(Adnkronos) – Il contrasto allo spreco alimentare in Italia ha segnato un'accelerazione senza precedenti nel corso del 2025. Secondo i dati recenti, il volume di pasti recuperati negli ultimi ventiquattro mesi ha quasi eguagliato i risultati ottenuti nel sestennio 2018-2023. Questo cambio di passo riflette una maggiore consapevolezza dei consumatori e una integrazione più profonda delle soluzioni digitali nelle filiere del retail e dell'industria. L'ultimo anno solare si è concluso con un incremento del 13% nel recupero delle eccedenze alimentari rispetto al 2024. Il sistema, basato sul modello dei marketplace per l'invenduto, ha permesso di sottrarre allo smaltimento 7,8 milioni di pasti in un solo anno. La capillarità del servizio è supportata da una rete di 26.000 partner commerciali distribuiti su tutto il territorio nazionale. La community di utenti ha superato quota 12 milioni, con l'ingresso di 2 milioni di nuovi iscritti solo nell'ultimo esercizio, segno di una modifica strutturale delle abitudini di acquisto degli italiani. Il recupero del cibo non è solo una questione etica o economica, ma una necessità ecologica. Il risparmio di 32 milioni di pasti complessivi dall'inizio delle attività si traduce in metriche ambientali significative: Emissioni evitate: circa 86.400 tonnellate di CO2e Risparmio idrico: 25,9 miliardi di litri d'acqua, equivalenti a oltre 10.000 piscine olimpiche
Mirco Cerisola, Country Director Italia di Too Good To Go, ha dichiarato: "Il traguardo dei 30 milioni di pasti salvati complessivamente racconta un percorso di crescita esponenziale e rafforza la nostra ambizione. Vogliamo continuare a crescere, coinvolgendo un numero sempre maggiore di persone e aziende in un modello virtuoso e tangibile contro lo spreco". Il 2025 ha visto il consolidamento di partnership storiche con player del retail come Carrefour Italia, Conad, Esselunga (Bar Atlantic) e l'ingresso di nuovi attori come il Gruppo Finiper e Starbucks. Oltre al commercio al dettaglio, il focus si è spostato sulla fase di trasformazione industriale. Il progetto Box Dispensa, finalizzato a gestire le eccedenze direttamente presso i produttori, ha superato il milione di unità salvate. Oltre 100 aziende agroalimentari, tra cui Bauli, Mutti e Riso Scotti, hanno adottato questa soluzione per ridurre gli scarti derivanti da errori di packaging o scorte eccessive prima che arrivino sugli scaffali. Il modello di gestione delle eccedenze, ormai consolidato in 21 Paesi, ha varcato i confini europei e americani per debuttare in Giappone. L'ingresso nel mercato asiatico è strategico, data la filosofia locale del Mottainai (rispetto per le risorse) e gli obiettivi governativi che mirano a dimezzare lo spreco domestico entro il 2030. A livello globale, la rete ha raggiunto i 500 milioni di pasti salvati, sostenuta da una community di 130 milioni di utenti, confermando la scalabilità di un sistema che trasforma lo scarto in valore per l'azienda, il consumatore e l'ambiente.
—tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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