“Sì allo spezzatino con carne di nutria”, la mozione del consigliere veneto

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(Adnkronos) –
Spezzatino o stufato di nutria? E' un'idea. "La mia è una proposta assolutamente seria e win-win, dove vinceremmo su tutta la linea in tema di sicurezza ambientale e con un'alimentazione migliore e più sana. E anche commercialmente. Non solo perché risparmieremmo soldi, anzi ne guadagneremmo anche noi, come già fanno in Francia: il patè di ragondin è carissimo", dice all'Adnkronos il consigliere regionale della Lega, il veronese Stefano Valdegamberi, che propone di rendere commerciabile la carne delle nutrie.  "Ho proprio ora in mano la bozza della mozione con cui chiederò alla Regione Veneto di farsene promotore in sede della Conferenza Stato-Regioni, perché le Regioni singolarmente non possono fare nulla. Ci vuole una legge nazionale come è stato fatto per il granchio blu, che da sciagura ora è diventato alimento servito nei ristoranti", spiega Valdegamberi.  Si tratta di rendere la nutria cacciabile e dare alla sua carne un quadro di precise regole igienico-sanitarie "che solo il ministero della Salute può definire", aggiunge il consigliere. La nutria per ora si può mangiare solo privatamente, a casa propria "ma se aprissimo alla loro caccia – continua Valdegamberi – limiteremmo anche i danni che le nutrie stanno facendo in tutta la Pianura padana agli argini dei fiumi, che poi collassano all'improvviso con gravi danni che qualcuno deve poi pagare".  
Anche dal punto di vista nutrizionale per Valdegamberi la nutria sul piatto sarebbe una scommessa già vinta. "La sua carne ha dei valori nutrizionali ottimi ed è una carne sana, dato che è un animale vegetariano che non mangia porcherie e si nutre solo di bacche e germogli e non di altri animali. Molto meglio di tanta carne processata che magari compriamo al supermercato. E anche se non dovesse essere permesso il consumo umano, potrebbe sempre essere impiegata per la produzione di altro cibo per animali. Abbiamo visto tutti con che carne viene fatto in alcuni casi" continua il consigliere veronese.  Valdegamberi stesso ammette però che la prima volta che la mangiò "non mi dissero nulla e pensai che fosse uno spezzatino di coniglio o di lepre – racconta – ma quando domandai 'buona, che carne è?' e mi risposero 'Carne di nutria' non ci volevo credere. Capisco che ci sia anche una questione psicologica, come i tedeschi che quando arrivano sul Garda si fanno problemi a mangiare lumache e rane, mentre la nutria invece la mangiano senza batter ciglio. Come fanno in Patagonia, dove la nutria è un piatto tipico".  Non solo: "Verrebbe riutilizzato davvero tutto se si recuperassero anche le pelli di castorino per farci degli accessori, anziché incrementare le pellicce ecologiche che in fondo sono dei derivati del petrolio, ma che hanno prevalso imponendosi con la forza dell'ideologia ambientalista" conclude Valdegamberi.    
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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