Risiko banche, non solo Mps-Mediobanca: il legame sempre più stretto tra finanza e tribunali

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(Adnkronos) – La Procura di Milano indaga, in particolare, sul collocamento di azioni Mps, il 15% del capitale gestito da Banca Akros per conto del Mef, e acquistato da alcuni azionisti: Banco Bpm, Anima Sgr, Caltagirone e Delfin. Un'operazione che ne ha rafforzato la posizione, anche in relazione all'offerta della banca senese su Mediobanca e ai potenziali futuri sviluppi, prima dell'assemblea di Piazzetta Cuccia, poi rinviata a settembre, che si sarebbe dovuta esprimere sulla contromossa di Mediobanca su Banca Generali.  La notizia di oggi è che l’amministratore delegato di Unicredit, Andrea Orcel, è stato sentito nei giorni scorsi come persona informata sui fatti, perché avrebbe provato, invano, a partecipare al collocamento. La Procura ha già ascoltato anche Stefano Vincenzi, general counsel di Mediobanca, e andrà avanti rapidamente con altre audizioni.  Andando oltre i fatti specifici, che andranno accertati, c'è un dato che le vicende di questi mesi stanno rendendo ancora più netto che in passato: le operazioni finanziarie ormai si fanno più nei tribunali che sul mercato. Ed è la ragione per cui è probabile, a questo punto, che
delle sei offerte in campo
, a cui si aggiunge la complessa scalata della stessa Unicredit a Commerzbank, potranno arrivare in porto solo i progetti compatibili con i tempi e i paletti che le vicende giudiziarie metteranno sul loro percorso. Non è una novità, soprattutto ripensando alla stagione delle grandi scalate, quella dei 'furbetti del quartierino' di Bnl e di Giampiero Fiorani e Antonveneta, ma il quadro che si sta delineando comporta un rischio sostanziale, lo stesso che le parole del Governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta hanno implicitamente evidenziato nelle Considerazioni finali: le aggregazioni devono essere "ben concepite e volte unicamente alla creazione di valore" e "il giudizio su ciascuna offerta spetta alle dinamiche di mercato e alle scelte degli azionisti". Sarà, alla fine, effettivamente così? Oppure saranno soprattutto i tribunali a decidere cosa può creare valore e cosa possono scegliere gli azionisti? (Di Fabio Insenga)  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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