(Adnkronos) – A scuola ma senza libri e quaderni. È un ’suono della campanella’ atipico quello che stamattina ha accolto, in 150 istituti scolastici da Piacenza a Rimini, oltre ottomila bambine e bambine delle primarie i cui genitori, su base
volontaria, hanno aderito al progetto 'Settembre insieme' voluto dalla Regione Emilia-Romagna.
La sperimentazione ha preso il via oggi nei 42 Comuni dell’Emilia-Romagna coinvolti nelle Agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile (Atuss), diventando una opportunità concreta per le famiglie che hanno potuto scegliere una offerta educativa e di socialità nelle due settimane che precedono l’avvio dell’anno scolastico, fissato per il prossimo 15 settembre. Niente zaini pesanti: in questo periodo le bambine e i bambini saranno coinvolti da personale educante extrascolastico, in attività formative, ricreative, percorsi multisportivi ma anche laboratori Stem, corsi di lingue e tante altre opportunità di apprendimento informale. Stamattina, a Bologna, ad accogliere quelli iscritti alla scuola primaria ‘Scandellara’ di San Donato-San Vitale erano presenti il presidente della Regione, Michele de Pascale, l'assessora regionale alla Scuola, Isabella Conti, il sindaco della Città Metropolitana di Bologna, Matteo Lepore, e l’assessore del Comune di Bologna, Daniele Ara. “Oggi – hanno affermato il presidente de Pascale e l’assessora Conti – è una giornata molto importante per l’Emilia-Romagna. L’avvio di questa misura è il frutto di una visione che si inserisce nella migliore tradizione educativa della nostra regione, mettendo insieme Comuni, scuole, associazioni e territori. È dal lavoro
condiviso che si è realizzata questa proposta, pensata per aiutare genitori e famiglie a organizzarsi in autonomia, favorendo la conciliazione tra lavoro e cura, senza rinunciare alla qualità educativa del servizio offerto". "La sperimentazione di queste due settimane – hanno proseguito – sarà per noi fondamentale. Non ci limiteremo a osservare i numeri della partecipazione, ma ascolteremo ciò che accadrà concretamente nei territori per migliorare ulteriormente il progetto, soprattutto in vista del prossimo anno, quando la misura diventerà strutturale ed estesa in tutti i comuni dell’Emilia-Romagna. Vogliamo cogliere le indicazioni che ci arriveranno per rispondere al meglio ai bisogni delle bambine e dei bambini e delle loro famiglie, valorizzare le esperienze più efficaci e individuare ciò che dovremo migliorare, insieme ai Comuni”. Presidente e assessora hanno poi anticipato che il prossimo 10 settembre si terrà una conferenza stampa per presentare i dati aggiornati e definitivi sulla partecipazione e l’andamento della sperimentazione. “Un ringraziamento davvero sentito – hanno concluso de Pascale e Conti – va alle sindache e ai sindaci, alle assessore e agli assessori comunali, alle educatrici e agli educatori, alle dirigenti e ai dirigenti scolastici e a tutti gli operatori della scuola che hanno scelto di mettersi a disposizione di questo progetto. Insieme stiamo dimostrando che è possibile costruire risposte nuove, creando spazi e opportunità di socialità, crescita e inclusione perché il futuro comincia dalle bambine e dai bambini e dalla capacità di una comunità di prendersene cura”. “Con l’apertura anticipata delle scuole primarie – ha sottolineato il sindaco Lepore – diamo una risposta concreta a un’esigenza che riguarda tante famiglie: conciliare i tempi del lavoro e quelli della vita familiare, soprattutto nelle settimane in cui l’estate finisce ma la scuola non è ancora iniziata. A Bologna 22 plessi accoglieranno gratuitamente circa 1.700 bambine e bambini, con attività sportive, educative e creative, e con una particolare attenzione all’inclusione. Insieme all'assessore Ara, abbiamo fatto dell'anticipazione del calendario scolastico una nostra battaglia per essere accanto alle famiglie e ai loro bisogni. Ringrazio la Regione Emilia-Romagna, il presidente Michele de Pascale, l’assessora Isabella Conti e tutte le persone che rendono possibile questo progetto. A Bologna la scuola riparte prima, e riparte insieme”. Sono stati i singoli Comuni, in collaborazione con enti e associazioni dei territori, a curare l'organizzazione delle iniziative, definendo le modalità in collaborazione con gli istituti scolastici aderenti. Ogni progetto comunale e territoriale è stato quindi studiato ad hoc, interpretato in base alle singole esigenze e caratteristiche, con personale arruolato in proprio, compreso anche il personale per le pulizie degli spazi della scuola utilizzati. La Regione ha stanziato 3 milioni di euro di risorse regionali. Il progetto riguarda i 42 Comuni delle Atuss e le risorse hanno permesso, in questa fase, di offrire gratuitamente il servizio a tutti gli iscritti. I posti sono quindi stati assegnati gratuitamente dai Comuni sulla base dell'ordine cronologico di presentazione delle domande dando priorità a bambini con disabilità certificata. Questi i
42 Comuni delle Atuss-Agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile, che sono stati coinvolti nella sperimentazione: Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Forlì, Ravenna, Rimini, Cesena con Mercato Saraceno, Montiano Sarsina Nuovo Circondario Imolese (Comuni di Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Dozza, Fontanelice, Imola Mordano Castel Guelfo di Bologna, Castel San Pietro Terme e Medicina. Unione Terre d’Argine (Comuni di Campogalliano, Carpi, Novi di Modena, Soliera). Unione Bassa Romagna (Comuni di Alfonsine, Bagnacavallo, Bagnara di Romagna, Conselice, Cotignola, Fusignano, Lugo, Massa Lombarda e Sant'Agata sul Santerno). Unione Romagna Faentina (Comuni di Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Faenza, Riolo Terme e Solarolo).
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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