(Adnkronos) –
Sono state oltre 40 le manifestazioni di lavoratori e studenti che hanno attraversato il Paese da Nord a Sud, venerdì 30 ottobre. Tensioni e scontri a Torino e Roma, dove sono 8 state le persone fermate in seguito ai disordini e 300 quelle identificate. Sono stati oltre 255mila i partecipanti ai cortei in Italia, secondo la stima delle autorità di pubblica sicurezza. Ma secondo l'Usb i partecipanti sono stati "oltre un milione". Solo nella Capitale, secondo gli organizzatori, a scendere in piazza sono stati in "centomila". "Oltre 50mila" a Milano dove la tangenziale è stata invasa per oltre tre ore. Almeno dieci poliziotti feriti il primo bilancio delle manifestazioni tra Mestre e Vicenza. A Roma alcuni manifestanti hanno tentato lo sfondamento verso Circo Massimo. Forze ordine hanno risposto con gli idranti a lanci di bottiglie e petardi. Poco prima, dopo il presidio al ministero dell'Istruzione con lancio di uova, un gruppo ha tentato di raggiungere il Parlamento, ma sono stati bloccati da una carica degli agenti. Otto i fermati nella Capitale, dove gli studenti, ancora in strada, hanno messo a segno ripetuti tentativi di rompere gli sbarramenti delle forze dell’ordine per raggiungere i palazzi istituzionali. Al grido 'corteo, corteo', gli studenti, avendo trovato chiuso l'accesso a Ponte Sisto, si sono diretti verso ponte Garibaldi. Hanno provato ad attraversare il ponte ma si sono trovati davanti i blindati delle forze dell'ordine. A quel punto hanno proseguito sul lungotevere verso l'Isola Tiberina, pure presidiata dalle forze dell'ordine. Gli agenti, in tenuta anti-sommossa hanno chiuso via del Corso all'altezza di piazza Colonna, con blindati piazzati di traverso sulla strada, mentre anche la galleria Sordi è monitorata costantemente per evitare ingressi non autorizzati verso Montecitorio e la sede del governo. Stesso cordone di sicurezza alle spalle di Palazzo Chigi. Nel tardo pomeriggio circa 300 studenti all'altezza di via Claudia avevano iniziato a lanciare oggetti – anche sassi e molotov – contro le forze dell'ordine, che hanno risposto con una carica di alleggerimento. A fuoco cassonetti e biciclette, buttati in mezzo alla carreggiata a sbarrare il passaggio. Al coro di 'Meloni stiamo arrivando' sono tornati in piazza a Torino in migliaia in serata per protestare contro il carovita e contro il riarmo. La nuova mobilitazione è promossa dagli occupanti del Campus Einaudi e da Torino per Gaza. Ad aprire il corteo lo striscione 'Ogni polo sarà una barricata. Noi la guerra non la paghiamo'. "Siamo stanchi di questa vita, di non riuscire più a fare la spesa, a fare benzina, stanchi di una Sanità al collasso, di scuole che cadono a pezzi e di un'Università, dove la precarietà è devastante – hanno scandito i manifestanti dal megafono – e di fronte a tutto questo la risposta del governo è niente". "Questo – hanno aggiunto – e’ nuovo movimento che ogni sabato scenderà in piazza fino a che le cose non cambieranno, non siamo stanchi e non ci stancheremo, oggi come i prossimi sabati dobbiamo essere sempre di più fino a bloccare ogni arteria di questo Paese". Nel pomeriggio c'erano stati scontri in piazza Castello, dove il corteo era avanzato fin contro lo schieramento di forze dell'ordine poste a protezione del palazzo della prefettura. Durante l'avanzata contro i reparti schierati erano state lanciate uova, gavettoni di vernice e alcune bottiglie di plastica e vetro. Le forze dell'ordine avevano risposto con cariche di alleggerimento e con l'utilizzo dell'idrante. Due persone sono rimaste ferite e portate via con l'ambulanza. Saranno sottoposte a controlli insieme ad altre tre, portate in Questura. Tensioni c'erano già state quando il corteo, partito da Palazzo Nuovo, era arrivato in via Po e quello proveniente dal Campus Einaudi occupato aveva tentato di unirsi trovando il blocco delle forze dell’ordine. Qualche spinta e qualche accensione di fumogeno, accompagnati dal coro 'fuori la polizia dal corteo'.
A Milano sono state circa 25mila le persone scese in piazza. Per tre ore i manifestanti contro il carovita hanno ‘invaso’ la tangenziale est, riempiendo tutte le corsie di marcia e puntando verso Cascina Gobba. Esplosa anche una batteria di petardi. Nel tratto tra Cascina Gobba e Lambrate i manifestanti – oltre 30mila tra lavoratori e studenti – hanno affisso un enorme striscione con scritto “Gen Maranza”, aggiungendo al megafono: “Siamo tutti maranza, se vi piace chiamarci così”. In un cartello si cita il comunicato pubblicato sulle pagine del ‘Movimento 17 ottobre’, amministrate da Youssef Siher: "Lo Stato ci piscia addosso e i media dicono che piove". Sullo spartitraffico della tangenziale sono apparse anche alcune scritte con la vernice nera: 'Salvini e Meloni appesi' e 'Free Gaza'.
A Napoli, dopo oltre un'ora di trattativa con le forze dell'ordine che bloccavano l'accesso, i manifestanti hanno invaso pacificamente il varco Bausan al Porto di Napoli. Durante l'azione dimostrativa altri partecipanti al corteo hanno anche lanciato nelle fiamme delle banconote di carta fasulle. "Ancora una volta, va riconosciuta la competenza e la professionalità con cui le nostre Forze dell’ordine hanno saputo gestire decine di manifestazioni nelle principali città del Paese. A dimostrazione che la sicurezza deve essere perseguita come presidio fondamentale per garantire l’esercizio di ogni libertà.Tutti i dispositivi messi in campo si sono distinti per equilibrio ed efficacia: qualità che hanno permesso di tutelare un diritto fondamentale dei cittadini, quello di manifestare pacificamente, nonostante il tentativo di alcuni soggetti di provocare disordini e violenze". Lo ha dichiarato il ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, parlando dei cortei che si sono svolti oggi in diverse città italiane.
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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