(Adnkronos) – Con la fine dell'estate e il rientro alle attività quotidiane torna l'incubo scioperi. Brutte notizie in particolare per i viaggiatori che hanno scelto settembre per partire o per chi dovrà prendere l’aereo nei prossimi giorni, perché con la fine della franchigia estiva, scaduta il 5 settembre, torna a farsi sentire il rischio di scioperi nel trasporto aereo. Il primo appuntamento è previsto per domenica 13 settembre, quando il personale dei servizi di terra di diversi aeroporti italiani incrocerà le braccia. L'astensione dal lavoro interesserà, tra gli altri, gli scali romani di Fiumicino e Ciampino, Malpensa, Torino, Venezia con uno stop che avrà una durata variabile tra le 4 ore e l'intera giornata, a seconda della struttura. Gli stop, da 4 ore fino all’intera giornata, potrebbero provocare ritardi e cancellazioni per centinaia di migliaia di passeggeri. AirHelp fa il punto sui diritti dei viaggiatori, chiarendo cosa spetta in caso di cancellazione o ritardo e perché lo sciopero del personale di terra non esclude automaticamente la possibilità di ottenere una compensazione fino a 600 euro. “È un malinteso comune -spiega l’avvocato Mariana Giuliano, esperta di diritti dei passeggeri di AirHelp- pensare che qualsiasi sciopero aeroportuale annulli automaticamente il diritto alla compensazione pecuniaria. Ai sensi del Regolamento Ue 261/2004, uno sciopero del personale di terra può essere considerato una 'circostanza eccezionale', ovvero una situazione al di fuori del controllo della compagnia aerea che, se dimostrata, la esenta dal pagamento della compensazione. Tuttavia, le compagnie aeree non ottengono questa esenzione in automatico ma devono provare che quel particolare sciopero ha inciso in modo diretto e inevitabile su quello specifico volo, e non semplicemente che in quel giorno c'era uno sciopero in corso da qualche parte nel sistema", aggiunge. Secondo Giuliano "la Corte di Cassazione italiana ha ribadito questo principio in una recente pronuncia, respingendo l'utilizzo da parte delle compagnie aeree di prove generiche o di presunti 'effetti a catena' per giustificare il rifiuto di pagare la compensazione. Di conseguenza, i passeggeri non dovrebbero dare per scontato di essere esclusi automaticamente dal risarcimento, che può arrivare fino a 600 euro. Se la compagnia aerea non è in grado di presentare prove specifiche, i passeggeri potrebbero ancora averne diritto, oltre a mantenere le altre tutele previste in materia di assistenza, rimborso e riprotezione su voli alternativi”, continua ancora. Per affrontare al meglio questa situazione AirHelp, spiega quali sono i diritti dei passeggeri coinvolti per chi deve partire nei giorni interessati, il primo accorgimento è monitorare costantemente lo stato del proprio volo attraverso i canali ufficiali della compagnia aerea e dell'aeroporto, che possono comunicare rapidamente eventuali modifiche all'orario o alla programmazione del collegamento. In questo modo è possibile sapere per tempo se il proprio volo è confermato oppure se sono state introdotte variazioni. Nel caso in cui il volo venga cancellato, i passeggeri hanno diritto a scegliere tra un trasporto alternativo e il rimborso completo del biglietto. In genere è la compagnia aerea a proporre una soluzione, come una nuova prenotazione su un altro volo o per i collegamenti nazionali la possibilità di proseguire il viaggio in treno. Se la compagnia non interviene autonomamente o non riesce a trovare un'alternativa adeguata, è importante conservare le prove dei tentativi fatti per contattarla, dalle e-mail agli screenshot delle app, dalle conversazioni in chat alle chiamate al servizio clienti, così da dimostrare di averle dato una possibilità concreta e ragionevole di organizzare il viaggio. Solo se la compagnia rifiuta la riprotezione, è completamente irraggiungibile oppure propone un'alternativa molto più scomoda rispetto alle altre opzioni disponibili, il passeggero può organizzare autonomamente un trasporto alternativo. In questi casi è importante scegliere una soluzione dal costo ragionevole e conservare tutte le ricevute, perché saranno rimborsabili solo le spese comparabili a quelle che avrebbe sostenuto la compagnia. L’avvocato Giuliano ricorda inoltre che “per i voli che accumulano più di cinque ore di ritardo o vengono riprogrammati a una data successiva, la compagnia aerea è tenuta a offrire il rimborso integrale del prezzo del biglietto. Se il passeggero sceglie il rimborso completo del biglietto il viaggio si considera concluso e il passeggero dovrà organizzare e pagare autonomamente eventuali spostamenti successivi o il ritorno. Chi preferisce invece raggiungere la destinazione può usufruire di una prenotazione alternativa, con la compagnia che deve coprirne il costo e, quando necessario, garantire anche vitto, bevande e pernottamento, compreso il trasferimento verso la struttura. In ogni caso, è consigliabile chiedere prima questi servizi alla compagnia e conservare tutte le ricevute delle spese sostenute”.
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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