Sino a domenica 1 marzo il Teatro del Circolo Fratellanza a Casnigo accoglie Corpi in Scena, la materia dellanima, mostra personale della scultrice Beatrice Paganessi. Si tratta di un percorso espositivo che indaga la scultura ceramica come linguaggio privilegiato per esplorare il corpo, lidentità e le dimensioni più intime dellesperienza umana. Al centro della ricerca della giovane artista seriana vi è il corpo inteso non come semplice soggetto figurativo, ma come luogo simbolico e narrativo, spazio di stratificazione emotiva e memoria sensibile. Le opere in mostra instaurano un dialogo costante tra forma e materia, tra presenza fisica e tensione interiore, restituendo figure che sembrano emergere dalla materia stessa, attraversate da fragilità, movimento e silenzi.
La ceramica, materiale antico e profondamente legato al gesto, viene utilizzata da Paganessi come veicolo espressivo dellinteriorità: una materia viva, capace di trattenere tracce, imperfezioni e segni del processo creativo. In questo modo, la superficie scultorea diventa pelle, confine poroso tra esterno e interno, tra ciò che è visibile e ciò che resta nascosto. Lallestimento allinterno dello storico spazio teatrale casnighese amplifica ulteriormente la dimensione esperienziale della mostra. Il teatro non è solo contenitore, ma parte integrante del progetto espositivo: uno spazio scenico carico di suggestioni, in cui le opere dialogano con larchitettura, la luce e il vuoto, invitando il visitatore a una fruizione lenta e riflessiva. La mostra si configura così come unesperienza immersiva che intreccia arte visiva, teatro e riflessione, proponendo un percorso sensibile in cui il corpo diventa metafora di stati emotivi, trasformazioni e vulnerabilità condivise.
La mostra è visitabile a ingresso libero ogni giovedì e venerdì (dalle 18 alle 20), sabato e domenica dalle 15 alle 18.
La ceramica, materiale antico e profondamente legato al gesto, viene utilizzata da Paganessi come veicolo espressivo dellinteriorità: una materia viva, capace di trattenere tracce, imperfezioni e segni del processo creativo. In questo modo, la superficie scultorea diventa pelle, confine poroso tra esterno e interno, tra ciò che è visibile e ciò che resta nascosto. Lallestimento allinterno dello storico spazio teatrale casnighese amplifica ulteriormente la dimensione esperienziale della mostra. Il teatro non è solo contenitore, ma parte integrante del progetto espositivo: uno spazio scenico carico di suggestioni, in cui le opere dialogano con larchitettura, la luce e il vuoto, invitando il visitatore a una fruizione lenta e riflessiva. La mostra si configura così come unesperienza immersiva che intreccia arte visiva, teatro e riflessione, proponendo un percorso sensibile in cui il corpo diventa metafora di stati emotivi, trasformazioni e vulnerabilità condivise.
La mostra è visitabile a ingresso libero ogni giovedì e venerdì (dalle 18 alle 20), sabato e domenica dalle 15 alle 18.
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