STEZZANO (BG) – I Carabinieri della Stazione di Stezzano hanno risolto un grave episodio di sparo e tentata estorsione avvenuto nel centro del paese la sera del 22 aprile 2025. Oggi, dopo complesse indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Bergamo , è stato arrestato un uomo classe ’74 e sequestrata la pistola Beretta calibro 9 corto utilizzata per esplodere il colpo. L’arresto è avvenuto il 30 aprile 2026, con il recupero dell’arma il 30 giugno 2026. La vicenda ha avuto inizio la sera del 22 aprile 2025, quando alcuni cittadini di Stezzano, in provincia di Bergamo , segnalarono ai Carabinieri di aver udito un forte rumore, interpretato come uno sparo, proveniente da via Canonici, nei pressi del civico 52. Giunti sul posto, i militari raccolsero le testimonianze di due giovani. Questi riferirono di aver udito chiaramente lo sparo e di aver notato un uomo fuggire da un cortile, seguito da un secondo individuo armato di pistola. Nonostante un sopralluogo iniziale non avesse rivelato elementi evidenti, i Carabinieri di Stezzano avviarono immediatamente una meticolosa attività investigativa. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Bergamo , hanno permesso di accertare la veridicità dello sparo e di identificare il destinatario dell’azione. Si trattava di un uomo classe ’87, nato a Chiari, in provincia di Brescia , residente a Stezzano e già noto alle Forze dell’Ordine. Gli approfondimenti investigativi hanno inoltre rivelato il movente del gesto. L’aggressore vantava un credito di circa 1.700 euro nei confronti della vittima. Questo debito era riferito a pregresse cessioni di sostanza stupefacente. Le attività d’indagine sono state condotte con metodologie tradizionali e strumenti tecnici. I Carabinieri hanno escusso numerosi testimoni e raccolto le dichiarazioni della persona offesa. Fondamentale è stata l’analisi dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti nella zona. Accurate sopralluoghi tecnici hanno portato a scoperte decisive. In un tombino in Piazza Libertà è stato rinvenuto un bossolo calibro 9 mm, compatibile con il colpo esploso. Su una parete prospiciente il luogo dei fatti, è stato individuato un foro da impatto di proiettile. Le immagini delle telecamere hanno documentato gli spostamenti dell’indagato dopo l’evento. Hanno evidenziato tentativi di disfarsi di elementi utili alle indagini, un cambio d’abito improvvisato e una fuga al Sud Italia per “calmare le acque”. Le investigazioni sono proseguite con attività tecniche, acquisendo ulteriori elementi probatori. Questi hanno confermato la responsabilità dell’indagato e documentato le sue successive iniziative. L’uomo aveva tentato di rintracciare la persona offesa per recuperare il denaro preteso con modalità intimidatorie. Sulla base del quadro indiziario, la Procura della Repubblica di Bergamo ha richiesto una misura cautelare. Il G.I.P. di Bergamo ha quindi emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’uomo, un classe ’74, nativo di Milano e residente a Stezzano, già noto alle FF.OO., è stato ritenuto gravemente indiziato. I reati contestati sono tentata estorsione aggravata mediante uso di arma da fuoco e porto e detenzione illegale dell’arma utilizzata. Il 30 aprile 2026, l’uomo è stato tratto in arresto dai Carabinieri di Stezzano. È stato associato presso la Casa Circondariale di Bergamo , a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Le indagini sono proseguite con ulteriori approfondimenti. In questo contesto, l’indagato ha collaborato con gli inquirenti. Ha fornito indicazioni utili al rinvenimento e sequestro di una pistola Beretta calibro 9 corto. L’arma, completa di 11 cartucce dello stesso calibro, è stata indicata come quella utilizzata la sera del 22 aprile 2025. I militari l’hanno recuperata il 30 giugno 2026, impacchettata e sotterrata in un’aiuola vicino all’abitazione dell’indagato. L’arma sequestrata è stata posta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per gli accertamenti balistici e tecnico-scientifici. Si precisa che il fascicolo versa nella fase delle indagini preliminari e che, nei confronti dell’indagato, sussiste la presunzione di non colpevolezza sino all’eventuale condanna definitiva.
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