Valbrembo, Centurioni Marchesi: «Doppio standard di Forza Italia sui diritti delle minoranze» dopo il nuovo Regolamento

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VALBREMBO (BG) – La consigliera comunale di minoranza Elena Centurioni Marchesi lancia un duro attacco, denunciando un “cortocircuito politico e istituzionale” tra Bergamo e Valbrembo. La rappresentante contesta il “doppio standard” di Forza Italia sui diritti delle minoranze: difesa delle prerogative a Bergamo per il caso del consigliere indipendente Cesare Di Cintio, ma restrizioni a Valbrembo con l’approvazione di un nuovo Regolamento del Consiglio Comunale, che le avrebbe impedito di partecipare e votare da remoto. «Quando i regolamenti vengono usati per restringere gli spazi democratici, il problema non è mai tecnico: è politico» dichiara Elena Centurioni Marchesi , intervenendo sui fatti accaduti nei comuni di Bergamo e Valbrembo, in Val Seriana, e sottolineando il comportamento “diametralmente opposto” dei rappresentanti politici di Forza Italia. La consigliera ha letto con attenzione le parole pronunciate a Bergamo in difesa delle prerogative dei consiglieri comunali. «Sono principi giusti, che condivido: i regolamenti non devono diventare strumenti per isolare le minoranze, limitare il confronto o rendere più difficile l’esercizio del mandato elettivo. Peccato che a Valbrembo, pochi giorni fa, sia accaduto qualcosa di molto simile, ma a parti politiche invertite» afferma Centurioni Marchesi. Durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale di Valbrembo, la consigliera aveva chiesto formalmente di poter partecipare e votare da remoto, trovandosi fuori territorio per motivi personali. Una possibilità prevista dal regolamento allora vigente per i casi di impossibilità alla presenza fisica. «La mia richiesta è stata respinta perché definita tardiva. Ma il regolamento comunale in vigore non prevedeva alcun termine di preavviso per i consiglieri» spiega. Non solo: una contro-contestazione scritta, che chiedeva di essere letta in aula, non è stata accolta dall’Amministrazione. Pochi minuti dopo, tuttavia, la maggioranza ha approvato un emendamento al nuovo regolamento per inserire proprio quei paletti che prima non esistevano. «È difficile non vedere il cortocircuito politico e istituzionale» sottolinea la consigliera. Per Centurioni Marchesi il nodo politico è evidente. A Valbrembo la maggioranza si presenta come lista civica, ma al suo interno siedono figure riconducibili a Forza Italia, tra cui il coordinatore comunale, l’assessore Giancarlo Amadei e altri tesserati. «Per questo il doppio standard è ancora più evidente: a Bergamo Forza Italia denuncia il rischio che i regolamenti vengano usati contro le minoranze; a Valbrembo, invece, una maggioranza con una forte componente di quell’area approva norme più rigide proprio sugli strumenti di partecipazione e controllo» attacca. Il punto, secondo la consigliera, non riguarda solo la sua posizione personale, ma il rispetto dei cittadini rappresentati dalle minoranze. «Mi è stato impedito di partecipare e di esprimere il mio voto sulle delibere della serata. Non è stato tolto qualcosa a me, ma ai cittadini che rappresento» ribadisce. In aula, Fratelli d’Italia e Lega hanno votato contro il nuovo regolamento. Centurioni Marchesi chiarisce: «anche io, se mi fosse stato consentito partecipare, avrei espresso voto contrario. Concordo in pieno con le altre forze di opposizione e sulle loro ragioni». La consigliera contesta anche la nota ufficiale dell’Amministrazione, diffusa in risposta a un articolo di stampa, nella quale il primo cittadino ha presentato il nuovo testo come uno strumento di ordine, trasparenza e garanzia. «La versione del Sindaco è solo un tentativo inaccettabile di riscrivere la realtà: quanto ha affermato non corrisponde ai fatti. La verità è che si è voluto coprire un diniego che non poteva essere motivato a termini di regolamento, ricorrendo poi a una pezza a colori che espone l’Amministrazione a una pessima figura istituzionale». Le contraddizioni e l’arretramento sul fronte della trasparenza, secondo Centurioni Marchesi, emergono chiaramente analizzando i punti chiave del nuovo testo. «Nel nuovo regolamento vengono introdotte sedute dedicate alle interrogazioni e alle interpellanze con cadenza bimestrale, mentre il TUEL prevede risposte entro trenta giorni. Inoltre si prevede che, di norma, in quelle sedute non sia presente il Segretario Comunale. Non mi pare un rafforzamento delle garanzie democratiche: mi pare un arretramento evidente». Centurioni Marchesi respinge anche la narrazione secondo cui l’Amministrazione avrebbe sempre garantito piena disponibilità, risposte e documentazione alle opposizioni. «Il Sindaco dichiara cose non reali. Invito semplicemente cittadini e stampa a verificare gli atti, a leggere il nuovo regolamento, a visionare le sedute dei Consigli Comunali precedenti e i documenti di questi anni, per valutare se questa Amministrazione sia stata davvero così disponibile come sostiene». La consigliera conclude: «Chi siede in Consiglio Comunale sa bene quante volte siano stati necessari solleciti, richieste formali e contestazioni per ottenere riscontri, chiarimenti o documentazione, che non sempre sono arrivati. La disponibilità istituzionale si misura nel rispetto quotidiano delle prerogative dei consiglieri». Per Centurioni Marchesi resta aperto soprattutto il tema della coerenza politica. «Le regole della democrazia devono valere sempre, non solo quando fa comodo. Non si può difendere il consigliere di minoranza a Bergamo e poi, a pochi chilometri di distanza, sostenere o giustificare un regolamento che restringe gli spazi di intervento, controllo e partecipazione delle opposizioni». «I regolamenti comunali non sono proprietà della maggioranza di turno. Servono a garantire equilibrio, trasparenza e partecipazione. Quando vengono modificati in corsa per coprire un diniego o per rendere più difficile il lavoro delle minoranze, il danno non è all’opposizione: è alla credibilità dell’intera istituzione».
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