Sciopero e presidio JobsAcademy a San Paolo d’Argon il 4 novembre: docenti senza stipendi arretrati

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I docenti della JobsAcademy scenderanno in sciopero e terranno un presidio il prossimo 4 novembre, davanti alla sede della Fondazione a San Paolo d’Argon, in Val Seriana. Hanno annunciato che non riprenderanno le lezioni senza il pagamento degli stipendi arretrati, che in molti casi mancano da anni. La mobilitazione, annunciata giovedì dalla CGIL, coincide con la data prevista per la ripresa delle attività didattiche.

La situazione, sottolineano i sindacati, è irrisolta dopo mesi di mancati pagamenti, rinvii e incertezze sul futuro della Fondazione. I docenti hanno continuato a garantire le lezioni senza ricevere quanto dovuto. I crediti accumulati raggiungono, in alcuni casi, decine di migliaia di euro. Una condizione non più sostenibile, che rischia di compromettere ulteriormente la continuità didattica per gli studenti della JobsAcademy.

«La disponibilità e il senso di responsabilità dei docenti hanno permesso di portare avanti le attività formative per mesi, nonostante i mancati pagamenti – dichiarano Francesco Chiesa, segretario generale di NiDiL CGIL Bergamo, e Diego Lodetti di FP CGIL Bergamo –. Ma non si può pretendere che le persone continuino a lavorare gratuitamente». I sindacalisti sono chiari: «Il 4 novembre è prevista la ripresa delle lezioni, ma senza il pagamento degli arretrati i docenti non torneranno in aula. Non è una scelta presa a cuor leggero: chi insegna vuole continuare a farlo, ma ha diritto a essere pagato».

La mobilitazione arriva dopo le lezioni in piazza organizzate lo scorso 21 ottobre, durante l’Open Day della Fondazione. In quell’occasione, studenti e docenti avevano chiesto insieme garanzie sulla prosecuzione dei corsi e sul pagamento dei compensi.

Un incontro cruciale è in programma per lunedì 2 novembre. La CGIL incontrerà Simona Tironi, assessora all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia. Il sindacato si aspetta riscontri concreti sia per i lavoratori sia per gli studenti, che continuano a vivere nell’incertezza sulla conclusione dei propri percorsi formativi.

«Ci auguriamo che dall’incontro con l’assessora Tironi possano arrivare risposte positive e soluzioni praticabili – proseguono Chiesa e Lodetti –. Serve chiarezza sul futuro della Fondazione, sul pagamento degli arretrati e sulle garanzie per gli studenti. Non vogliamo che la formazione si fermi, ma non possiamo nemmeno accettare che la sua continuità venga garantita a spese di chi lavora».

Lo sciopero e il presidio del 4 novembre davanti a JobsAcademy vogliono ribadire una richiesta precisa: stipendi pagati e certezze per il futuro della didattica. Perché il diritto degli studenti a completare il proprio percorso di studi e quello dei docenti a ricevere il compenso per il proprio lavoro devono essere garantiti insieme.

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