(Adnkronos) – Il progetto Age-It, “finanziato con il Pnrr è un progetto fondamentale sull’invecchiamento, che ha avuto un forte investimento sia in termini economici sia di personale. Abbiamo più di mille ricercatori e oltre 2mila pubblicazioni. Abbiamo fatto veramente tantissime cose. Questo non è solo un progetto, ma un programma. Non vogliamo che, finito il Pnrr, tutto si chiuda, perché altrimenti sarebbe un investimento sprecato. L’idea è continuare a lavorare e portare nel dibattito pubblico una visione di demografia positiva: l’invecchiamento è una sfida, non un problema. Noi dobbiamo pensare che esiste una nuova fase della vita, dopo quella che consideriamo età pensionabile, intorno ai 65 anni, c’è una fase in cui le persone sono istruite, ancora in buona salute, si dedicano al volontariato e possono continuare a dare molto”. Così Cecilia Tomassini, Università del Molise – Age-It, intervenendo al dibattito istituzionale 'La demografia cambia la società', nuovo appuntamento del ciclo di eventi Adnkronos Q&A, in corso al Palazzo dell'Informazione di Roma. L’invecchiamento “non è tutto uguale e i nuovi anziani sono più istruiti – aggiunge Tomassini – e questo significa che fanno maggiore prevenzione, hanno uno stato di salute migliore e vivono più a lungo. In Italia, un uomo con una laurea vive in media sei anni in più rispetto a chi non ha un titolo di studio alto: quando pensiamo alle pensioni c’è anche questo elemento da considerare. I nuovi anziani, inoltre, sono più digitali rispetto al passato, quindi hanno maggiori possibilità di intervenire su vari aspetti: la salute, la telemedicina, l’accesso alle conoscenze attraverso internet. Sono tutti elementi che migliorano rispetto al passato. Le famiglie quindi sono più povere in termini di componenti orizzontali, meno fratelli, sorelle, cugini, ma con più interazioni verticali, con figli, nipoti e probabilmente anche pronipoti”. Gli studi portati avanti con Age-It “misurano come contrastare il declino cognitivo, ma anche le disuguaglianze: territoriali, generazionali – sottolinea Tomassini – Abbiamo creato indici che cercano di capire se gli anziani, in termini di risorse e di peso politico, abbiano lo stesso peso dei giovani. Lo facciamo anche rispetto al carico di cura, perché le donne passano circa il 30% della loro vita in condizioni di maggiore carico rispetto agli uomini. Sono tutti aspetti che ci aiutano a comprendere meglio la sfida dell’invecchiamento e – conclude – a prendere decisioni politiche più consapevoli e più sagge”.
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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