VALORIZZAZIONE DELLA FIGURA DELL’EDUCATORE NELLE RSA, INVERNICI (FDI): “UN PASSO AVANTI PER IL BENESSERE DELLE PERSONE FRAGILI E PER CHI SE NE PRENDE CURA OGNI GIORNO”

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Milano, 11 novembre 2025 – Restituire centralità alla dimensione umana della cura, riconoscendo il valore di chi ogni giorno accompagna gli anziani e le persone fragili nel loro percorso di vita: con questo obiettivo il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato la risoluzione sulla valorizzazione della figura dell’educatore nelle RSA, presentata dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Sostenibilità sociale, casa e famiglia, Diego Invernici.

Il documento nasce da un lungo lavoro di ascolto e confronto condotto all’interno della IX Commissione e del relativo gruppo di lavoro dedicato, e punta a riconoscere e rafforzare il ruolo dell’educatore professionale sociosanitario come figura chiave per la qualità della vita e della cura all’interno delle Residenze Sanitarie Assistenziali.

“Oggi abbiamo compiuto un passo avanti importante per il benessere delle persone fragili e per chi se ne prende cura ogni giorno – dichiara Invernici –. Le RSA non sono più solo luoghi di cura sanitaria, ma contesti complessi in cui convivono fragilità fisiche, cognitive, comportamentali ed emotive. La presenza strutturata dell’educatore è ciò che garantisce continuità relazionale, qualità della vita e coesione dell’équipe di lavoro.” La risoluzione impegna la Giunta regionale a promuovere iniziative per il riconoscimento e la valorizzazione della figura dell’educatore professionale, a differenziare le attività educative da quelle meramente animative, e ad avviare campagne di sensibilizzazione e orientamento verso i percorsi universitari dedicati. Prevede inoltre l’istituzione di un tavolo tecnico permanente con RSA, università, educatori e associazioni di categoria, per definire linee guida operative, monitorare gli interventi educativi e individuare forme di premialità per le strutture che investono in progettualità educative e relazionali. “Rendere centrale la figura dell’educatore nelle RSA – prosegue Invernici – significa investire sulla relazione, sulla dignità e sulla qualità della vita di ogni ospite. Significa dire, con forza, che la buona cura non si misura solo in prestazioni sanitarie, ma nella capacità di vedere la persona nella sua interezza.”

La proposta, coerente con le linee del Piano Nazionale della Cronicità, del PNNA 2022-2024 e della Missione 6 del PNRR, rafforza l’approccio bio-psico-sociale alla cura e riconosce la funzione educativa come determinante di salute, in linea con le politiche europee sull’invecchiamento attivo e sulla qualità della vita.

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