Smontavano auto di lusso pezzo per pezzo due arresti nella notte tra Bergamo, Treviolo e Curno

Smontavano auto di lusso pezzo per pezzo: due arresti nella notte tra Bergamo, Treviolo e Curno

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Colpivano nel cuore della notte, muovendosi tra Bergamo, Treviolo e Curno, smontando auto di lusso pezzo dopo pezzo per poi dileguarsi. Ma il loro piano è stato interrotto dai Carabinieri.

Nella notte tra l’8 e il 9 febbraio 2026, i militari della Sezione Operativa di Bergamo hanno arrestato in flagranza di reato due cittadini di origine albanese, classe 1988 e 1992, già noti alle Forze dell’Ordine, ritenuti responsabili di una serie di furti aggravati ai danni di veicoli in sosta.

Il blitz nella notte

Grazie a un servizio preventivo mirato, i Carabinieri sono riusciti a monitorare gli spostamenti dei sospettati e a documentare le diverse fasi dei colpi.

Il primo furto è avvenuto in via Linneo, a Bergamo, dove i due hanno sottratto con estrema rapidità una Fiat 500L parcheggiata lungo la strada. L’utilitaria è stata poi utilizzata come mezzo per spostarsi nei comuni limitrofi.

A Treviolo i malviventi hanno preso di mira una Mercedes GLC, smontando volante, paraurti, cofano ed entrambi i gruppi ottici anteriori.

Successivamente si sono diretti a Curno, dove hanno colpito una Audi Q8, dalla quale hanno asportato le stesse componenti – volante, paraurti, cofano e fari anteriori – oltre a due seggiolini per bambini presenti nell’abitacolo.

Refurtiva recuperata

Gli accertamenti immediati hanno consentito di ricondurre ai due indagati tutti e tre gli episodi: il furto dell’auto utilizzata per gli spostamenti e i due colpi ai danni delle vetture di lusso.

La Fiat 500L e l’intera refurtiva sono state rinvenute dai militari e restituite ai legittimi proprietari.

Le misure cautelari

I due uomini sono stati arrestati e condotti presso il carcere di Bergamo. All’esito dell’udienza di convalida, il G.I.P. del Tribunale di Bergamo, su richiesta della Procura della Repubblica, ha disposto la custodia cautelare in carcere per il 37enne e gli arresti domiciliari per il complice.

L’operazione si inserisce nel più ampio piano di contrasto ai reati predatori portato avanti dall’Arma dei Carabinieri sul territorio provinciale, sotto il coordinamento della Procura di Bergamo, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza e la tutela dei cittadini.

Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che per gli indagati vale la presunzione di non colpevolezza fino a eventuale condanna definitiva.

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