Sanità pubblica, protesta a Milano l’11 aprile: la CGIL di Bergamo in piazza contro liste d’attesa e costi in aumento

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La sanità pubblica torna al centro della mobilitazione anche per Bergamo. Sabato 11 aprile la CGIL bergamasca scenderà in piazza a Milano per chiedere un cambio di rotta nelle politiche regionali, mentre in provincia la spesa sanitaria privata ha raggiunto quota 1.128 euro a persona nel 2025.

La CGIL di Bergamo aderisce alla manifestazione regionale per il diritto alla salute in programma sabato 11 aprile a Milano. Il ritrovo è fissato alle ore 15 davanti a Palazzo Lombardia, sede della Regione, per denunciare le criticità della sanità pubblica e chiedere interventi concreti.

Al centro della protesta ci sono temi sempre più sentiti anche sul territorio bergamasco: il blocco delle liste d’attesa, la carenza di personale sanitario e la necessità di rafforzare la medicina territoriale, dai consultori all’assistenza domiciliare. Secondo il sindacato, il modello attuale favorirebbe il ricorso al privato, costringendo molti cittadini a pagare di tasca propria per visite ed esami oppure a rinunciare alle cure.

Una situazione che riguarda da vicino anche la provincia di Bergamo. I dati del CAAF CGIL indicano infatti che nel 2025 la spesa privata per la salute ha toccato i 1.128 euro a persona, con un aumento di 44 euro rispetto all’anno precedente. Un segnale chiaro, secondo il sindacato, delle difficoltà crescenti nell’accesso ai servizi pubblici.

La tutela della salute deve tornare a essere un diritto universale e non un lusso per chi può permetterselo – ha dichiarato Marco Toscano, segretario generale della CGIL di Bergamo –. È un tema che riguarda tutti, dai lavoratori ai pensionati fino ai giovani. I numeri confermano l’urgenza: è inaccettabile che le carenze del sistema ricadano sulle famiglie. Serve un piano serio di investimenti, che valorizzi il personale e garantisca tempi d’attesa dignitosi”.

La piattaforma della mobilitazione chiede un piano straordinario di assunzioni, il superamento dei tetti di spesa che limitano gli organici e una gestione più trasparente del sistema sanitario. L’obiettivo è chiaro: riportare la sanità pubblica al centro, garantendo il diritto alla cura senza che diventi un costo insostenibile per i cittadini.

Alla manifestazione aderiscono numerose realtà politiche e associative, tra cui La Lombardia SiCura, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana/AVS, Patto Civico, Italia Viva, Rifondazione Comunista, Partito Comunista Italiano, Avanti PSI, Europa Verde, Osservatorio Salute, CGIL Funzione Pubblica, SPI CGIL, CGIL Lombardia, ARCI Lombardia, Medicina Democratica, ACLI Lombardia, ACLI Milano e Federconsumatori.

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