Treviglio: presentati nell’Orto Botanico i primi frutti di “Ritmi di Crescita” per la salute mentale

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Treviglio, sabato 10 ottobre 2026. L’Orto Botanico della città ha ospitato la presentazione di “Ritmi di Crescita: dal seme al suono”, un progetto innovativo che coltiva la salute mentale attraverso l’ortoterapia. Promosso da ASST Bergamo Ovest, l’Associazione il Girasole, la Fondazione Mons. Portaluppi e co-finanziato dalla Fondazione Cassa Rurale di Treviglio, l’iniziativa permette ai pazienti di curare la terra e le relazioni, creando un diario sonoro delle loro esperienze.

L’iniziativa si inserisce nelle attività dedicate alla Settimana della Salute Mentale e rappresenta un’esperienza di psichiatria di comunità rivolta ai pazienti afferenti ai servizi del Dipartimento Salute Mentale e delle Dipendenze. Trasforma la cura in un percorso condiviso di crescita vegetale, emotiva e relazionale, coinvolgendo attivamente i partecipanti in ogni fase della coltivazione.

Nei mesi estivi, i pazienti Omar, Carlo, Davide, Stanislao, Roberto e Manuel hanno lavorato con impegno alla preparazione del terreno, alla semina e alla cura di ortaggi come basilico, cavoli, finocchi, insalate, pomodori e zucchine.

“L’ortoterapia rappresenta uno strumento di cura ‘doppia’: la cura delle piante rispecchia la cura di sé e la ricostruzione dei legami con la comunità”, spiega Fabrizia Colmegna, Direttore della Struttura Complessa Psichiatria Sud Ovest. “Attraverso l’assegnazione di uno spazio di terreno, i pazienti stanno sperimentando il valore della responsabilità, dell’attesa e della gestione della fatica e, quest’estate, anche del caldo”.

Rossana Tarenghi, Educatrice del Centro Diurno di Treviglio, segue i ragazzi ogni lunedì mattina: “È stato un modo per riprendere i rapporti con il territorio e costruire qualcosa insieme. I nostri pazienti, che svolgono le attività a Romano di Lombardia per la ristrutturazione della sede, sono stati molto felici di tornare a svolgere attività a Treviglio. Vedere in questi tre mesi i ragazzi scaricare la terra, preparare il terreno e seguire ogni settimana il ritmo della crescita è stato un percorso significativo, fatto anche di fatica, che aiuta a crescere”. Anche Paolo Lecchi, Educatore del CD, affianca i ragazzi in un’altra fascia giornaliera.

Il personale sanitario offre un supporto costante, aiutando i partecipanti a trasformare il ciclo colturale in un esercizio di resilienza e progettualità. A guidare le attività operative nell’orto è Marco Locatelli, pedagogista della Fondazione Portaluppi e appassionato di botanica, che ricopre anche il ruolo di supporto giardiniere. “Oggi raccogliamo i cavolo cappuccio, alcune zucchine (di cui una di circa 3 kili), i fiori di zucchine e cimiamo il basilico che è cresciuto rigoglioso”, racconta Locatelli, che sta valutando l’introduzione di una compostiera per riutilizzare gli scarti come fertilizzante naturale.

Ciò che rende unico “Ritmi di Crescita” è la sua dimensione espressiva e sonora, come evidenziato da Chiara Viglietti, vicepresidente della Fondazione Portaluppi. Parallelamente al lavoro sulla terra, i pazienti mantengono un “Diario” dove pensieri e narrazioni legate all’attesa e al lavoro agricolo si fonderanno, in una seconda fase, con ritmi musicali che riproducono i suoni della natura e degli attrezzi agricoli. L’obiettivo finale sarà la realizzazione di un Audio-Documentario e l’installazione di QR Code nell’orto, permettendo ai visitatori di ascoltare le storie e i suoni che hanno accompagnato la nascita di ogni coltivazione.

Mauro Bani, Presidente de Il Girasole ODV e capofila del progetto, esprime grande entusiasmo: “L’ortoterapia e la psichiatria di comunità mostrano come gli strumenti della cura debbano uscire dai luoghi tradizionali per intrecciarsi con la vita, la natura e il lavoro di rete con i diversi enti presenti sul territorio”. Alla mattinata ha partecipato anche Giovanni Grazioli, Presidente della Fondazione Cassa Rurale, co-finanziatrice del progetto: “È bello aver potuto assistere ad una mattinata ‘sul campo’ in ogni senso. Ora speriamo che i ragazzi possano utilizzare al meglio questi nuovi spazi e mi auguro si possa continuare a collaborare anche in futuro con l’ASST Bergamo Ovest in altre iniziative”.

Rosetta Gagliardo, Commissario Straordinario ASST Bergamo Ovest, sottolinea la forza della rete: “La vera forza di questo progetto sta nella capacità di fare rete. La salute mentale esce dai percorsi strettamente clinici per incontrare il territorio e le sue risorse. Per i nostri pazienti l’ortoterapia non è solo un’attività pratica, ma un potente strumento terapeutico e riabilitativo: curare un orto significa imparare a prendersi cura di sé e degli altri, ritrovare tempi giusti, lavorare in squadra ed uscire dai luoghi di cura per riappropriarsi dello spazio pubblico e sociale. È così che la riabilitazione diventa reale inclusione”.

“Le attività risocializzanti e riabilitative rappresentano una colonna portante dei percorsi di cura in ambito psichiatrico”, aggiunge Luca Moltrasio, Direttore Dipartimento Salute Mentale e delle Dipendenze. “Iniziative di questo tipo permettono ai pazienti di uscire dalle dinamiche puramente cliniche e di sperimentarsi in contesti operativi, relazionali e comunitari concreti. Favorire l’autonomia, riscoprire le proprie abilità e sentirsi parte attiva di un progetto condiviso nel territorio sono passaggi fondamentali per contrastare lo stigma della malattia mentale e restituire dignità, valore e centralità alla persona”.

La collaborazione tra gli enti coinvolti prosegue con l’obiettivo di ampliare ulteriormente l’area coltivata e rafforzare la rete di inclusione sociale sul territorio trevigliese, offrendo una prospettiva di cura innovativa che guarda al benessere della persona nella sua totalità, integrando natura, comunità e creatività. Per maggiori dettagli e foto, è possibile visitare il sito di ASST Bergamo Ovest.

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