(Adnkronos) – I risultati positivi dello studio di fase 3 'Volga' "hanno dimostrato che il trattamento perioperatorio con durvalumab in combinazione con enfortumab vedotin (Ev) neoadiuvante ha evidenziato miglioramenti statisticamente significativi e clinicamente rilevanti dell'endpoint primario di sopravvivenza libera da eventi (Efs) e dell'endpoint secondario chiave di sopravvivenza globale (Os) nei pazienti con carcinoma della vescica muscolo-invasivo (Mibc) resecabile rispetto allo standard di cura. I pazienti non erano idonei alla chemioterapia a base di cisplatino o l'avevano rifiutata. I pazienti nel braccio di confronto sono stati sottoposti a cistectomia radicale (intervento chirurgico per rimuovere la vescica) con o senza trattamento adiuvante approvato". Questi risultati saranno presentati oggi in una sessione 'proffered paper' durante il presidential symposium I al congresso 2026 della European Society for Medical Oncology (Esmo) a Madrid. Sono stati inoltre pubblicati simultaneamente nel 'The New England Journal of Medicine'. "All’analisi intermedia pianificata – informa una nota – il trattamento perioperatorio con durvalumab associato a Ev neoadiuvante ha dimostrato una riduzione del 49% del rischio di progressione di malattia, recidiva, mancata esecuzione dell’intervento chirurgico o decesso rispetto al braccio di confronto (rapporto di rischio [HR] per Efs pari a 0,51; intervallo di confidenza [IC] al 95% 0,38-0,67; p
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