Trescore Balneario, professoressa accoltellata da 13enne: l’aggressione in diretta social e con la maglia ‘vendetta’

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(Adnkronos) – L'aggressione ripresa con un telefono cellulare appeso al collo e trasmessa in diretta social. La scritta 'vendetta' sulla maglietta indossata sopra ai pantaloni mimetici. La scacciacani nello zaino e in casa del materiale 'potenzialmente esplosivo', su cui sono in corso accertamenti dei carabinieri. Con l'andare delle ore si aggiungono dettagli sempre più inquietanti sull'accoltellamento avvenuto questa mattina alla scuola media 'Leonardo da Vinci' di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo. Erano le 7.45, gli studenti erano entrati da cinque minuti nell'istituto di via Damiano Chiesa, quando nel corridoio centrale, davanti alla porta della classe, un ragazzo di terza, di soli 13 anni, ha estratto un coltello e colpito con almeno due fendenti la professoressa di francese, davanti agli occhi dei compagni e in diretta social, prima di venire bloccato da altri docenti e poi consegnato ai carabinieri.  La professoressa di 57 anni, "esile e piccolina" – la descrive chi la conosce – stesa a terra in un lago di sangue, trasportata in codice rosso in elisoccorso all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. La trasfusione in quota – 'blood on board' il termine tecnico – e l'intervento d'urgenza in ospedale, durato due ore e mezza, sembrano aver scongiurato il pericolo di morte, ma la 57enne resta ricoverata in terapia intensiva e in prognosi riservata. "È la professoressa più severa della scuola, ma è bravissima", dicono gli ex allievi che alla spicciolata arrivano in via Damiano Chiesa per avere notizie dell'insegnante appassionata di lingue e soprattutto del suo lavoro. Nella scuola intanto intervengono gli psicologi, per una prima assistenza ai compagni di classe del 13enne, riportati a casa in mattinata dai genitori.  Quando suona la campanella delle 13.40 i giovanissimi studenti vengono fatti uscire dal retro, mentre nell'entrata principale sono ancora impegnati i carabinieri per i rilievi. "Siamo tutti sotto choc", dice una mamma. In paese le fanno eco in tanti. "Era un bambino tranquillo", ricordano all’oratorio di Zandobbio, il comune accanto dove il 13enne è cresciuto, prima di trasferirsi con la madre a Trescore Balneario.  È lì, nell'appartamento perquisito nel primo pomeriggio dai carabinieri del nucleo investigativo di Bergamo, coordinati dalla Procura per i minorenni di Brescia, che viene trovato e sequestrato materiale 'potenzialmente esplosivo' e non solo, su cui verranno fatti approfondimenti nei prossimi giorni. Così come resta da capire come si sia procurato le armi il 13enne, che ha "un aspetto da bambino", mormorano in paese, guardando la foto che circola nelle varie chat.  
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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