I Carabinieri della Stazione di Albino (BG), supportati dal Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Clusone, hanno diffuso oggi, lunedì 10 agosto 2026, i dettagli di un’importante operazione conclusasi il 7 agosto. L’indagine, coordinata dalla Procura per i minorenni di Brescia, ha portato all’esecuzione di sette misure cautelari nei confronti di altrettanti giovani ritenuti responsabili di gravi episodi di estorsione e rapina, commessi tra il 2024 e il 2025 in danno di minori nella Bassa Val Seriana.
L’articolata attività investigativa del Comando Provinciale di Bergamo ha permesso di accertare una serie di eventi criminosi perpetrati ai danni di coetanei. Gli episodi contestati, documentati grazie alle numerose denunce sporte dalle vittime e al meticoloso lavoro di acquisizione probatoria svolta dai militari, avvenivano principalmente in luoghi pubblici, in prossimità di esercizi commerciali e a bordo dei convogli ferroviari regionali.
Le indagini hanno evidenziato due diverse tipologie di reato:
- Estorsione: In questi casi, i soggetti identificati terrorizzavano le vittime, di poco più giovani, ricorrendo costantemente a minacce talvolta gravi, veicolate anche tramite piattaforme di messaggistica istantanea. Lo scopo era costringerle a consegnare denaro in più occasioni, dietro la minaccia di ritorsioni fisiche. Alcuni familiari si sono rivolti ai Carabinieri dopo aver appreso la gravità della situazione e aver realizzato che il figlio era arrivato a consegnare una cifra rilevante agli estorsori.
- Rapina: Gli indagati ricorrevano a violente aggressioni fisiche, circondando le giovani vittime e colpendole con calci e pugni, per sottrarre denaro e oggetti personali di valore economico.
Il quadro indiziario raccolto ha permesso alla Procura di ottenere dal Tribunale per i minorenni l’emissione dei provvedimenti cautelari, finalizzati a interrompere le condotte criminose e impedire ulteriori atti di violenza. Le misure variano a seconda della gravità delle singole posizioni e della pericolosità accertata, comprendendo:
- il collocamento in comunità per i profili di maggiore pericolosità o necessità di tutela;
- il collocamento presso l’abitazione familiare con prescrizioni comportamentali rigide e l’obbligo di permanenza in casa in orari serali e notturni, al fine di allontanare gli indagati da contesti a rischio e prevenire contatti con le vittime.
Le Forze dell’Ordine incoraggiano i cittadini e le famiglie delle vittime a rivolgersi con fiducia, sottolineando che la collaborazione attraverso segnalazioni e denunce è fondamentale e determinante per la prevenzione di analoghi episodi.
Si ricorda che il fascicolo versa nella fase delle indagini preliminari e che nei confronti degli indagati sussiste la presunzione di non colpevolezza sino all’eventuale condanna definitiva.
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