VILLA D’ADDA (BG) – Un’operazione antidroga di vaste proporzioni è stata portata a termine nella notte del 27 febbraio 2026 dai Carabinieri della Stazione di Ponte San Pietro, con il supporto dei militari della Sezione Operativa della Compagnia di Bergamo.
I militari hanno arrestato in flagranza di reato un cittadino marocchino classe 1995, senza fissa dimora in Italia, irregolare sul territorio nazionale e già noto alle Forze dell’Ordine, ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente.
L’operazione si inserisce in un mirato servizio di osservazione, controllo e pedinamento (O.C.P.) disposto nell’area dell’Isola bergamasca per contrastare il traffico di droga. Le attività info-investigative avevano infatti fatto emergere il sospetto dell’esistenza di una rete di spaccio particolarmente attiva nel territorio di Villa d’Adda.
Dopo un prolungato appostamento nei pressi dell’abitazione in uso all’indagato, i Carabinieri hanno notato l’uomo uscire dall’immobile con atteggiamento sospetto. Fermato per un controllo, è stato sottoposto a perquisizione personale e successivamente domiciliare.
Il bilancio dell’operazione è impressionante: sequestrati 47 chilogrammi di cocaina e 151 chilogrammi di hashish, suddivisi in numerosi involucri e panetti. Oltre alla droga, i militari hanno rinvenuto circa 2.035 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita, e materiale vario per il confezionamento delle dosi.
Secondo una prima stima, lo stupefacente sequestrato – destinato verosimilmente ad alimentare una vasta rete di spaccio in provincia e nelle aree limitrofe – avrebbe potuto fruttare sul mercato oltre 6 milioni di euro.
L’arrestato è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Bergamo. Sono attualmente in corso ulteriori indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Bergamo, per accertare eventuali collegamenti con altri soggetti e ricostruire l’intera rete di approvvigionamento e distribuzione della sostanza.
Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che nei confronti dell’indagato vige la presunzione di non colpevolezza sino a eventuale condanna definitiva.
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