Recuperata nel Bergamasco una preziosa statua lignea del XIV secolo rubata nel 1977

Recuperata nel Bergamasco una preziosa statua lignea del XIV secolo rubata nel 1977

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I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Venezia, in collaborazione con i colleghi del Nucleo TPC di Monza e sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Bergamo, hanno recuperato a Zogno una preziosa statua lignea raffigurante la “Madonna con Bambino”, risalente al XIV secolo.

L’opera era stata rubata il 10 marzo 1977 dal Castello Cini di Monselice, oggi noto come Castello di Monselice, in provincia di Padova. Il furto era stato denunciato all’epoca presso la locale stazione dei Carabinieri e le fotografie della scultura erano state inserite nella Banca Dati dei Beni Culturali illecitamente sottratti gestita dai Carabinieri TPC, un archivio informatizzato che raccoglie quasi otto milioni di beni censiti, di cui circa un milione ancora da recuperare.

Il ruolo della tecnologia nelle indagini

Il ritrovamento è stato possibile anche grazie all’evoluzione degli strumenti informatici e all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, che negli ultimi anni ha migliorato le capacità di prevenzione e di investigazione nel contrasto al traffico illecito di opere d’arte.

Tra gli strumenti utilizzati anche il sistema S.W.O.A.D.S. (Stolen Works Of Art Detection System), una piattaforma avanzata che consente di individuare opere d’arte rubate attraverso il monitoraggio della rete e dei contenuti pubblicati online, ormai sempre più spesso utilizzati nei traffici illegali di beni culturali.

Proprio l’attività di controllo del web condotta dai Carabinieri TPC di Venezia ha portato all’individuazione di una pubblicazione scientifica nella quale veniva descritta la statua. Da qui sono partiti ulteriori accertamenti che hanno permesso di localizzare l’opera nella provincia di Bergamo.

Un’opera di grande valore storico e artistico

La scultura recuperata è una statua lignea a tutto tondo, alta 121 centimetri, poggiata su un basamento ottagonale dello stesso materiale.

Si tratta di un’opera di scuola senese del XIV secolo, riconducibile alla produzione delle botteghe pisano-lucchesi vicine allo stile dell’autore senese Francesco di Valdambrino (1375-1435). La statua si distingue per la finezza delle policromie e per la cura dei dettagli, caratteristiche che la rendono un manufatto di grande rilevanza sia dal punto di vista artistico sia devozionale.

Determinante per il riconoscimento dell’opera è stato anche il supporto scientifico della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Brescia, competente per il territorio bergamasco, e dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Bergamo, che hanno confermato la piena corrispondenza tra la statua sequestrata e quella rubata nel 1977.

La restituzione alla Fondazione Cini

Alla luce delle risultanze investigative, la Procura della Repubblica di Bergamo ha disposto la restituzione della statua alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia, proprietaria del bene.

Il recupero rappresenta un importante risultato nella tutela del patrimonio culturale italiano e conferma l’efficacia dell’attività svolta dai Carabinieri specializzati nella protezione delle opere d’arte, impegnati quotidianamente nel contrasto al traffico illecito di beni culturali.

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