Usa, amministrazione Trump approva vendita armi a Israele per 2,8 miliardi

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(Adnkronos) –
L’amministrazione Trump ha approvato la vendita di bombe pesanti a Israele per un valore di 2,8 miliardi di dollari, in quello che si annuncia come uno dei più imponenti approvvigionamenti di armi a Israele da parte americana. A scriverne è il New York Times citando un funzionario statunitense. La vendita includerebbe 40mila bombe da una tonnellata, il cui impiego da parte di Israele a Gaza e in Libano ha suscitato indignazione a livello internazionale a causa dei danni causati alla popolazione civile. Le organizzazioni per i diritti umani e alcuni governi stranieri hanno condannato Israele per aver sganciato queste munizioni giganti in aree densamente popolate.  L'accordo includerebbe 20mila esemplari di bombe MK-84 e di Blu-117 da una tonnellata circa. Fornirebbe inoltre a Israele 20mila testate I-2000 anti-bunker, che esplodono a tempo dopo aver sfondato una superficie esterna come terra, roccia o cemento.  Il Dipartimento di Stato ha recentemente inviato la proposta di accordo a due commissioni del Congresso per ottenere un’approvazione informale, ha affermato il funzionario. La produzione e la consegna delle munizioni richiedono solitamente mesi o anni, ma esistono modi per accelerare il processo, sottolinea il New York Times.  A metà del 2024, l’amministrazione Biden ha sospeso una spedizione di bombe da una tonnellata destinate a Israele a causa dei timori relativi al loro impiego in aree civili densamente popolate.  Il presidente Trump ha autorizzato la spedizione pochi giorni dopo il suo insediamento, lo scorso gennaio. Sebbene i leader del Congresso possono comunicare all’amministrazione la loro opposizione all’accordo, il Segretario di Stato Marco Rubio può esercitare i poteri di emergenza per procedere comunque con la vendita, come ha già fatto più volte, oppure limitarsi a dichiarare che intende portarla avanti. L’amministrazione potrebbe quindi aggirare la necessità di ottenere l’approvazione informale del Congresso e annunciare formalmente che la vendita sta avvenendo. In tali casi, per bloccare l'accordo sia la Camera che il Senato dovrebbero approvare una risoluzione che richiederebbe il sostegno dei due terzi di ciascun organo.   
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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