La comunità di Seriate , nella provincia di Bergamo , è scossa dalla notizia di una rapina avvenuta lo scorso sabato 6 giugno 2026. I Carabinieri della Tenenza locale hanno identificato e denunciato alla competente Autorità Giudiziaria due giovani, un 17enne e un 19enne residenti in città, entrambi incensurati e gravemente indiziati di aver aggredito e derubato un coetaneo. Il telefono cellulare sottratto è stato recuperato e restituito al legittimo proprietario. L’episodio si è verificato nel tardo pomeriggio di sabato 6 giugno 2026. Secondo la ricostruzione, la vittima sarebbe stata avvicinata dai due ragazzi che, con il pretesto di voler verificare l’orario sul suo telefono cellulare, si sarebbero impossessati del dispositivo. I due avrebbero poi tentato di allontanarsi a bordo di un monopattino. A seguito del tentativo del minore di recuperare il proprio telefono, è scaturita un’aggressione con calci e pugni. La vittima ha riportato lesioni che hanno reso necessario il suo ricovero e le cure mediche presso l’ospedale “Bolognini” di Seriate . Subito dopo l’accaduto, la persona offesa, accompagnata dal padre, ha sporto denuncia presso la Tenenza Carabinieri di Seriate . I militari hanno avviato immediatamente gli accertamenti investigativi, sviluppando le informazioni acquisite e le descrizioni dettagliate fornite dalla vittima. Nel corso dei servizi di controllo del territorio, nella tarda mattinata dell’8 giugno, una pattuglia dell’Arma ha individuato all’interno di un parco cittadino due soggetti ritenuti compatibili con le descrizioni raccolte, procedendo alla loro identificazione. La successiva perquisizione ha consentito di recuperare il telefono cellulare sottratto, che è stato immediatamente restituito al legittimo proprietario. I due giovani sono stati deferiti in stato di libertà alle competenti Autorità Giudiziaria e dovranno rispondere, allo stato delle contestazioni, del reato di rapina aggravata. Si precisa che il fascicolo si trova nella fase delle indagini preliminari e che nei confronti degli indagati sussiste la presunzione di non colpevolezza sino all’eventuale condanna definitiva.
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