Venezuela, ira Caracas: “Raid Usa per avere il nostro petrolio”

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(Adnkronos) – Dopo i raid Usa nella notte, "la Repubblica Bolivariana del Venezuela respinge, ripudia e denuncia alla comunità internazionale la grave aggressione militare perpetrata dall'attuale Governo degli Stati Uniti d'America contro il territorio venezuelano e la sua popolazione nelle aree civili e militari di Caracas, capitale della Repubblica, e degli stati di Miranda, Aragua e La Guaira. Questo atto costituisce una flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite, in particolare degli articoli 1 e 2, che sanciscono il rispetto della sovranità, l'uguaglianza giuridica degli Stati e il divieto dell'uso della forza. Tale aggressione minaccia la pace e la stabilità internazionale, in particolare in America Latina e nei Caraibi, e mette seriamente in pericolo la vita di milioni di persone". Così, in un comunicato, il governo del Venezuela condanna gli attacchi degli Stati Uniti al Paese. "L'obiettivo di questo attacco – prosegue il comunicato – non è altro che impossessarsi delle risorse strategiche del Venezuela, in particolare del petrolio e dei minerali, nel tentativo di spezzare con la forza l'indipendenza politica della nazione. Non ci riusciranno. Dopo oltre duecento anni di indipendenza, il popolo e il suo governo legittimo si ergono fermi in difesa della sovranità e del diritto inalienabile di decidere del proprio destino. Il tentativo di imporre una guerra coloniale per distruggere la forma di governo repubblicana e forzare un "cambio di regime", in alleanza con l'oligarchia fascista, fallirà come tutti i tentativi precedenti". "Il governo bolivariano invita tutte le forze sociali e politiche del Paese ad attivare piani di mobilitazione e a ripudiare questo attacco imperialista. Il popolo venezuelano e le sue Forze Armate Nazionali Bolivariane, in perfetta unità popolare-militare-poliziesca, sono schierati per garantire la sovranità e la pace. Contemporaneamente, la Diplomazia Bolivariana di Pace solleverà le relative denunce presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il Segretario Generale di tale organizzazione, la Celac e il Movimento dei Paesi Non Allineati, chiedendo la condanna e la responsabilità del governo degli Stati Uniti". "Il Presidente Nicolás Maduro ha ordinato che tutti i piani di difesa nazionale siano attuati al momento opportuno e nelle circostanze appropriate, nel rigoroso rispetto delle disposizioni della Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela, della Legge Organica sugli Stati di Emergenza e della Legge Organica sulla Sicurezza Nazionale. A questo proposito, il Presidente Nicolás Maduro ha firmato e ordinato l'attuazione del decreto che dichiara lo stato di emergenza esterna su tutto il territorio nazionale, per proteggere i diritti della popolazione, il pieno funzionamento delle istituzioni repubblicane e l'immediata transizione alla lotta armata. L'intero Paese deve mobilitarsi per sconfiggere questa aggressione imperialista". "Ha inoltre ordinato l'immediato dispiegamento del Comando per la Difesa Integrale della Nazione e degli Organi della Direzione per la Difesa Integrale in tutti gli Stati e i comuni del Paese. Nel rigoroso rispetto dell'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, il Venezuela si riserva il diritto di esercitare la legittima autodifesa per proteggere il suo popolo, il suo territorio e la sua indipendenza. Invitiamo i popoli e i governi dell'America Latina, dei Caraibi e del mondo a mobilitarsi in solidarietà attiva contro questa aggressione imperialista. Come ha affermato il Comandante Supremo Hugo Chávez Frías, "Di fronte a qualsiasi nuova difficoltà, per quanto grande possa essere, la risposta di tutti i patrioti è unità, lotta, battaglia e vittoria". 
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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