Salute: 60% disturbi equilibrio risolvibili non intercettati da Ssn, più costi e disagi

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(Adnkronos) – I disturbi dell'equilibrio sono molto frequenti e sono spesso all'origine di cadute che, soprattutto nell'anziano, possono avere gravi conseguenze. Problemi che rischiano di generare un domino di spese, per il sistema pubblico – rappresentano infatti il 5% degli accessi al pronto soccorso – ma anche per il cittadino per il quale si avvia una lunga via crucis di accertamenti. Una situazione paradossale perché gran parte dei casi – quando si tratta di vertigini vestibolari di posizione – potrebbe essere risolta rapidamente con una semplice manovra, durante la visita, dallo specialista audiologo. I numeri però dicono che "il 60% delle persone con questo tipo di problematica non viene intercettato dal Servizio sanitario nazionale", spiega all'Adnkronos Salute Luciano Bubbico, otorinolaringoiatra coordinatore scientifico sulla prevenzione delle disabilità neurosensoriali dell'Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche (Inapp), riferendo il dati dello studio appena pubblicato sulla rivista internazionale Healthcare sulla prevenzione dei disturbi dell'equilibrio e delle cadute accidentali e lo sviluppo di nuove politiche sanitarie, realizzato in collaborazione con Luca Cegolon, docente di Igiene e medicina preventiva Università di Trieste e con Giuseppe Mastrangelo, dell'Università di Padova). I disturbi dell'equilibrio, ricorda Bubbico, "possono avere origine vestibolare o extra vestibolare. Le vertigini di origine periferica vestibolare sono causate da quattro principali patologie : la vertigine parossistica posizionale benigna, la malattia di Ménière, la neurite vestibolare e altre vertigini vestibolari periferiche. La vertigine parossistica posizionale benigna (Vppb) rappresenta la causa più frequente, riguarda circa il 20% dei pazienti che presentano sintomi di vertigine, nota anche impropriamente come labirintite. Errori o ritardi nella diagnosi sono frequenti, il che evidenzia la necessità che i clinici conoscano bene le tecniche diagnostiche e terapeutiche. E' causata dallo spostamento degli otoliti all'interno dei canali semicircolari, che provoca episodi di vertigine brevi e ricorrenti scatenati da cambiamenti nella posizione della testa. Le manovre fatte dallo specialista sono efficaci trattamenti di prima linea". Quando non intercettato questo disturbo porta a "vertigini molto violente che, anche se sono a volte benigne, portano il paziente ad andare in pronto soccorso. E così spesso esegue una Tac, una risonanza, molto spesso viene ricoverato per un paio di giorni, con costi elevati". Se non va in pronto soccorso, invece, "in molti casi si fa visitare pagando di tasca propria, oppure si tiene il disturbo ed è a rischio di fare una caduta". Quando invece il problema "viene intercettato rapidamente l'audiologo, che è lo specialista di riferimento, gli fa una manovra liberando il canale dagli otoliti che determinano la vertigine nella maggioranza dei casi. E il paziente va a casa senza vertigini. Ha risolto completamente il suo disturbo", evidenzia l'esperto secondo il quale è fondamentale accrescere la formazione dei medici del territorio sul tema. "Il medico di famiglia spesso non conosce la patologia – continua – sarebbe utile sensibilizzalo perché, a fronte di questo tipo di disturbi, indirizzi il paziente dall'audiologo che è lo specialista indicato a fare la diagnosi e il trattamento", aggiunge Bubbico secondo il quale "potrebbe essere molto utile coinvolgere Case e gli ospedali di comunità. Queste strutture di assistenza primaria, progettate per offrire servizi sociali e sanitari per promuovere l'invecchiamento attivo e l'assistenza domiciliare per le patologie croniche, potrebbero svolgere un ruolo importante nella prevenzione dei disturbi vestibolari nei pazienti anziani, attraverso un approccio integrato multidisciplinare che coinvolga diversi specialisti (audiologi, geriatri, neurologi, fisioterapisti, ecc.), migliorando così l'efficienza dell'assistenza sanitaria".    Secondo studi recenti nei Paesi industrializzati le vertigini periferiche colpiscono annualmente circa 285,5 individui ogni 100.000 abitanti. "I test vestibolari – continua Bubbico ricordando i dati dello studio appena pubblicato – sono fondamentali per una diagnosi precisa dei disturbi dell'equilibrio. Se eseguiti precocemente e accompagnati da adeguato trattamento, permettono di ridurre le giornate di malattia, gli infortuni sul lavoro e nei soggetti anziani cadute accidentali anche gravi che possono ridurre in maniera significativa l'autonomia della persona. I risultati della ricerca hanno indicato che gli esami vestibolari forniti dal Ssn risultano insufficienti a soddisfare le esigenze assistenziali della popolazione generale. In particolare nel 2023 sono stati eseguiti solo 129 esami di primo livello ogni 100 000 abitanti, mentre molto più basso è il numero di test di secondo livello, appena 37 per 100 000 nel 2023, mostrando una notevole variabilità regionale ad eccezione della Lombardia, del Veneto e della provincia autonoma di Trento". Un recente studio del Johns Hopkins Hospital, "utilizzando un sistema di tracciamento oculare basato su smartphone (Tele-Dizzy Eye-Phone), ha permesso la diagnosi precoce del nistagmo posizionale con vertigini, con un valore predittivo positivo del 100%. Il test è semplice, registra i movimenti oculari tramite intelligenza artificiale su smartphone, con invio dei dati a una piattaforma, consente di identificare a distanza, con un'accuratezza diagnostica paragonabile a quella del test clinico (video nistagmo grafia Vng). La telemedicina può quindi rappresentare uno strumento efficace, promettente ed economicamente vantaggioso per la diagnosi a distanza del nistagmo posizionale, offrendo prospettive per un maggiore accesso ai servizi audiologici, in particolare per i residenti delle aree rurali e periferiche d'Italia", ha concluso Bubbico.  
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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