriali.

Successivamente sono state effettuate ulteriori prove senza alcun supporto meccanico. Un dipendente comunale addetto alla manutenzione del cimitero e un appartenente alle forze dell’ordine hanno eseguito autonomamente l’estrazione, il temporaneo posizionamento e il successivo reinserimento della bara nel loculo utilizzando esclusivamente la propria forza fisica.

Possibile l’azione di una sola persona

Gli accertamenti avrebbero consentito di verificare che le operazioni di movimentazione del feretro possono essere eseguite anche da un solo soggetto, senza particolari attrezzature e facendo ricorso esclusivamente alla forza fisica.

Gli esiti della simulazione saranno ora confrontati con gli altri elementi raccolti dagli investigatori per ricostruire con precisione quanto accaduto e individuare i responsabili del grave episodio.

Tutte le attività svolte sono state documentate attraverso videoriprese e rilievi fotografici che entreranno a far parte del fascicolo investigativo.

Indagini ancora in corso

La Procura sottolinea che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, come previsto dalla legge, nei confronti degli indagati vale il principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

Il caso del vilipendio del feretro di Pamela Genini aveva suscitato forte indignazione e commozione nella comunità bergamasca, portando gli investigatori ad approfondire ogni dettaglio utile alla ricostruzione dei fatti.

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